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 A proposito di Biomeccanica marziale, M.Flavio Daniele 

 PARTE SECONDA

La Visione Analitica  -  La visione della tartaruga  -  * Colonna vertebrale  -  La coordinazione assiale

La colonna vertebrale costituisce la struttura portante del corpo, biomeccanicamente la possiamo definire un complesso cinematico multisegmentale costituito da tre sottoinsiemi (cervicale - dorsale - lombare). Ognuno di questi sottosistemi ha delle precise funzioni da svolgere:  quello cervicale provvede al sostegno e all'orientamento del capo, quello dorsale presiede all’equilibrio delle due lordosi, alla centratura del peso e al sostegno dell'albero respiratorio;  quello lombare ha funzioni prettamente statiche.
Capire e rendere operative queste specialità funzionali è della massima importanza per sapere come intervenire e quali tipi di allenamento fare per elevare al massimo le potenzialità di ogni parte della struttura umana.

La colonna è il legame tra il ventre e la testa, ha una conformazione curvilinea che ha la precisa funzione di aumentare la resistenza ai carichi assiali. Queste curvature fisiologiche permettono alla muscolatura della schiena una coordinazione dei propri sforzi in armonia con la forza di gravità, che danno non solo eleganza nei movimenti, ma anche una grande forza dinamica.
Questa capacità è perfettamente sintetizzata nel principio base delle "Tre Forze" (far salire l'energia nel sincipite - centralizzarsi nel dantian - affondare il peso nei piedi.
L'estensione che risulta da questa duplice gioco dinamico di appoggio e radicamento verso il basso e di slancio verso l'alto, la possiamo paragonare alla tensione della corda di un arco in riposo. Non è tesa al massimo come nell'atto di scoccare la freccia, né floscia come quando è staccata, ma nella giusta tensione dinamica.

Nel corpo questo si traduce in un perfetto allineamento dei vari blocchi strutturali (bacino, torace e testa) che devono avere una perfetta coordinazione assiale verticale; ogni elemento fuori posto determina uno stato di tensione prolungata in alcuni muscoli, mentre i loro antagonisti si rilassano e si indeboliscono progressivamente. Si innesca cosi una serie di compensazioni a catena che portano ad una deformazione dell'assetto verticale con conseguente indebolimento generale di tutta la struttura corporea.
Il perfetto allineamento richiede il minimo sforzo e assicura la massima stabilità. Nelle arti marziali interne si dice: "Per emettere la forza interna (Fa Jin) bisogna avere buone radici. La forza interna parte dai piedi, si sviluppa nelle gambe è guidata dalla vita lungo la spina dorsale e si manifesta nelle mani".
Questo antico detto sintetizza in maniera perfetta il flusso del movimento attraverso il corpo ed evidenzia come la colonna vertebrale, oltre che asse portante, è la "dorsale" che permette la trasmissione del movimento, il quale come un’onda si propaga sezione per sezione.
Questa onda trasmette il momento cinetico da una parte del corpo alla successiva, e le giunture (le Nove Perle) simili a delle pulegge, collegate tra di loro da muscoli e tendini che funzionano da cinghia di trasmissione, fungono da moltiplicatori di potenza.
Il praticante deve imparare a usare quest’onda cinematica, che con un linguaggio figurato potremmo chiamare "effetto frusta", per farlo deve coordinare l'azione delle Nove Perle e far sì che possano muoversi liberamente, secondo le direttrici e i gradi di libertà tipiche di ognuna di esse. Il praticante deve, inoltre, concentrarsi sul movimento del tronco, non su quello delle mani, cosicché il pugno sarà come lanciato da una potente fionda.

"La forza nasce dalla spina dorsale"
Infatti, l'esame dello scheletro vertebrale evidenzia una struttura perfettamente gerarchizzata di tipo piramidale. Le vertebre più basse e più potenti fanno d'appoggio a quelle situate sopra, fino al collo molto mobile, che regge la testa e le consente una estrema finezza nei movimenti. L'entità di movimento tra una vertebra e l'altra è piuttosto piccola, ma sommandosi per tutta la lunghezza della colonna genera un notevole grado di flessibilità, che consente flessione, estensione, piegamenti laterali e rotazioni. Anche la rotazione è minima tra vertebra e vertebra, ma per lo stesso motivo, raggiunge complessivamente un notevole grado di torsione. Tutti questi movimenti, che possono essere eseguiti in combinazione durante qualsiasi singola azione del corpo, danno luogo a un movimento complesso a spirale.
- 1° Movimenti di torsione a destra e sinistra, sviluppano una forza centrifuga come una molla avvolta a spirale.
Si svolgono intorno a due fulcri fondamentali: vita (11° e 12° vertebra dorsale ), e collo (vertebre cervicali).
Movimenti della colonna: - 2° Movimenti di flessione-estensione in avanti, all’indietro, a destra e sinistra. Questi movimenti, simili all’oscillazione di un bambù, sviluppano una forza a catapulta. Il fulcro è l’osso sacro e la 4°-5° vertebra lombare
-3° Movimenti d'estensione e accorciamento lungo l’asse longitudinale, sviluppano una forza di rimbalzo simile a un martello pneumatico.
Se osserviamo la struttura muscolare e dei legamenti vi troviamo una disposizione analoga: muscoli molto potenti alla base per sostenere tutto il sistema, muscoli più sottili e sensibili man mano che saliamo per permettere il libero e armonico gioco del collo e l'equilibrio dinamico della testa. Ogni parte ha quindi una sua precisa funzione da svolgere e deve essere coordinata con le altre per avere un uso del corpo biomeccanicamente corretto, efficiente ed economico.
Al centro del corpo e alla regione lombare (e dei reni) sono proprie la forza e la stabilità. Alla parte superiore, invece, la mobilità e la finezza. Ogni alterazione di questo rapporto, genera disarmonia e rende inutili anche le tecniche più sofisticate.

CONTINUA…..

 

Parte Prima Il sistema mobile umano

Parte Seconda La visione della tartaruga

Parte Terza   Le linee di forza

Parte Quarta La Visione Sistemica

Parte Quinta Lo Yin e lo Yang nell'Arte Marziale