Dopo tre anni son voluto tornare a visitare Fiuggi per vedere come era cambiato. Me lo aspettavo abbandonato come gran parte dei paesi d’Italia che vendono salute e bellezza. Tre anni fa, ricordo, in tutta la popolazione vinceva lo sconforto, nei loro occhi si leggeva quella vaga sensazione che non ci fosse più nulla da fare. Avevo sentito con le mie orecchie un genitore dire a suo figlio: “Va! Cerca lavoro fuori che Fiuggi ormai è un paese morto.”

In quei giorni mi ero fermato all’autogrill della Macchia a prendere un caffè, ovviamente mi diressi subito al reparto libri, uno dei quali mi incuriosì, si intitolava “Se le opere d’arte potessero parlare”. Orbene, sfogliandolo trovai il quadro di Caspar Fredrich (quello che sta nelle copertine) che guardava silente tutta quella nebbia e sotto c’era scritto: “Che noia, mi sembra de sta a Fiuggi.” Che poi era una citazione di Sabrina Ferrilli nel film “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino.

Dopo tre anni la prima impressione arrivando a Fiuggi anni è stata che all’ingresso c’era la rotatoria, con al centro una fontana zampillante dai mille colori che mi inducevano alla pace e alla gioia. Mi piaceva così tanto che ho fatto giro-girotondo tre o quattro volte prima di decidere dove andare. “Su o giù”, “Fiuggi alta o Fiuggi bassa”? Il dilemma nella vita è sempre lo stesso, ‘su’ ‘o’ ‘giù’. Decisi di fare un’addizione grammaticale, cioè sostituire la lettera ‘o’ con una ‘e’, di fare entrambe le cose. Fare ‘su e giù’ è sempre piacevole.

Il palazzetto dei Congressi quasi non lo vedevo, sembrava un prato su una vela. L’ho notato perché ricordavo tre anni fa le gru, le ruspe e orribili alti piloni di cemento. Invece ora verde, fiori, e tanti colori, e tutta gente diversa che passeggia, e sorride, e canta, e balla, e gioca con i bimbi, e vecchi saggi dalla barba bianca che raccontano storie, altri che bevono a sorsi un’acqua preziosa come fosse un calumet della pace, un trenino colorato Freccia Azzurra, e in fondo alla via un mangiafuoco sui trampoli che manca solo Pinocchio. Mi son chiesto: “Che cosa mai è successo?”

Allora sono andato su in paese con l’intenzione di prendere un caffè al bar della piazza, se c’era ancora, perché una piazza senza un bar è come un parcheggio. Dovevo assolutamente capire la ragione di un così radicale cambiamento di tutta la città, lo avrei chiesto al barista. Appena entrato il suo sorriso aperto è stata già un’ottima risposta. In pratica mi ha detto: “Dopo tre anni di assenza, quel che fa la differenza è, ovunque, una nuova aria di accoglienza, di cui non si può far senza, se del turismo è lei l’essenza, ma occorre aver pazienza e operare con coscienza. Come vedi scritto sulle mura, la strada è ormai matura, non bisogna aver paura, per vincere l’usura, comincia con l’avere cura.”

Oscar Brilli, Napoli, settembre 2019

in esclusiva per il Giornale Fiuggi, Direttore Pietro Martini

CITAZIONI: Caspar David Friedrich, Eva Incocciati, dedicato al poeta dialettale Siro D'Amico</p>

Indice Blog di Oscar Brilli

VinJi. Indice in immagini

Leggete “La formula di Vin Ji”, Spy Story Quantica di Oscar Brilli,  pubblicata gratuitamente dai farmalibri ogni settimana.