Va a capire che cosa mi ha fatto male. Ora posso mangiare solo riso e pomodori del mio orto. Niente altro. Agnello si, mi hanno detto perché è un animale che deve per forza pascolare in libertà. E’ sicuro che la cioccolata mi fa venire la cefalea entro venti minuti, il grano invece dopo due ore, il latte mi fa subito starnutire e si ingrossa la lingua. La verdura, spesso e volentieri, mi provoca diarrea, una diarrea 'liberatoria'. Mi dico: “Va bene così, tanto oggi va tutto in cacca.” La diarrea mi fa bene, mi lascia spossato, tremante, ma soddisfatto. Con la diarrea, ci sono diarree di vario tipo, ci si sente liberati, di questi tempi non è un sentimento tanto male. Il bello di questa storia è che quando io sto male sto veramente male, ma quando sto bene, vi dico che sto bene 'veramente'. Vorrei quindi capire quel che mi ha fatto male, così almeno lo ringrazio.


Sono intossicato di chissà che cosa o di chissà chi. Forse non ho lavato bene la verdura, qualche volta non avrò cotto bene il maiale, o perché quando avevo smesso di fumare mi ero attaccato alle merendine di mia figlia. Con tutto il sintetico che ho mangiato va a capire che cosa mi ha intossicato.
Probabilmente la mia cefalea a grappolo è dovuta alla somma di tutte le tossine a cui vado incontro ogni giorno, a casa, in città, nel traffico, sul lavoro, ovunque oggi con lo smart.

Quando sono a tavola ho smesso di vedere la TV, evidentemente le sinergie tra le notizie malevole e gli additivi ipocriti, tutti insieme a grappolo, riescono a provocare cefalea. Ci sono infatti notizie e spot che intossicano, perché mettono paura, terrore, creano rigidità e quindi cattiva digestione.
A volte ti viene voglia di gridare, “Basta, voglio stare in pace!”, ma poi stai zitto perché hai timore che ti prendano per bimbo o per matto. Di questi tempi il pericolo è serio, occorre autocensura.

Così finisce che ti intossichi, che ti arriva l’ansia, che stringi il culo e ti fai il fegato, così non digerisci e diventi intollerante. Ma continui ad andare di corsa, sempre, ovunque, anche al cesso.  Mentre il fegato si fa verde di bile, stressato, incazzato, continuamente bombardato da ogni sorta di tossine, chimiche, alimentari, strane onde elettromagnetiche, bit, virus, spot. Povero fegato. non ha più il tempo di chiedersi cosa è buono e cosa è cattivo, che poi questo è il suo lavoro, così si intossica e noi diventiamo intolleranti.
Che cosa ci possiamo fare, funziona così. Possiamo solo correre con calma, stressarci con passione, cercare tra le nubi un po' di pace, avere il tempo della digestione.






CITAZIONI: Caspar David Friedrich, Eva Incocciati</p>


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