Nuove albe in un’unica aurora al tramonto. Per tre giorni il tempo fu come sospeso. Tre giorni, un secolo, e le stelle stanno a guardare. Un secolo durò la prima notte di nozze tra Era e Zeus ed Era, tanto ci volle per accettare un cambiamento. Ma nei tempi di internet le cose andavano più veloci. Tre giorni, come un secolo, per rendersi conto. Terremoti, cicloni, alluvioni, tsunami, eruzioni, tempeste globali, guerre, bombe, carestie, non erano ancora bastati ad insegnare all’uomo che è conveniente essere saggi.

Ogni angolo del mondo ebbe la sua bella catastrofe ed ogni persona visse la propria come unica e personale. Ognuno per sé mentre il diavolo preparava pentole per tutti. Ci furono tempeste tropicali in Siberia, fece neve e ghiaccio in Palestina, un nuovo terremoto a San Francisco e a Lisbona, scomparve lo stretto di Messina. La fine del mondo? Macché! Stava semplicemente accadendo che la terra si era messa a girare al contrario. Il sole tramontava ad Occidente e i poli andavano all’equatore: il mondo si era capovolto.

Gli europei scoprirono improvvisamente di stare a testa in giù, gli africani che ormai erano abituati a tutto ci guardavano dall'alto. Tutto stava andando al rovescio. Si diceva: “Dio, dammi un assegno della tua presenza.” In chiesa cambiò la formula: “Sia collaudato Gesù Cristo”. Non si parlava più di sesso, ma solo di sessa, tutte le donne erano di facili consumi. Non si capivano più le parole: la “Pudicizia” era puzza di piedi, “Uso topico” era veleno per topi, “Uso parenterale” che bisognava purgare i parenti. Si confondevano anche i colori: “Blu blu, il cielo blu” diventò “Blu blu, la pillola blu.” Diventò virale lo slogan:  “Viagra, il gusto pieno della fisica.” In un mondo capovolto non si conosce limite.

A tale catastrofe globale i giornali opposero la distrazione, la notizia che viene da destra ha sempre la precedenza. La terra se ne fregava, non leggeva i giornali e si era messa in testa che poteva benissimo girare come le andava, pure al contrario, malgrado le baggianate di scienziati e tuttologi. Aveva fatto così anche perché la precessione degli equinozi le procurava prurito. Stette tre giorni a grattarsi, a rigirarsi, a capovolgersi come ai piedi del letto. Furono tre giorni per Dio solo tre giorni, ma lunghi più di un un secolo per l'uomo. Poi ad un tratto la terra si fermò, lentamente, rimase come sospesa nel tempo e riprese la sua dimensione nello spazio. I continenti tornarono al loro posto, ma qualcosa nell’uomo era mutato..

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. Tratto da "La Formula di VinJi" cap.37, di Oscar Brilli, prossimamente in libreria.