Tantra&Eros

 

 

 “… chi lo avrebbe mai detto che infine sarei uscito fuori da quel buco nero che credevo fosse tutto il mio mondo, chi lo avrebbe mai immaginato che alla veneranda età di quasi settanta anni io mi ritrovassi a vivere la più stupefacente storia d’amore, la più esaltante delle stagioni erotiche di una vita intera, che iniziassi solo a questo punto a vivere, perché fino ad allora, tre giorni fa

 

"Alza la coscia e piscia."

A lei piaceva giocare al cagnolino, nuda, a quattro zampe sul prato inglese del giardino di casa, di notte, con la luna piena. Questo elemento era categorico, altrimenti era troppo buio e si entrava nella storia di cappuccetto rosso e del lupo cattivo, ma era tutta un'altra storia.


ATTO PRIMO
“Cosa posso fare per te mio Signore?”
“Vai di là e scegli una donna. Fai attenzione: deve piacerti.”
“Questa mi piace, giovane, formosa, carina.”

 

Divagazione in dormiveglia da 7 respiri e 3 starnuti

Siamo su un lago sui monti nudi
Ma vicino c'è un ombroso bosco di pini.

 

Perché è  una bella scusa, anche divertente.

Sentite se il ragionamento funziona: In natura se una legge è universale, può essere universalmente applicata negli infiniti contesti. Ad esempio, la gravità è una legge fisica universale, ogni massa ha una sua gravità, anche la luna, il sole, noi stessi. Perché allora non sentire la gravità anche a letto? Infatti il "grounding"  è un termine del tantra anglosassone. Noi in Italia diciamo "messa a terra", ma è sempre la stessa cosa.        

IL RACCONTO

Il professor Ascenzio d’Arcangeli è un filosofo pacioccone, laureato alla Sapiente Sapienza, nell’ormai lontano 1968, ha dedicato una vita di studi al rapporto esistente tra Calcio, Sesso e Cielo. Dopo dieci anni di insegnamento presso il Liceo Classico “Duca Gentile”, ha lasciato la scuola per specializzarsi in 1254 discipline diverse, fino ad ottenere il dottorato presso il Centro di Salute Mentale “Santa Matta.”

Il professor Ascenzio D’Arcangeli impartisce le sue lezioni alla maniera socratica, cioè passeggiando lentamente nel parco della clinica, tra il laghetto e la siepe di oleandro, e discorrendo amabilmente di Platone e Lao Tzu, Tantra e Kamasutra. I suoi insegnamenti sono puntuali, “precisi come un orologio, tic tac, hanno un loro ritmo.”

 

Giunto a 60 anni volevo scrivere qualcosa che con la mia professione non c’entrasse nulla. Desideravo solo divertirmi. Ho chiesto a mia moglie. Lei mi ha detto: “Scrivimi un thriller!” Son rimasto di sasso: “Un thriller? Io?” Allora mi sono vendicato, le ho scritto “L’Invidia del Peppe”, un testo che stravolge tutti i canoni del sesso e del giallo. Mi sono divertito.