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“Se tu accechi un leone, lui ti si mangia”
Sono stanco. Sono rimbambito dal sonno. Ho bisogno di dormire, molto. Di fare quel che voglio. Libero di mente, fresca. E di non pensare a niente, magari fumare una sigaretta al bar.
E invece mi chiamano da lontano, ripetutamente, Mario Mario Mario,

come fa un disco rotto, Mario Mario Mario, non è che ti vengono vicino e ti dicono con calma Mario, no, gridano, Mario Mario Mario, gridano da lontano il tuo nome, Mario Mario, in modo da farti schizzare come un folle.
Mal di testa, forte, allora dici cose che non ti va di dire, un attimo di stanchezza, bestemmia, peccato, e tu stavi riposando per riprendere aria. Avevo portato la torba, l’avevo caricata e portata su, ero stanco, ho parafrasato parole che non si devono dire, e così mi hanno definito cattiva persona, brutta che non sa gestire, forse non ama il padre, non ama nemmeno se stesso.
Ma era una condizione di fastidio, si guarda la bestemmia e non il fastidio, e tutto è dovuto al fatto che non hai mai bestemmiato. Ma se tu accechi un leone lui ti si mangia! E non con gli occhi.

Sto lavorando pure io, ma riposo, ogni tanto riposo, sono stanco, e loro Mario Mario Mario, mi mettono in cattiva luce davanti agli altri, ma io stavo seduto a riprendere fiato, mi hanno istigato, alla malignità e alla bestemmia. Anche se non fai niente, sei incensurato, libero, ma devi fare qualcosa in modo che ti incolpino, e così i padri sono contenti. “Vade Retro Satana”.

Se noi stiamo qui è colpa del padri, Mario Mario Mario, colpi di fucile, e tu bestemmi. Secondo Mario la situazione dovrebbe essere caotica come se avesse perso una partita a dama con il campione del mondo, perché non riesce più a migliorare i suoi progetti, perché il millantatore lo ha incastrato, non ha la mente fresca.
Il senso di colpa di essere stato accusato da un padre, in quanto persona cattiva perché bestemmia, Mario si rende conto che il lavoro che gli ordinava da fare, sarebbe stato un lavoro fatto male, e quindi ecco la paura di far male, e in questo modo il lavoro è bloccato. Mal di testa, Mario Mario Mario, colpi di fucile. “Vade Retro Satana”.

L’unica cosa da fare è chiedere l’aiuto di persone nobili di cuore, che sappiamo perdonare, se Mario ha la capacità di farsi perdonare. “Dio perdona tutti.” Mario ha timor di Dio, e in quel momento si era lasciato sopraffare, è una persona debole, psicologicamente, di spirito.
La debolezza di Mario, il cervello è compresso dalla debolezza, lo stress. Il lavoro, le medicine, il capo rilassato, calmo, stanco, sonnambulo che lavora ma che sente tutto, svegliato con un urlo, Mario Mario Mario, si rischia di morire. Il sonnambulo dovrebbe svegliarsi da solo, quando è il momento e trovarsi vicino, con calma, una persona speciale. La Storia del Sonnambulo finisce così: il sonnambulo per essere svegliato deve alzare le palpebre lentamente, con calma, con un sorriso.

 

Mario, utente Centro Diurno "la Bussola"

tratto da "Via Casilina 3620", Autori vari e mezzi matti

Via Casilina 3620

Questa è la verità