Quando Dio proibì di mangiare il frutto della conoscenza disse ad Eva di mangiarlo. Dio maledisse il serpente e condannò lui e la sua discendenza a strisciare sul proprio ventre e mangiare polvere per tutta la vita. Il serpente si unì con Eva immettendo in lei il proprio veleno, per cui Adamo stette lontano da lei per 130 anni.

Poi c'è il bastone serpente di Mosè, principe di Egitto. Quando Mosè fu esiliato nel deserto il figlio del faraone, suo fratellastro, per farsi di lui beffe, gli regalò un bastone in segno di comando. Quel bastone sarebbe stato il suo scettro. Mosé era quindi veramente un re, il re del deserto, “il potente re di scarafaggi e scorpioni”. Anni dopo Mosé si ripresentò dal faraone per reclamare la libertà del suo popolo e per dimostrare il suo potere, buttò a terra il vecchio bastone. D’incanto questo si animò, cominciò a contorcersi, ad arrotolarsi e in breve si trasformò in un vero serpente.

Il bastone di Mosé,con serafino in bronzo attorcigliato, era dotato di poteri tali da ridare vita ai moribondi”. Quel bastone-serpente, nell’immaginario collettivo, denominava la figura di Mosè in quanto ‘araldo’, ovvero ‘messaggero di Dio’.

 

Poi c'è il bastone di Hermes, un dio piccolo, oscuro, furbo, velocissimo, generato dalla terra, che assume tutte le forme, con i suoi calzari alati percorre veloce tutte le strade. Il bastone alato è simbolo del suo potere, glielo ha concesso Zeus come segno di comando, perché è lui l’araldo di tutti gli dei. Omero descrive Hermes in questo modo: “...dalle molte risorse, gentilmente astuto, predone, guida di mandrie, apportatore di sogni, osservatore notturno, ladro ai cancelli, che fece in fretta a mostrare le sue imprese tra le dee immortali”.

Hermes svolge il ruolo di messaggero da parte degli dei presso gli uomini, un compito che divide con Iris. Da Hermes deriva la parola ermeneutica, ovvero l’arte di interpretare i significati nascosti. È anche il dio degli oratori, della letteratura, dei poeti, dell’atletica, delle invenzioni, e del commercio, è il rappresentante del lógos, ragione e parola.

Ed ecco il Caduceo, il simbolo di tutti gli araldi negoziatori di pace e portatori di salute. Si inizia a comprendere il perché nella Spilla del Farmacista c’è un bastone posto verticalmente con due ali aperte orizzontalmente. Intorno a questo si attorciglia a spirale una coppia di serpenti che si guarda negli occhi.

Il mito di Ermete risale alla civiltà egizia più remota. Fu poi ripreso dalla mitologia greca che ne trasse appunto il dio Hermes, poi divenuto il Mercurio dei romani. Il simbolo di Ermete Trimesgisto era il Caduceo, costituito da due serpenti avvolti a spirale. Ne fa fede l’elmo scintillante del dio decorato con un paio d’ali, con la duplice funzione di proteggere il capo, la sede di memoria, dell’intelletto e dello spirito. Il Caduceo ha anche una valenza morale oltre che medica: rappresenta infatti la “condotta onesta e al tempo stesso la salute della persona”.

 

Tratto da La Spilla del Farmacista, libro terzo: I Simboli di Salute

 

la visione di Ippocrate

il Caduceo del Farmacista

I Simboli di Salute