le applicazioni

Metodo 73. Idee creative lontano dalla scrivania

"Siete alla scrivania da ore e non vi viene in mente un accidente di niente? Beh, forse non vi trovate nel posto giusto. Leggete qui."

Riportiamo un articolo di Annamaria Testa pubblicato su www.nuovoeutile.it nel quale ci riconosciamo pienamente e che riteniamo nuovo e utile per la nostra cartella sulle arti. 

 

Tutti insieme per coltivare un Bene Comune
 Quando proponemmo al DSM la pratica dell’Orto Sinergico non fu solo come “orto-terapia”, ma in quanto spazio tempo di nuove relazioni. Come nell’orto sinergico piante diverse si aiutano tra di loro, così persone diverse si incontrano nella pratica orticola nella relazione Uomo-Natura.

 

 “Il linguaggio artistico dona capacità
 Da tredici anni vengo al Centro, tredici anni che mi hanno cambiato. Sono entrato, operatore volontario, come uno spocchioso musicante di chitarra.  “Si bemolle, fa diesis…”“Che stai a dì… Che so’ ‘sti diesi e ‘sti bomelle?” 

 

Andare a fare Tai Ji Quan in un Centro Diurno non è come andare in palestra. Lì il tempo non esiste, non è possibile fare programmi, tutto avviene perché deve avvenire. Aldo è seduto immobile e ritto come un palo, è alla stazione in attesa che arrivi il treno.

“In fondo al dolore voglia di ricominciare” .
Questa pagina è scritta da una educatrice del Centro Diurno "La Bussola di Ferentino". Descrive perfettamente le difficoltà in cui ogni operatore sanitario si trova dovendo ogni giorno rinnovare il rapporto con il dolore, la malattia, la morte. 

La “Globalità dei Linguaggi” utilizza qualsiasi mezzo artistico per esprimere un’emozione affinché questa non si aggrovigli all’interno, in una matassa poi difficile da dipanare.

 

Bianca, la simpatica capretta mia vicina di casa, con molta disinvoltura, quasi ogni giorno, si apparecchiava il desinare sul prato condominale piuttosto che nel territorio del suo padrone. Con agilità e scioltezza, una volta che aveva deciso, senza ripensamento alcuno, saltava con slancio la rete: mezzo giro e oplà, il prato era tutto a sua disposizione.
La prima volta che osò superare la barriera fu perché era stata colta da livida invidia per il montone che, bestia possente, era balzato in territorio “straniero”. Lei, così alta, così slanciata, non avrebbe mai potuto rimanere nel recinto e, se fino ad allora lo aveva fatto, era stato solo perché era timorosa.
Detto fra noi, se vale per l’uomo, vuoi che non sia più che valido anche per capre e pecore il detto “l’erba del vicino è sempre più buona?”

 

La storia è quella di San Benedetto da Norcia che organizzò una comunità di frati. Disse: "Prega Fratello." Così i frati si misero a pregare, e pregavano sempre. Allora il Santo ci ripensò e disse: "Lavora Fratello". Questa è la sotira di "Ora et Labora" nata dal fatto che i fraticelli si erano messi a volare.

Nei tempi in cui Benedetto costruiva cenobi accadeva che pregando si diventava leggeri e si cominciava a librarsi nell'aria. I poveri frati restavano un po' sospesi e poi, tum, ricadevano sui loro scanni. Nessuno si preoccupava, in fondo era normale che lanciando la mente in ampi spazi, si salisse verso l'alto.

 

Poema epico a tre voci

Si inizia con una strofa a testa, poi man mano le voci diventano più rapide alternandosi con altri ritmi (T 10’)

V.F.C.. 1985 – Parapat è il porto per raggiungere da Sumatra l’isola di Samosir, al Lago Toba, Indonesia. Sulla riva di Samosir ci sono tre villaggi addossati alla montagna, Tomòk è la capitale, Tùk Tùk e Ambarìta due piccoli agglomerati di case Batack. Il Lago Toba è il lago vulcanico più grande e più alto del mondo. In cima alla montagna c’è un altro piccolo lago, si dice sia la bocca del vulcano, la porta per l’al di là.
Questa storia comincia al mercatino di Parapàt, dove Kuridìn, il padrone di casa, ci aveva portato col suo barcone a fare acquisti. Comincia quando Paolo, che indossava orgoglioso la sua famosa tuta di jeans col tascone sul petto, ebbe la fantastica idea di visitare anche un gabinetto del luogo.