la pratica

Era una mattina di giugno del 1999 e guardavo per l'ultima volta il mio ufficio.
Il sole era caldo e filtrava dalla finestra disegnando strane forme sul muro.
Ricordo la prima volta che vi ero entrato. Era lindo, le pareti erano state imbiancate da poco ed il pavimento era lucido e scivoloso. Il sole disegnava sulle pareti appena dipinte le stesse strane figure, quel giorno mi sembravano farfalle ma non quella mattina di giugno. Quel giorno mi sembravano grotteschi scarafaggi che mi scrutavano ridendo.


Il Tango, il Tai Ji e l’Artiterapia

Ho letto un interessante articolo di Maria Laura Giovannini  sul rapporto tra Tango e Terapia. Titolo: “Gli 8 perché (il tango) è efficace quanto la psicoanalisi”.  Un buon lavoro, ha perfettamente messo a fuoco punti fondamentali alla pratica. Purtroppo nel titolo ci sono due elementi che possono creare confusione. Mi preme ora sottolineare l’importanza dei punti indicati da Maria Laura, e anche escludere due distorsioni che toglierebbero all’arteterapia la sua funzione primaria.


Questo è il Menu del Cantiere al Centro “La Bussola” di Ferentino. I nostri amici vari e mezzi matti, invitati a ricordare i giochi più belli realizzati nei nostri incontri, hanno lanciato l’idea: “Scriviamoli”. Così abbiamo fatto un manifesto, che si è rivelato ausilio utilissimo alla pratica. Ogni mercoledì mattina infatti ci si avvicina al manifesto e si scelgono, più o meno democraticamente, tre ‘piatti’. Al maestro spetta stabilire la sequenza. Si fa il saluto e si comincia, convinti tutti che quel che si sta facendo è scelto direttamente dallo studente.

 

Assodata l’enorme importanza del linguaggio, occorre prendere coscienza in maniera chiara che, se da una parte è fonte di crescita e di sviluppo come esseri umani, dall’altra rappresenta uno dei maggiori ostacoli da superare per una reale comprensione di noi stessi, del rapporto con il mondo del sovrasensibile e di altre realtà dimensionali. Il condizionamento comincia molto presto! L'essere umano nei primi mesi di vita non è in grado di comunicare in maniera intelligibile con il mondo degli adulti, egli emette suoni inarticolati, sorride o piange per manifestare i suoi stati di benessere o di disagio e la madre ne interpreta in maniera diretta e naturale il significato. Lentamente col passare dei mesi comincia ad apprendere le prime parole e a metterle in relazione con le cose e gli oggetti.