La Formula di VinJi

Che cosa é una malattia mentale. Marco, prima di rinunciare ad ogni cura, era ospite del centro. Ci ja regalato due racconti che meglio di ogni esperto può farci comprendere la sua sofferenza, tale che a 46 anni gliela ha data vinta. Grazie Marco.

La Storia del Sonnambulo
“Se tu accechi un leone, lui ti si mangia”

Sono stanco. Sono rimbambito dal sonno. Ho bisogno di dormire, molto. Di fare quel che voglio. Libero di mente, fresca. E di non pensare a niente, magari fumare una sigaretta al bar.


Marco era malato. Sentiva voci. Era stanco e ha rinunciato ad ogni cura. Se ne è andato a 46 anni. Lo ricordo con due racconti che ci fece quando al Centro decidemmo di fare un libro per venderlo e acquistare così uno specchio per la nostra piccola palestra. Per comprendere cosa sia una malattia mentale non c’è di meglio che farsela raccontare da chi la vive. Grazie Marco.

Il Signore e la Sigaretta
“Me ne chiede una ma Lui non fuma” 

Quella mattina decisi di andare a trovare i bambini all’ospedale. Mi avevano detto che c’erano tanti bambini con la leucemia. Avevo quindi deciso di andarli a trovare per dare loro aiuto e compagnia. Appena mi hanno visto sono stati tutti contenti, mi aspettavano, ed io ho giocato con loro e ho raccontato storie.


Cammina lento e dritto, è grosso e basso, trasandato, lo si incontra spesso in piazza, che lui chiama agorà, o lo si trova sull’ultima panchina in fondo al parco, dove sembra che viva, ma non è un clochard. Cammina piano, contando i passi, ha i capelli lunghi, bianchi, tagliati male, mangia pasti frugali e chiede ai passanti un euro per comprare una birra, ma non è un barbone. Sorride sempre, ha gli occhi vispi di un bimbo e la battuta pronta, lo cercano in tanti, perché lui parla con tutti, anzi chiede e attende risposte, ascolta in silenzio e sorride, ma non è il matto del villaggio.


Io ho un amico (di cui per ovvie ragioni di privacy non posso fare il nome) che ho conosciuto tempo fa in un centro di igiene mentale dove offro la mia opera di mentitore. Roberto (ancora più ovvio che si tratta di un nome di comodo letterario) era finito al centro diurno per una storia di ordinaria follia che lo aveva fatto letteralmente uscire di testa. In pratica si era trovato, nel bel mezzo del cammino della sua vita, in una selva avvocatizia, tra cause e controcause da cui sperava di ottenere giustizia. Invece lo avevano gettato giorno dopo giorno nella più nera depressione. Intolleranza alla prevaricazione a alla iniquità, questa fu la diagnosi quando fu ricoverato d’urgenza in psichiatria. Roberto sorrise: “Oltre il danno la beffa”, o meglio, si disse tra sé, “Col culo rotto e senza cerase”.

Questa è la storia minima di un piccolo paese, uno come tanti, che ha avuto la fortuna e l’onere di custodire ricchezze naturali. Ma dove c’è miele arrivano le mosche, dove c’è formaggio arrivano i topi, dove c’è odore di soldi i cuori diventano salvadanai. Nessun problema, è sempre la solita eterna storia di Davide contro Golia, sempre la solita favola del lupo affamato e dell’orco cattivo. Ma chissà perché noi siamo ancora qui. Chissà come la storia va avanti.


Un volenteroso amico, Ema P., mi ha raccontato una storia che ha destato in me enorme meraviglia, per la bellezza della natura, e vergogna, per non esserne mai stato mai così cosciente e grato. Passo subito al racconto di Ema P. in prima persona. La scena si svolge su un viale alberato di un paese in collina, due amici di facce e di storie diverse passeggiano tranquillamente cercando nel francese parole comuni.. Il primo è giovane, tredici anni, nero, che ancora non ha perso la curiosità dei bambini, l’altro è più anziano, pallido, che appartiene ad un’età che compra e non apprezza.

Trattato assai breve sul Tai Ji, Sesso e Amore.

C’è nel Tai Ji Nei Gong una forza “esplosiva” che viene chiamata “Fa Jin”. Il Tai Ji è un’arte di saggezza che tende, come sempre accade in natura, alla “massima efficacia con il minimo sforzo”. Si cerca cioè di fare come gli animali, ad esempio un serpente, o pure un gatto, che se ne sta tranquillo e sornione, ma intanto è sempre pronto allo scatto. Anche l’uomo dovrebbe fare così: soprattutto ad una certa età si deve tendere a conservare l’energia, a sapere che c’è, a non disperderla in cose inutili. Qualcuno la chiama saggezza, ma va anche bene pigrizia.

 “Un uomo è ricco quando spende meno di quanto guadagna”

Nonna diceva che in gioventù era stata amica del principe di Costantinopoli, dell’esarca di Ravenna e del conte palatino cavaliere del sacro Romano Impero, un tal Antonio Griffo Flavio Ducas Gagliardi De Curtis, che lei, sin da bambina, chiamava Totò. Si vantava anzi che, essendo nata a Napoli nel 1898, lei il 2 agosto e lui il 15 febbraio, erano cresciuti insieme ed era stata lei, all’età di quattro anni a chiamarlo così.

Il Nido delle Aquile consociate

A volte in natura accadono cose strane, la natura si capovolge, cambiano comportamenti di uomini e di animali. Per l’uomo non è cosa strana, la sua cifra, partendo da Ulisse, è il tradimento, “Come ti chiami?”, “Nessuno”, uno, nessuno e centomila. E’ strano però quando accade agli animali. Prendi l’aquila, bella, austera, vola in alto, solitaria. Tutti noi abbiamo desiderato da piccoli di vivere in ‘un nido d’aquila’, era un luogo comune e un modo di dire. Ora accade che la loro natura si sia capovolta. Ho appena saputo, da un giornale locale, che esiste un “Nido delle Aquile”. La notizia è interessante: le aquile si sono consociate tra loro per costruire un intero condominio. Tutte insieme.