Anteprime


E invece non è incredibile: «Gli scrittori sono tutti mezzi matti».
Lo hanno di nuovo dimostrato gli ospiti del Centro Diurno la Bussola di Ferentino che al 7° Concorso Letterario Altipiani di Arcinazzo hanno vinto 3 primi premio su 5.

È andata così: da ben sette anni, a cura dell’infaticabile Giovanna Grecco, presso il Ristorante Silvana, si svolge il Concorso Letterario Altipiani di Arcinazzo, che sempre più ha acquisito importanza e autorevolezza. Quest’anno il tema era la magia: «Non è vero, ma (forse) ci credo.»

Gli ospiti del Centro Diurno “La Bussola”, già “Autori Vari e Mezi Matti”, hanno deciso di partecipare. Lo scopo dichiarato, in seno al progetto di Arteterapia Globale di CantiereSalute e GlobalArt, era quello di veder pubblicati i racconti di cosiddetti “malati di mente” insieme ad altri “autori normali” senza alcuna distinzione: un esempio pratico di corretta inclusione psico-socio-relazionale.


La magia è bella già di per sé e lo è ancora di più se è vista da chi pensa al cielo e alla terra come bellezza del mondo. Può essere un amore tra una ragazza e un ragazzo, Erica e Giovanni, della Sicilia, insieme per andare al mare da soli per tre mesi. Tre mesi da soli con l’amore che li lega è come una magia, un sogno che immagina una farfalla e una coccinella.
Questa è la magia che vogliono vivere al mare due ragazzi, bella come il loro amore, la pioggia che scende dal cielo. Il luogo era bello, la spiaggia di Napoli era stupenda, se stavano sotto l’ombrellone il mare era cristallino e azzurro. Non avevano bambini perché erano giovani e volevano rilassarsi, per le vacanza speravano di incontrare più di qualche persona e chiamavano gli amici di scuola per salutarli.


La neve bianca scende dal cielo ed emana un magico profumo, come una stella piumata che si trasforma in una luna che con la sua luce illumina una intera città.
Spunta uno gnomo, attraversa le vallate, la valle del mistero dove tutto è bianco, alberi, strade, fiori, cose, persone. Tutto è bianco

Un cavallo anch’esso bianco con un unicorno corre sereno sembra volare in un paradiso di bianco.
In lontananza si scorge un cartello, il cavallo sembra volerlo raggiungere così corre di più, si avvicina

Devi raggiungere un cuore d’argento perché solo se lo prende raggiunge la sua meta. Il suo desiderio è quello di crearsi una famiglia felice.
Si può che deve trottare, trottare, nel suo cuore c’è tanta voglia. Ha questo obiettivo nel cuore e vuole raggiungerlo.

Questo racconto è stato registrato e trascritto letteralmente.
La punteggiatura e le parentesi sono opera del trascrittore.

La magia? La magia è magia. Punto. La magia se ci credi è magia, se non ci credi non è magia. Punto. Questa è la verità!
E finiamola con questa storia della magia, magia quì, magia qua… La magia non è una cosa che si mangia, ma è amara in bocca. Se non sai che è amara allora non sai la magia. Io so che i maghi io ci sono e che ci hanno il camice bianco. È proprio come dice Tonino: la magia esiste, ma non si dice, vero Tonino?
(Tonino sorride.)
La magia esiste, si chiama magia. Pure la noia si chiama noia e allora esiste.


Datemi il nome che volete, poi dimenticatelo, perché quello che vi sto per raccontare è storia di magia, e non c’è nulla, oggi, di più disdicevole. Non vorrei, sia chiaro, rendervi complici di un tale misfatto, che poi si dica «voi lo sapevate». Bruciate queste pagine se per vigliaccheria o curiosità continuate a leggere. E dimenticatele. Un segreto è tale solo se resta segreto.

Mi è accaduto la notte del 10 agosto, alle pendici della Monna, dalle parti dell’Osservatorio. Mi ero allontanato solitario in una sterrata oscura, tra antiche querce e faggi secolari, verso valle del Roveto. Occorre il buio per veder le stelle.



Cosa è un Errore?

Si dice che l’Errore sia l’orgasmo dei matematici. «La vera Verità – dicono – non potrò mai averla, ma se trovo un Errore, vuol dire che c’è, che ci son più vicino». Forse hanno ragione: non c’è nulla di più erotico che la luce della perfezione.

Punti di vista? Non tanto. Il buon maestro di TaiJi ti permette di capire l’Errore prima di sbatterti a terra. Se per caso ti dice: «Bravo! Tutto bene, sei proprio in gamba» , dal momento che nemmeno lui si ritiene perfetto, vuol dire che «sei una capra, inutile che te lo spieghi, tanto non distinguerai mai un fico da una fica.»

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Occorre cambiare il nome delle malattie in difesa di intere generazioni di giovani

Gesuino Nemus è pure venuto a Fiuggi, peccato che quel giorno io ero da ricovero. Mi dispiace, il caso ha voluto così, ma tra me e lui c’è affinità elettiva, entrambi partiamo da un manicomio e anch’io sono un nessuno. A dire il vero adesso lui lo è un po’ meno, Nemus è bravo, è giustamente famoso, un vero scrittore (e di questi tempi…) ed anche se noi dei farmalibri/farmacia olistica ci occupiamo da anni di malattie, ADERIAMO TOTALMENTE ALLA SUA PROPOSTA di cambiare il nome delle malattie in difesa di intere generazioni di poveri bambini condannati alla esclusione sociale.

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19 Agosto. Leggo un giornale. La solita giornata di ordinaria follia. Cronaca di una fine del mondo annunciata.

Barcellona, le vittime sono 14: due italiani. “Tutti i terroristi ricercati uccisi dalla polizia” (3 su 4, sembra)

Madrid 80mila fazzoletti bianchi allo stadio Bernabéu contro la squalifica di Ronaldo.

Milano, 73enne trovata morta nel bagno di casa sua con gola tagliata

Nizza, a fuoco lo yacht dell’imprenditrice Diana Bracco

Italia Incendi Carabinieri o vigili del fuoco solo 8 aeromobili su 32 sono operativi

Venezia, omicidio-suicidio a Mira: poliziotto spara alla moglie e poi si uccide


«Questa è l’Apocalisse», titolano i giornali di sinistra. «Non è l’apocalisse», rispondono quelli di destra. Gli uomini della maggioranza sono ottimisti, l’opposizione è pessimista. «Non c’è più la mezza ragione». Siamo tutti vaccinati alle false notizie. «Fake or Not Fake this is the question». Scolla Lancia è un troll italo-inglese diventato virale, scrive: «A forza di gridare Al Lupo Al Lupo…» Paradossalmente comprendiamo di essere soltanto personaggi di un videogioco, tutto è finto, anche l’Apocalisse. E fa caldo, troppo caldo, quando è caldo. Troppo freddo quando è freddo. Il maggioritario funziona così.

Il Grido

Quel che mi capita, e non più solo negli incubi notturni, è il ricordo improvviso di un famoso quadro di Munch che occupa tutto lo spazio visivo e lascia senza fiato. L’incubo è precipitare nel vuoto e non potersi fermare, restare incatenato, tentare un grido ma l’urlo si blocca nel gozzo.
Mi capita sempre più spesso, anche di giorno. Ma non mi fermo, continuo a camminare nel terrore dell’abisso. Pensavo fosse una mia malattia di depressione e stress, poi l’ho rivisto per strada nello sguardo di tanti, nel loro incedere indifferente, nel vuoto dei loro occhi senza orizzonti, nelle voci senza più parole.