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Non dire ai bimbi che
ORA VIENE IL DOTTORE
E TI FA LA PUNTURA
perché non è l'Orco cattivo

Non nascondere ai bimbi
I PROBLEMI LA MALATTIA
IL DOLORE LA MORTE
ma trasformalI in leggerezza

Non dire i bimbi che
LA SIGNORA MALATTIA
È UNA STREGA POTENTE
se la guardi in faccia lei scappa

Non imprigionare il bimbo
IN UNA TORRE D'AVORIO
DA SOLO CON AMUCHINA
dovrá pur farsi i suoi anticorpi

Insegna ancora al bimbo
IL DUBBIO LA NOIA
IL SOGNO LA SOLITUDINE
è il tempo della elaborazione

Non rimproverarlo dicendo
FAI SOLO SCARABOCCHI
CHE NON DICONO NIENTE
la sua vita è uno scarabocchio

Non credere di poter
INSEGNARE AI BIMBI
QUELLO CHE NON SAI
ma impara da lui che sa

Gioca ogni giorno con lui
NON SAPRAI DIRGLI A PAROLE
COME SI FA UNA CAPRIOLA
piuttosto ricorda tu come si fa

A Natale fai un regalo a te stesso
OSSERVA IL TUO BIMBO
COPIA LA SUA CURIOSITA'
"sono i bimbi i veri maestri"

Oggi voglio parlare della farmacia "Olistica" di Fiuggi Terme che ormai da due decenni (1991) dedica importanza ai bambini perché sono loro il reale punto di riferimento per la Salute, non solo perché siamo tutti responsabili di dar loro un futuro sostenibile e coerente con un equilibrio Salute, soprattutto perché "sono loro i nostri veri maestri". L'idea del Natale in quanto rinascita sottolinea questo aspetto nell'insegnamento di Gesù quando sconvolse il mondo accademico con una frase in quei tempi di enorme provocazione: "Lasciate che i bimbi vengano da me", con gioia e con nessun timore. "Solo chi conserva nel suo cuore il bimbo che è entrerà del regno dei cieli".

"Non dire ai bimbi che ORA VIENE IL DOTTORE E TI FA LA PUNTURA". Nel 2001 i farmalibri (settore scientifico della farmacia) hanno pubblicato il libro di parole e disegni "Le filastrocche di Fata Ricotta" in cui la filastrocca (la favola, il racconto) rivela la sua reale connotazione di farmaco. Infatti la regola fondamentale della filastrocca in tema di salute è molto semplice:  "Non nascondere mai il dolore, la malattia, la morte, ma trasformali in leggerezza."  La malattia in quanto tale non è una strega cattiva da uccidere ma una opportunità di crescita e di consapevolezza. Il bimbo non ha la coscienza del dolore, è ancora capace di capire che c'è sempre un mago, una fata, un cacciatore, pronto ad aiutarlo. E che guarire si deve e si può, ogni volta si può rinascere.

La farmacia olistica ci sta indicando una strada "sanitaria" estremamente interessante: "Uscire fuori dalla farmacia ed entrare nel territorio dei bambini". Nel natale del 2016 ha allora partecipato ad una iniziativa di Buon Natale che si svolge in due domeniche successive nelle piazze di Fiuggi  Fonte e di Fiuggi Città organizzato dall'allora assessorato delle politiche giovanili. Le giovani collaboratrici presentarono "Farmacia Splash" un gioco che ha divertito decine di bambini. Funzionava così, il bimbo che si avvicinava alla farmacia in piazza doveva scegliere tra varie emoticon la sua malattia. "Più grande era la malattia, più piccola la scatoletta." A questo punto la scatola scelta veniva posta su uno scaffale a due metri di distanza e il bimbo, una volta scelto un colore, aveva a disposizione una siringa di 5 cc carica di colore ecologico (ma senza ago) per sparare alla scatoletta, ovvero al dolore. Se riusciva a colpirla vinceva un piccolo premio (un taccuino su cui poter scrivere, disegnare, scarabocchiare), se invece non colpiva il bersaglio aveva un premio di consolazione: doveva sparare alla dottoressa.  Un esempio per dire che andare in piazza per i bambini non significa semplicemente fare come quegli adulti che dall'alto della loro superiorità fingono di essere babbo natale, ma entrare nel territorio dei bambini, essere effettivamente il bimbo che si è. (chi si diverti maggiormente in quel frangente furono i dottori e le dottoresse!)


Quest'anno la farmacia si ripete e sempre con il gioco delle malattie/emoticon ripescano il gioco più antico che esista: la pesca di babbo Natale, nel senso che si pesca proprio lui, un Babbo Natale gigante offerto dalla Ditta Chicco per promuovere i giocattoli in vetrina, ma che poi, poveretto, finirebbe ad impolverarsi in magazzino invece di essere in compagnia con un bimbo vero in carne ed ossa che di certo lo chiamerà per nome e gli racconterà tante storie.  È assolutamente importante che il bimbo si trovi nelle condizioni di "raccontare", dal momento che il "racconto" è da sempre l'incipit di ogni terapia. Non è importante per il genitore comprendere pienamente il senso di ciò che racconta, l'importante è che il bimbo cerchi le parole per dare forma a un disagio. L'importante è che sappia di poter trovare nei genitori, nei maestri, nei dottori un punto di riferimento capace di ascoltarli, loro non si aspettano una risposta esaustiva, che se la trovino da se, come da sempre ognuno di noi ha fatto, loro hanno assolutamente bisogno di qualcuno che li ascolti e che non se la cavi, tanto per far vedere che si è bravi, con uno sterile, ipocrita, autoreferenziale "mi piace". E chi vuole  intendere....  in tenda. "C'è solo la strada su cui puoi contare...