la pratica

 A proposito di Biomeccanica marziale, M.Flavio Daniele 

 PARTE SECONDA

La Visione Analitica  -  La visione della tartaruga  -  * Colonna vertebrale  -  La coordinazione assiale

La colonna vertebrale costituisce la struttura portante del corpo, biomeccanicamente la possiamo definire un complesso cinematico multisegmentale costituito da tre sottoinsiemi (cervicale - dorsale - lombare). Ognuno di questi sottosistemi ha delle precise funzioni da svolgere:  quello cervicale provvede al sostegno e all'orientamento del capo, quello dorsale presiede all’equilibrio delle due lordosi, alla centratura del peso e al sostegno dell'albero respiratorio;  quello lombare ha funzioni prettamente statiche.
Capire e rendere operative queste specialità funzionali è della massima importanza per sapere come intervenire e quali tipi di allenamento fare per elevare al massimo le potenzialità di ogni parte della struttura umana.

 

A proposito di Biomeccanica Marziale  

Pubblichiamo il testo del Maestro Flavio Daniele, caposcuola NeiDanSchool

PARTE PRIMA

La capacità di movimento del sistema mobile umano è strutturalmente fondata su "quattro peculiari insiemi funzionali", che corrispondono a quattro geniali strumenti di cui la natura ci ha dotato, ognuno di essi organizzato per lo svolgimento di funzioni specializzate:
1- l'arto superiore (organizzato per la prensione); 2- l'arto inferiore (organizzato per il moto); 3- la colonna vertebrale (asse centrale e chiave di volta statico-dinamico del sistema motore); 4- il bacino (perno e raccordo fra la metà inferiore e quella superiore del sistema)

 

Poema epico a tre voci

Si inizia con una strofa a testa, poi man mano le voci diventano più rapide alternandosi con altri ritmi (T 10’)

V.F.C.. 1985 – Parapat è il porto per raggiungere da Sumatra l’isola di Samosir, al Lago Toba, Indonesia. Sulla riva di Samosir ci sono tre villaggi addossati alla montagna, Tomòk è la capitale, Tùk Tùk e Ambarìta due piccoli agglomerati di case Batack. Il Lago Toba è il lago vulcanico più grande e più alto del mondo. In cima alla montagna c’è un altro piccolo lago, si dice sia la bocca del vulcano, la porta per l’al di là.
Questa storia comincia al mercatino di Parapàt, dove Kuridìn, il padrone di casa, ci aveva portato col suo barcone a fare acquisti. Comincia quando Paolo, che indossava orgoglioso la sua famosa tuta di jeans col tascone sul petto, ebbe la fantastica idea di visitare anche un gabinetto del luogo.

 

Bianca, la simpatica capretta mia vicina di casa, con molta disinvoltura, quasi ogni giorno, si apparecchiava il desinare sul prato condominale piuttosto che nel territorio del suo padrone. Con agilità e scioltezza, una volta che aveva deciso, senza ripensamento alcuno, saltava con slancio la rete: mezzo giro e oplà, il prato era tutto a sua disposizione.
La prima volta che osò superare la barriera fu perché era stata colta da livida invidia per il montone che, bestia possente, era balzato in territorio “straniero”. Lei, così alta, così slanciata, non avrebbe mai potuto rimanere nel recinto e, se fino ad allora lo aveva fatto, era stato solo perché era timorosa.
Detto fra noi, se vale per l’uomo, vuoi che non sia più che valido anche per capre e pecore il detto “l’erba del vicino è sempre più buona?”