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Maria Celeste ti accoglie con un sorriso e un bacio sulla guancia, ti vuole raccontare una storia. Rino passeggia cogitabondo, magari riflettendo su un nuovo trattato da scrivere. Silvia è in piedi ad occhi chiusi, concentrata a girare i pollici esattamente in senso antiorario. Monica, chiusa in se stessa, ti guarda e sorride dolcemente. Maria pulisce con la pezzuola il tavolo già più che pulito. Pietro si incazza per un torto subito, chissà dove, chissà quando, chissà poi se è vero. Angela prepara il caffè di benvenuto. Al Centro sei un benvenuto, sempre, lo senti a pelle.

Il difficile è richiamare l’attenzione per fare qualcosa insieme. “Perché quando mastico la gomma americana vedo una luce?” ”Lunedì abbiamo disegnato il ghiaccio”. “Io ho fatto una bella casa rossa!”
In un mare in tempesta, dove le onde vanno dove vogliono, c’è sempre uno scoglio dove attaccarsi. “Aldo domanda perché quando mastica la gomma vede una luce, a voi è mai capitato?” Insomma si comincia così, come viene.
Una nuova arrivata è in crisi di ansia. Non si può far altro che accoglierla. “L’ansia è una gran brutta bestia”.“E’ brutta perché ti fa mancare il respiro e si resta senza fiato”. “Stringe la gola”. “Io non so più cantare”. “A me mi chiude lo stomaco e mi viene da vomitare”. “Io comincio a tremare.”
E’ l’occasione per fare un esperimento: “Proviamo a respirare con la pancia e sentiamo i nostri muscoli come stanno, se si sciolgono o se il tremore rallenta”. Non è facile, ma loro ci riescono, forse perché quando bisogna staccare la mente stanno un passo avanti.

C’è poi il momento del rito: alzare le braccia per accogliere il calore del sole, poi abbassarle come per portarlo al ventre, e raccoglierne un poco per porgerlo a mo’ di dono a qualcuno che si ha davanti, con un sorriso, e allora allargarle gioiosi come per distribuire a tutti il calore, abbassarle infine, con i palmi verso il basso, come le ali di un airone in volo, e raccogliere le briciole e conservarle, con cura, nel proprio cuore.
Questo esercizio piace tanto. E nella pratica c’è la voglia di aver dura di sé, c’è il respiro consapevole, ci sono tutte e sei le direzioni dello spazio, le forze dell’Universo e tutti e quattro gli elementi fondamentali della natura.

Ora che abbiamo un orto si fa la danza dei quattro elementi. Alzando le braccia facciamo finta di essere come Aria. Si dice: “C’è l’Aria”. Quando le si abbassano diventiamo terra e si dice “C’è la Terra”. Allora spingiamo in avanti le mani, mimando una calma onda di lago, e si dice: “C’è l’Acqua”. Ma quando le abbassiamo, in un fremito, si grida tutti insieme: “C’è il Fuoco!”. E siamo tutti contenti. Questi quattro elementi faranno crescere il nostro orto, allora disegniamo con le braccia un grande cerchio, più grande del mondo, e si dice: “Tutt’insieme in Armonia.” E lo abbracciamo, il mondo, e lo teniamo come se fosse un palla. Allora si dice: “Prendo tra le mani il Mondo...” A questo punto possiamo girarci, seduti su una sola gamba, e guardare lontano. Si dice: “Mi giro verso l’orizzonte...” E allora, stupendo, si comincia a camminare, ognuno come vuole, ognuno dove vuole, ognuno di nuovo sulla sua strada.
E si dice: “... e cammino in allegria.”

Gabriele Carcano

 

 

 

Tratto da "Via Casilina 3620", interamente scritto e redatto dagli ospiti del Centro Diurno "La Bussola di Ferentino"

Via Casilina 3620