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Occorre cambiare il nome delle malattie in difesa di intere generazioni di giovani

Gesuino Nemus è pure venuto a Fiuggi, peccato che quel giorno io ero da ricovero. Mi dispiace, il caso ha voluto così, ma tra me e lui c’è affinità elettiva, entrambi partiamo da un manicomio e anch’io sono un nessuno. A dire il vero adesso lui lo è un po’ meno, Nemus è bravo, è giustamente famoso, un vero scrittore (e di questi tempi…) ed anche se noi dei farmalibri/farmacia olistica ci occupiamo da anni di malattie, ADERIAMO TOTALMENTE ALLA SUA PROPOSTA di cambiare il nome delle malattie in difesa di intere generazioni di poveri bambini condannati alla esclusione sociale.

La motivazione è valida e sorprendente. Noi non ci avevamo mai pensato! Allora riprendiamo pari pari le parole di Gesuino dal capitolo IX de“La Teologia del Cinghiale”.

«Allora vogliamo sapere i nomi dei diavoli che si occupano dei seguenti malanni: 1) Epatite, 2) Gastrite, 3) esaurimento nervoso, 4) Malaria, 5) Telepatia. Trenta secondi a partire da questo momento»
Io facevo l’orologio: tic tac tic tac tic tac tic tac, che era l’unica cosa che sapessi fare e ancora adesso mi viene benissimo, come quando i miei pensieri fanno troppo rumore. E Matteo, in neanche cinque secondi: «1) Bulgar, 2) Ungiador, 3) Passionass, 4) Vantus, 5) Amaccrak.»
«Piano, piano con gli applausi…»
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E tante volte ho pensato, ma proprio tante volte e ne sono convinto, che se avessero chiamato le malattie coi nomi dei diavoli invece di chiamarle con i nomi dei loro inventori, tutti saremmo guariti senza “ampi margini di miglioramento”.
Anche perché sono i diavoli che hanno inventato gli inventori ed è anche una questione di diritti di autore. Comunque credo che al signor Parkinson o al signor Alzheimer o al Signor Wernicke o a quello che a me sta più simpatico per via del cannonau il signor Sergej Korsakov non gliene impuligava niente di dare il loro nome alle loro malattie e condannare a morte per sempre i loro famigliari per 15 generazioni che ogni volta che a i loro figli andavano a scuola tutti si grattavano i coglioni e nessuno ci voleva fare merenda e nemmeno mangiare la girella….

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Via Casilina 3620 (2014) è un libro interamente scritto, illustrato, redatto dagli ospiti del Centro La Bussola di Ferentino, un esempio come i matti sono scrittori, anzi, come gli scrittori sono tutti matti.

BOB Indice. il Blog di Oscar Brilli

BOB.1 Il Grido

BOB 31 Il Signore e la Sigaretta

BOB 34 Ci siamo: la fine del mondo