Abitavo da mia nonna, su a Monteverde, dalla città universitaria 20 minuti a piedi fino a Termini e 45 con il 27, troppo lontano per tornare a casa, così dopo la pausa mensa, in attesa della lezione delle ore 17, andavo a passare il tempo su alla Biblioteca Alessandrina. Lì conobbi tanti amici, pensatori e perditempo, altri come me che non sapevano dove andare a digerire. Si sostava sul balconcino-corridoio che faceva d’accesso alla biblioteca, si beveva caffè e si fumava sigarette. Venivano da ogni dove, erano di tanti colori. Si parlava, per perdere tempo, di tutto, soprattutto di rivoluzione e di pace. Queste due cose, secondo Claudio, erano propedeutiche. Fu così che conobbi Claudio Galeno, anche lui era un immigrato, veniva dall’Asia minore, prima era stato architetto, agronomo e filosofo,era venuto a Roma per studiare medicina. Di lui un suo amico importante, un certo Marco Aurelio, diceva: "Galeno è il primo tra i medici, ma unico tra i filosofi". Aveva la fissa della “Integrazione”, il gusto di saper miscelare senza contaminare, non parlava che di "Equilibrio", secondo lui è l’ingrediente indispensabile ad ogni mutamento. 
Gli amici, compreso io, la chiamavamo la “filosofia del mortaio”. Claudio era infatti fissato su tre parole: “bilancia, pestello e mortaio”. Secondo lui “ogni elemento va usato nel suo giusto peso, raffinato come polvere sottile, infine miscelato con cura agli altri elementi indispensabili alla vita, il tutto in equilibrio geometrico”.  
Nel mortaio del medico metteva tre elementi in parti uguali:
1) Etica, 2) Logica, 3) Fisica.
L’Etica è necessaria perché l’intervento di salute non deve avvenire nel senso di produrre il massimo guadagno.
La logica per poter interpretare in maniera corretta ogni sintomo in misura del corpo.
La fisica per approfondire le conoscenze riguardo la anatomia e la fisiologia degli esseri viventi.

A suo modo diceva che occorre "equilibrio " tra le sostanze, passione per la scienza e "consapevolezza" delle dimensioni in cui si opera:
1) Solido (massa) 2) Fluido (energia) 3) Vapore (Spiritualità).
Quanto aveva ragione! Ora che la scienza sta dimostrando che ogni azione dipende da questi tre elementi e che devono essere in risonanza altrimenti si crea stasi, discrasia, malattia, direi che Galeno era veramente un profeta. Ma non tutti però erano d’accordo con lui, anzi, a dirla tutta lo prendevamo in giro. Ma Claudio era un permaloso e si incazzava parecchio, la sua offesa più tremenda era: “Sei proprio un medico! "
Galeno odiava visceralmente i medici, proprio tutti, diceva che il problema principe della medicina era la "perdita di un orizzonte unitario". Se la prendeva con la "guerra tra le sette" che i medici si facevano con il solo scopo di difendere i propri privilegi. Per lui non c’era altra via di uscita che ritrovare la "pazzia amorosa per la verità".
In quegli anni tre gruppi di medici si facevano una guerra senza quartiere, erano impegnati più a ridicolizzare il lavoro degli avversari che ad approfondire il proprio. C’erano gli empirici, i dogmatici e i metodici, si occupavano di aspetti diversi, ma invece di integrare le loro conoscenze tentavano in ogni modo di rendere superficiale ciò che è assolutamente complesso, come la natura dell’uomo.
Era questo invece il sogno di Galeno: integrare la medicina ippocratica con la medicina alessandrina e le nuove acquisizioni di Roma. Effettivamente il suo sistema era complesso: Il corpo è una meravigliosa macchina a struttura elastico-fluida che tende ad una armonia suprema tra i suoi elementi. Io immagino un’orchestra di miliardi e miliardi di strumenti che suonano un’unica sinfonia. L’uomo è la dimostrazione della perfezione dell’universo, attraverso la conoscenza dell’uomo si accede alla conoscenza della natura.


