A proposito di acqua e aria

Questa ve la racconto volentieri. A Fiuggi erano i tempi in cui si nominava sempre “Quello dell’Acqua”. Non c’era partito o cittadino che non dicesse almeno dieci volte al giorno la formula magica: “Quello dell’Acqua”. Al secolo quello dell’acqua era Giuseppe Ciarrapico, super andreottiano di ferro e pistola, che governava la città. I ciarrapichiani si distinguevano perché portavano i calzini lunghi. Il classico saluto “Ciao. Come stai” era diventato “Ciao. Mi fai vedere i tuoi calzini?” Fiuggi era diviso a metà, in mezzo c’era “Quello dell’Acqua”.

Parlando con Pietro Martini, il gran direttore del Giornale Fiuggi, ci venne da pubblicare una storia filosofica, perché uno dei due aveva ricordato che in Grecia c’era un filosofo chiamato “Talete, quello dell’Acqua”. Allora immaginammo il povero Talete, seduto su una nuvola a filosofeggiare con Platone, che sentendosi così spesso nominare in un piccolo paese di Ciociaria, decide di scendere a valle. Si presenta alla stazione in tunica bianca, ma tutti lo prendono per scemo: “Chi sei?”. “io sono Quello dell’Acqua”.

Ricordo che quell’articolo finiva con un Talete infuriato, tanto che Pietro lo voleva intitolare “Il Talete furioso”, mentre io propendevo per un “Talete innamorato.” Talete era innamorato della natura, delle stelle. Si racconta che una notte per guardarle cadde in una buca. E tutti lo presero in giro. Allora lui, che conosceva le stelle, prevedendo una carestia comprò tutti i mulini e alzò il prezzo della macinatura alle stelle. E disse la famosa frase “Il filosofo è distratto, ma non è cretino.”

Intanto era incavolato con i fiuggini che non lo avevano riconosciuto e con i suoi allievi, Anassimene Anassimandro eccetera, che gli avevano rubato l’idea. Diceva “Perché loro scrivevano, e l’hanno scritto, ma intanto io glielo avevo detto.” Talete sosteneva che l’acqua fosse l’elemento primordiale, l’archetipo, della vita. Con il procedere dei suoi studi e di tutta la filosofia si finì per concludere che “Non solo di Acqua vive l’uomo, ma anche di Aria, di Terra e di Fuoco.” Solo il rapporto equilibrato tra questi quattro elementi crea ‘Armonia’, ‘Salute’.

Questa regola non è solo la base fondamentale della Medicina Ippocratica e di quella Tradizionale Cinese, è anche una perfetta regola di marketing. La nostra Acqua, la nostra Terra, la nostra Aria, sono risorse inestimabili e importanti, ma solo la cura precisa e il loro giusto equilibrio possono determinare il successo. “E il Fuoco?” Ah già, il fuoco è quello che accende la miccia, è il logos di Eraclito. Per dirla con Eschilo, “il fuoco è il principe delle arti.” E anche questa, l’arte è una nostra risorsa e vecchi ricordi.

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