Quando eravamo piccoli i nostri genitori ci raccontavano un sogno che non era una favola. Dicevano che con la democrazia e con il progresso tecnologico ci sarebbe stato da mangiare per tutti, che tutte le famiglie avrebbero potuto vivere con un solo stipendio, che noi avremmo lavorato solo dieci ore a settimana.
Noi ci chiedevano cosa avremmo fatto con tutto quel tempo libero ed eravamo contenti perché di sicuro lo avremmo dedicato a giocare coi nostri figli. La tecnica ci avrebbe reso tutti liberi e tutti uguali, niente più povertà, scarsità di cibo e di mezzi, sofferenze finanziarie, niente più guerre.
Che cosa ne è stato di quel sogno, che non era una favola, ma una reale verità scientifica?

Oggigiorno i numeri dicono che le ricchezze sono aumentate di sessanta volte da allora, però sono tutti e due i genitori a lavorare. 40 ore a settimana, perché “con uno stipendio solo non si campa”.
Nel tempo libero si va sempre di corsa, magari in un centro commerciale, mentre i figli sono in compagnia di Smartphone. Le disuguaglianze sono lievitate, si muore di carestie, siccità, depressione,obesità. La povertà è diventata miseria. La scarsità non esiste ma ce lo lasciano credere.
Sofferenze finanziare, sofferenze disumane ,cataclismi naturali, sono sofferenze diverse, ma tutte e tre sono aumentate a dismisura.

Ci dicono: “Dobbiamo fare la guerra.” Solito modo per dividerci, metterci l’uno contro l’altro, affinché non ci si accorga che siamo tutti schiavi virtuali.
Dove è finito il sogno che ci raccontavano mamma e papà?
Mi hanno forse preso in giro bellamente? Mi hanno insegnato stronzate?
Che razza di genitori abbiamo avuto!
La domanda sorge spontanea:
“Erano bugie le loro o sono fandonie quelle che ci raccontano adesso? “

In difesa dei miei genitori, che ho tanto amato, posso dire che i dati scientifici degli ultimi sessantanni hanno di molto superato le loro stesse aspettative. Ditemi chi di loro avrebbe immaginato il web. I nostri genitori non avevano torto, il loro non era un sogno, ma una possibile reale realtà, perché un mondo senza fame e povertà è ancora possibile.




Dedicato al 500 anniversario della pubblicazione di L‘UTOPIA di Thomas More, latinizzato in Thomas Morus e poi italianizzato in Tommaso Moro, avvenuta nel 1516. Tommaso Moro coniò il termine "utopia", con cui battezzò un'immaginaria isola dotata di una società ideale, di cui descrisse il sistema politico nella sua opera più famosa

CITAZIONI: Caspar David Friedrich, Eva Incocciati

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