Ma cosa tiene insieme questa stupenda complessità?
Chi è il direttore d’orchestra?
Per Galeno era lo “Pneumà”, una parola greca tradotta con “soffio vitale”, “alito”, “spirito”, “Qi”. Lo “Pneumà” nel cervello controlla movimenti e percezione, quello del cuore controlla il sangue e la temperatura corporea e lo spirito naturale nel fegato regola alimentazione e metabolismo. Un po' quello che dice la Medicina Tradizionale cinese, un maestro di Qi Gong mi parlerebbe di “Shen”, “Qi” e “Jing".
Ma quello che volevo raccontare è l’ultima volta che l’ho incontrato, fu un giorno tremendo, che solo adesso mi accorgo quanto abbia influito sul mio mestiere. Fu quando arrivò un certo Vesalio, un tipo borioso del tipo “so tutto io”, fu così violento verbalmente che Galeno restò in silenzio, ad occhi bassi, a pugni stretti, finché andò via umiliato per non farsi più vedere. Questo Vesalio gli gridò in faccia che era un fanfaluco, un buono a nulla, un venditore di aria fritta, il suo famoso “Pneumà” era solo aria fritta.
“Non si vede, non c’è, quindi non esiste”.
Vesalio portava delle prove. Fino a poco prima non era permesso sezionare cadaveri umani, ci si doveva accontentare di capre e scimmie, quando Vesalio ha cercato la “rete mirabile” nell’uomo, come descritta da Galeno, non l’ha vista. Così gridò trionfante a Claudio: “L’uomo non è una capra, caro mio, la tua rete mirabile non si vede, non c’è, non esiste, il tuo “pneumà” è solo una fanfaluca, tu sei un gran millantatore”.
La rete mirabile è una struttura anatomica parte integrante della fisiologia galenica: lo “spirito vitale” formatosi nel cuore miscelando lo ‘pneumà’ del cervello e del fegato, proprio come in un mortaio, si trasforma in “spirito Animale” per dare origine al movimento. Un’idea niente male, in analogia con la Medicina Tradizionale Cinese e con le recenti ricerche scientifiche sull’”Asse cuore-cervello” e Mirror Neurons”.

Povero Galeno! Era andato troppo avanti, in quel tempo non esistevano nemmeno i cellulari. Me lo ricordo bene Claudio rimase immobile come una statua, pallido come marmo, senza più fiato come se avesse un nodo scorsoio alla gola. Immaginavo il suo sentire: anni e anni di studio venivano vanificati con un solo colpo di spugna dalla supponenza di un altro medico, un suo collega. Non capiva costui quanto fossero importanti le sue scoperte di anatomia se aggiunte nel mortaio di una storia millenaria. Valesio aveva dimenticato che il vero obiettivo della medicina era una visione unitaria, olistica.
Povero Claudio. Le sue labbra si mossero impercettibilmente, ma io riuscii a leggere il labiale: “Ippocrate, Erofilo, Erasitrato…” D’improvviso compresi che l’incubo di Galeno si stava realizzando, l’entusiasmo per i nuovi mezzi scientifici avrebbe cancellato due millenni di storia. Il medico, inebriato dai suoi successi, sarebbe stato sempre più attento al particolare, scandagliando le più piccole parti dell’organismo, ma trascurando l’uomo in quanto organismo divinamente complesso. I medici avrebbero messo su la faccia delle tartarughe, che conoscono ogni filo d’erba del loro metro quadrato di bosco, ma non hanno alcuna idea di cosa sia un bosco.
E andò via, per sempre, anche dalla mia vita, andò via a testa bassa, curvo, senza dir parola, a cosa sarebbe servito se non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire? Da allora non l’ho visto più, e l’avrei forse dimenticato anch’io se non avessi nella testa un martellante ritornello, mi arriva al ritmo di tre quarti, come in un valzer, o forse come un inno di battaglia: “Bilancia, Pestello, Mortaio… Bilancia, Pestello, Mortaio… Bilancia, Pestello, Mortaio... “
Ricordo che un giorno mi disse: “Occorre un uomo nuovo, che abbia il coraggio di guardare oltre, che sia malato di pazzia amorosa per la verità. Occorre una figura che ascolti, con cura, sospendendo ogni giudizio, e che faccia di bilancia, pestello e mortaio questione di metodo, occorre il farmacista”. Claudio per me è stato un amico e anche maestro. Che poi a dirla tutta Claudio non si chiamava affatto Claudio. Sul tesserino universitario avevano scritto “Cl. Galenus”. Tutti noi avevamo pensato che “Cl.” stava per Claudio, e così avevamo preso a chiamarlo Claudio. In realtà “Cl.“ significava “Clarissimus”, ma Galeno non chiarì mai l’equivoco, forse per umiltà, probabilmente perché così era più “romano”, in fondo era pur sempre un immigrato.

Gabriele Carcano 

Riferimenti: Ippocrate 460-377 a.C., Erofilo 335-280 a.C , Erasistrato 305-250 a.C, <br/>Galeno 129-201 d.C, Vesalio 1514-1564 d.C, Einstein 1879-1955…
Enciclopedia Treccani: http://www.treccani.it/enciclopedia/galeno
La Spilla del farmacista”, farmalibri.


Vedi anche

la Cannabis di Franco Basaglia