“La Croce ha due assi, uno verticale, uno orizzontale”. La posizione di partenza. Noi ovviamente ci rifacciamo alla Spilla del Farmacista, che è la cifra della nostra ricerca, precisamente dalla Postura della  Croce.

Iniziamo a rappresentare fisicamente l’asse verticale, mettiamoci dritti in piedi. Lo facciamo centinaia di volte al giorno eppure il discorso ci lascia perplessi. Questo perché non siamo perfettamente consapevoli di quali forze fisiche entrano in gioco. Eppure è tale abilità che ci distingue dagli animali.
“L’uomo è l’unico animale che cammina eretto su due zampe, soggetto a due forze, l'attrazione gravitazionale e la forza espansiva elettromagnetica.”

La posizione del Palo

Prendiamoci 3 minuti, concentriamoci sulla linea verticale.
Prima di tutto prendiamo contatto con la Terra.

“Noi non siamo ‘contro’ la terra, siamo semplicemente ‘appiccicati’ alla terra”.

La forza di gravità ci attira verso il centro, è una forza potente, a nulla serve andarle contro, solo fatica sprecata. Meglio accettarla com’è, farla propria, utilizzarla a nostro beneficio. Il nostro Maestro Guo MIng George Xu dice: “Un qualsiasi avversario, quando si opera muscoli contro muscoli, può contrastarti, vince il più forte, ma nulla può contro la forza naturale della terra.”

“Palo” in greco si dice ‘Stauròs, è il legno usato per fare le palizzate, ma si riferisce anche al sostegno con cui un tempo venivano infilzati i nemici condannati a morte. In seguito il termine ‘Stauròs’ verrà a significare ‘Croce’.
Nella pratica ‘Stauròs indica l’asse centrale, lo Zhong Ding. Questo deve essere appunto “eretto come un palo”. La postura del Palo consiste nel mettere sulla stessa linea piedi e testa, basso-alto, la terra e il cielo. Che l’asse centrale sia come “La spada nella roccia”, con l’elsa in alto e la punta del coccige ficcata nella pietra.

 

detta anche "La postura dell’uomo libero"

1 Sprofondare il peso a terra distribuendolo armonicamente nei piedi. Immaginate di avere i piedi nel fango. Lasciate fare alla forza di gravità.
2 Distendete la nuca verso l’alto, come se un filo vi sollevasse verso lo zenit. Immaginate di essere come una giacchetta appesa ad una stampella.
3 Flettete leggermente il bacino in avanti, come se ci si volesse sedere su una sedia inesistente. I cinesi dicono ‘star seduti sulle nuvole’.
4 Lasciate le ginocchia morbide rilassate, non fatele intervenire attivamente al movimento, si piegheranno da sole leggermente.
5 Fate in modo che le spalle restino basse e rilassate verso il basso, che siano aperte e perpendicolari alla colonna, nè a stringere il petto, né accostando le scapole.
6 Rilassate anche lo sterno, e senza mandare avanti le spalle svuotate il petto. Questo facilita la respirazione diaframmatica.
7 Riempite i reni. Immaginate che una cascata di acqua scenda giù dalle scapole svuotando il petto e riempiendo i reni come fosse una diga. In questo modo si crea il dorso della tartaruga.

Notate come, in tutto questo gioco, si realizza il classico meccanismo dello Yin e dello Yang: forte dietro, morbido davanti, duro dentro, morbido fuori, pesante in basso, leggero in alto. Più facile a dirsi che a farsi. Non resta che “provare, provare, provare, provare...”.

Ricordate la scena della figlia di Leonardo da Vinci nel film di Massino Troisi e Roberto Benigni? Insomma, provare, praticare, praticare, almeno 3 minuti al giorno, e i risultati sono garantiti.

 

“Sedersi sulle nuvole”

Qual’è il trucco per sentire bene il contatto con la terra?
Avvicinate dietro di voi una sedia. Restando con le spalle basse e le ginocchia morbide fate il gesto di volervi sedere flettendo leggermente il bacino in avanti. In questo modo la colonna si raddrizzerà spontaneamente. Potete anche provare ad appoggiarvi ad una parete in modo che tutta la schiena tocchi il muro. Ascoltate come in questo modo la colonna si raddrizza. Bene, adesso riprovate senza sedia e senza muro, sentitevi seduti come su uno sgabello inesistente. L’impressione fantastica è quella di “stare seduti sulle nuvole”.

Ascoltate allora come è cambiato il vostro contatto con la terra. Prima stando rigidi lo si sentiva appena, ora i piedi sembrano sprofondare come nel fango.
Per forzare un poco questa sensazione, il maestro Delio Murru consiglia di spingere i talloni in basso e di osservare come nel dorso sembra si formi una sorta di arco centrale che ha una punta nei talloni e l’altra sulla testa. Il dorso in questo modo si espande e sempre più somiglia al “dorso di una tartaruga”. Proprio così infatti, nel Tai Ji Nei Gong, viene definita l’espansione della schiena.

Il primo passo è fatto. Ora occorrerà equilibrare la forza che vi tira in basso, detta forza gravitazionale, con quella che vi tira in alto, che abbiamo chiamato forza espansiva. Immaginate che un raggio laser attraversi tutta la colonna e che dall’ombelico partano due forze contrapposte: una forza Yin verso il centro della terra, una forza Yang che si dirige verso la sommità del cosmo. Per fare questo occorre conoscere un muscolo di estrema importanza, ma che purtroppo è spesso dimenticato.

 

Corso Video Nei Gong

Capitolo 1: "La postura eretta"