Tutti insieme per coltivare un Bene Comune
 Quando proponemmo al DSM la pratica dell’Orto Sinergico non fu solo come “orto-terapia”, ma in quanto spazio tempo di nuove relazioni. Come nell’orto sinergico piante diverse si aiutano tra di loro, così persone diverse si incontrano nella pratica orticola nella relazione Uomo-Natura.

Coltivare l’orto è coltivare se stessi, é pratica sociale, è coltivare lo spazio pubblico come bene comune. Così, due anni fa, è cominciata l’esperienza dell’orto Molazzete di Ferentino.
All’inizio gli utenti erano piuttosto passivi, praticamente trascinati dagli operatori e dai genitori in un’esperienza di cui conoscevano poco o nulla, poi col tempo un crescente coinvolgimento ha impegnato tutti per l’intero anno solare.

Durante l’inverno è stata sviluppata la forma dell’orto, si è partiti dal concetto di ‘vita’, dalle forme del vivente e dalle forme da cui nasce, portando gli utenti a realizzare decine di disegni di orti di forme diverse, a forma di foglie, di albero, di semi e di fiori, o anche con la forma del sole, di un uovo, dell’utero… Non sono mancati orti “musicali”: l’orto piano, l’orto chitarra, e perfino orti astratti. E’ stata infine scelta una forma che può essere una foglia o un albero. Nel frattempo si è impiantato il semenzaio sul terrazzo del Centro. Perché con l’orto si realizza tutto il ciclo della vita, a cominciare dal seme si passa alla messa a dimora e infine alla produzione e alla raccolta degli ortaggi. E poi di nuovo il seme, in un ciclo eterno, quale è la vita stessa. Si deve proprio al processo di scelta della forma e alla realizzazione del semenzaio la svolta partecipativa.

Resta una questione da risolvere, una questione certamente non secondaria: la scelta del nome dell’orto. C’è chi vuole chiamarlo “Orto Bello”. Io credo che il nome debba essere scelto da tutti gli ospiti, con lo stesso processo della scelta della forma. Credo che il nome debba esprimere un concetto forte, un aspetto che ha a che fare proprio con la sua forma.
“Una forma che esprima sostanza”. Per il futuro, tirando le somme, va portato avanti il processo di “Sinergia”, con il coinvolgimento di altri soggetti, non solo gli studenti, ma anche associazioni, scuole, famiglie, artisti e singoli cittadini, tutti insieme per coltivare un Bene Comune.

Antonio Limonciello 


Tratto da "Via Casilina 3620", interamente scritto e redatto dagli ospiti del Centro Diurno "La Bussola di Ferentino"

 

Via Casilina 3620