“Ma io non so nemmeno quando sono nato”
Quando sto a casa sento voci da fuori, uno che dice ‘Stronzo” e una che dice “Scemo”, e si finisce sempre per litigà. Sir Brazer, dal ‘71 al ‘75, c’ero andato per sei mesi stagionali e poi ho lavorato al Grill Motta per tre anni. Alla Fiat di Cassino ci si alzava alle 3 del mattino per attaccare alle 6. Alle 2 si staccava.

Dalle 2 alle 10 era un altro turno, quinta linea, catena di montaggio della Ritmo. Sotto a Via Brighelli ho fatto il cameriere alle persone importanti e poi pure il cameriere da Bassetto, a Ferentino, e a Roma alle Grotte del Piccione, e a Rimini, 4 mesi stagionale, Bar Promenade. In Germania, dopo la Svizzera, Globoleza Bad Ems. Poi ho aiutato le persone all’ospedale ad operate. Questa è la verità.

Pure io sono stato operato, al Castello della Quiete, e pure a Cassino, Clinica Sant’Anna, quando ero piccolo, di appendicite, reni, ustioni, guardate la mia pancia, qui hanno tolto la terra e l’hanno attaccata al tallone che non riuscivo più a camminare, con mia sorella. Mia madre stava a fare la spesa, io ho messo un piede nella brace, ero piccolo, che mia sorella non ha fatto a tempo ad afferrarmi. Sono stato ustionato al Bambin Gesù, non so quello che mi hanno fatto, ma mi ci ha portato mamma, ho la cartella clinica. Questa è la verità.

Le barche appresso al Castellaccio, dovevo scartavetrare la resina, all’8 di maggio scalanare e fare la lana, ho lavorato anche al lanificio, o come si chiama, e alle barche. Ho studiato alla scuola alberghiera di Salerno, in una via sul mare. Mò so passati quanti anni, 2009, che ho avuto l’ernia del disco, il 23 novembre, operato alla Clinica Sant’Anna di Cassino. Quando ero bambino, a Ferentino, con una maschera nera di etere, oppure fanno una iniezione al braccio. Dice che al Castello della Quiete mi hanno fatto l’elettrochoc, c’era pure la chiesetta con il cane bianco e nero. Il dottore dopo la puntura ci dava un pacchetto di sigarette, a tutti. “Quando viene mamma paga.” Presero la via della Balduina, dove vendono i fiori, prima c’è un meccanico, di fianco al bar, quando entrai stavano tutti in pigiama in giardino e la chiesetta in fondo. Mi hanno fatto un’iniezione e non ricordo più niente. Prima mi bruciava il petto. “Dottore, mi brucia qui.” Poi non ricordo più niente, questa è la verità.

Perché a Roma sono andato a vedere la partita, anche a San Siro, Inter-Milan, pure allo stadio di Napoli, chi si ricorda con chi giocava. Anche allo stadio di Anagni. Io credevo che fosse una visita a pagamento, ma mi hanno lasciato lì in mezzo a tutti quelli in pigiama. Mi hanno portato in una cameretta e mi hanno legato le mani e i piedi, su una poltrona, con i fili gialli e rossi. Viene quello con l’ago, quà, a sinistra, cominciai a sentire calore, a sinistra, e poi chiusi gli occhi. Quando mi svegliai dovevo fare pipì e non c’era nessuno. C’era solo quella coi capelli neri, non era una infermiera, era una paziente, perché c’era una paziente coi capelli, e chiamai, e venne il dottore con gli occhi chiari, mi slegò e andai in bagno. Questa è la verità.

Andai alla chiesetta e mi inginocchiai da solo, con la musica, appena che mi ritrovavo in famiglia c’era mamma a colazione con la pasticca. Ho fatto il rappresentante con Francesco di carne e di pesce, col camion di Luigino Santoro. Prendevamo la carne e il pesce dalle celle frigorifere e le mettevano sul camion con le celle frigorifere. Caldo e freddo. La dottoressa Rossella, vicino alla stazione, consigliò a mamma di farmi fare una visita al cervello al Grattacielo di Zeppieri a Frosinone. Ho la schiena che mi fa male, ho l’ernia del disco, non posso muovermi tanto, questa è la verità.

Silvio, utente Centro Diurno "la Bussola"

tratto da "Via Casilina 3620", Autori vari e mezzi matti

 

Questa è la verità

Via Casilina 3620

la Bussola di Via Casilina