L’uso del corsivo non è più di moda, a scuola lo si insegna sempre meno e i nostri ragazzi stanno diventando super-robot-mono-dita, eppure i movimenti fini sono indispensabili alla salute mentale e allo sviluppo cognitivo dei bambini. Guardate attentamente l’illustrazione.

Si chiama 'homunculus corticale’, è la suddivisione della corteccia cerebrale sotto forma di mappa per rappresentare lo schema corporeo dell'uomo. Le dimensioni e l’ordine delle diverse parti dipende dall’ampiezza del tessuto cerebrale motorio ad esso dedicato.

Si può ben notare come nell’homunculus motorio la mano possiede un'enorme sensibilità e molteplici funzioni, tanto da occupare con il volto quasi tutto lo spazio corticale disponibile.Purtroppo la generazione dei nostri ragazzi sta perdendo i movimenti fini delle dita.

Nella primavera del 2014 fummo invitati in biblioteca dal Consiglio dei Giovani per una serie di incontri sul tema: “La Valigia dello Scrittore.” Lo scopo era invitare all’Arte dello Scrivere perché fondamentale alla Salute. Orbene, al terzo incontro regalammo dei quadernini e invitammo i 21 piccoli allievi a stilare un elenco delle dieci azioni importati per uno scrittore: 1) chiudere a chiave la serranda del negozio. 2) togliere cinta, cravatta e tutto quel che stringe 3) inforcare occhiali grandi per una corretta visione e cosi via… Tutti i 21 ragazzi scrissero in stampatello, nessuno in corsivo.

“Non siamo capaci” dissero “A scuola si usa il maiuscolo che la maestra lo legge meglio”. Purtroppo è così. L'insegnamento del corsivo sta sparendo dai programmi scolastici. Pensate che in Finlandia dal prossimo anno non sarà più obbligatorio imparare a scrivere a mano e negli USA le linee guida per l’omogeneità dell'insegnamento nella scuola pubblica ha eliminato l'obbligo del corsivo. In Italia è ancora materia di studio, ma ancora per poco, visto che l’insegnamento si basa su facili ‘X’ tipo ‘Vero o Falso’ su insulsi Quiz. A casa poi i bambini imparano dai genitori a digitare su tablet e smartphone e mai vengono invitati a fare lettere e scarabocchi con la matita su un pezzo di carta. Il risultato è che i ragazzi non sanno scrivere in corsivo, ovvero: non sanno gestire i movimenti fini delle dita.

Quando a Italo Calvino chiesero quale abilità dovrebbe conservare un uomo del duemila, per prima cosa rispose: “Rammendare i pedalini.” Lui aveva già capito: la mancanza dell'uso del corsivo, cioè la perdita di abilità dei movimenti fini, avrebbero avuto effetti devastanti sullo sviluppo del cervello del ragazzo moderno, riducendolo man mano ad una macchina automatizzata in grado solo di cliccare Si o No. La pedagogista Stephanie Muller lamenta la assoluta mancanza di manualità e fisicità, sottolinea che il 70% dei bambini che escono dalla materna non hanno i prerequisiti per imparare il corsivo. “Oggi non si gioca più in strada, non ci si arrampica sugli alberi, non ci si allaccia le scarpe, non si corre e salta, non si infila un ago. Si premono tasti, o si tocca uno schermo, tutte cose che richiedono l’uso di altri muscoli rispetto a quelli per tenere in mano una penna, e che non consolidano la coordinazione necessaria a scrivere in corsivo”.

“Ma è proprio la scrittura manuale che è in grado di attivare importanti processi cognitivi” continua a ripetere la psicologa Karin Harman James. Università dell’Indiana: “I bambini capaci di scrivere a mano, hanno fatto registrare un’attività neuronale molto più sviluppata rispetto all’altro gruppo testato, comprovando l’importanza della produzione manuale di segni bidimensionali". Virginia Berninger dell’Università di Washington ci mette l’asso di bastoni: “In termini di costruzione del pensiero e delle idee, c’è un rapporto importante tra cervello e mano. La scrittura manuale legata accende massicciamente aree del cervello coinvolte anche nell’attività del pensiero, del linguaggio, e della memoria”.
E ci sono anche evidenze cliniche dovute alla mancanza di tale attività. Secondo Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'età evolutiva, la perdita del corsivo potrebbe essere alla base di molti disturbi dell'apprendimento. "Scrivere in corsivo vuol dire tradurre il pensiero in parole, scrivere in stampatello vuol dire invece sezionarlo in lettere, spezzettarlo, negare il tempo e il respiro della frase.

Il corsivo così come lega le lettere lega i pensieri.



Gabriele Daddo



Riferimenti
Rizzolatti G., Sinigaglia C., (2006), So quel che fai, il cervello che agisce e i neuroni specchio, Raffaello Cortina editore

Report Scuola@Salute

Aboliamo Scuola e TV

5 L’uomo primitivo e il bambino

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