Via Casilina


Questo è il Menu del Cantiere al Centro “La Bussola” di Ferentino. I nostri amici vari e mezzi matti, invitati a ricordare i giochi più belli realizzati nei nostri incontri, hanno lanciato l’idea: “Scriviamoli”. Così abbiamo fatto un manifesto, che si è rivelato ausilio utilissimo alla pratica. Ogni mercoledì mattina infatti ci si avvicina al manifesto e si scelgono, più o meno democraticamente, tre ‘piatti’. Al maestro spetta stabilire la sequenza. Si fa il saluto e si comincia, convinti tutti che quel che si sta facendo è scelto direttamente dallo studente.

 

Lungo il mio lungo percorso
mi ritrovai a camminare come un orso.
Poi a telare file, ragno inetto
che non sa cosa sia un insetto.

 

Autismo, la testimonianza di un padre

Qualcuno (in realtà un qualcuno che si è rivelato un amico, di quelli che non ti aspetti di incontrare nella vita quotidiana), qualcuno dicevo, mi ha chiesto di fargli capire cosa è l’Autismo.
Su due piedi, di solito, non so dare una spiegazione esauriente, che inquadri tutto e nella giusta prospettiva. Ho chiosato un po’ dei soliti stereotipi, le solite spiegazioni: una malattia neuro-degenerativa che si riconosce e diagnostica (parolone l’ultima) dallo studio delle conseguenze e non dai sintomi. Una spiegazione classica: compromissione delle relazioni, presenza di azioni stereotipate... e così via.
La verità è che l’Autismo produce merda. E solitudine: vera ed estrema solitudine.

Era una mattina di giugno del 1999 e guardavo per l'ultima volta il mio ufficio.
Il sole era caldo e filtrava dalla finestra disegnando strane forme sul muro.
Ricordo la prima volta che vi ero entrato. Era lindo, le pareti erano state imbiancate da poco ed il pavimento era lucido e scivoloso. Il sole disegnava sulle pareti appena dipinte le stesse strane figure, quel giorno mi sembravano farfalle ma non quella mattina di giugno. Quel giorno mi sembravano grotteschi scarafaggi che mi scrutavano ridendo.

 

La vita è dura
Non fa più paura
se l’affronti con più premura.

 

“Come in un sogno che mi ricava”

Come un sogno che mi ricava, quante volte ho visto le stelle brillare lassù.
Guardavo questa neve bianca come il suo cielo da lassù, un velo magico imbiancava tutta la terra, non ricordo mai nessuno spettacolo così meraviglioso.

 

“Tutto è cominciato con un concerto dei Rolling Stones”
Ora sto bene, è stata un’esperienza, ma per la legge devo essere ancora malato per poter essere qui con voi. Qui sto bene, faccio musica, gite e tai ji, che mi insegna a difendermi, perché sono una persona che non farebbe male ad una formica. Sono contento di essere al Centro. Tutto è cominciato con un concerto dei Rolling Stones,

 

“Se tu accechi un leone, lui ti si mangia”
Sono stanco. Sono rimbambito dal sonno. Ho bisogno di dormire, molto. Di fare quel che voglio. Libero di mente, fresca. E di non pensare a niente, magari fumare una sigaretta al bar.
E invece mi chiamano da lontano, ripetutamente, Mario Mario Mario,

 

“Ma io non so nemmeno quando sono nato”
Quando sto a casa sento voci da fuori, uno che dice ‘Stronzo” e una che dice “Scemo”, e si finisce sempre per litigà. Sir Brazer, dal ‘71 al ‘75, c’ero andato per sei mesi stagionali e poi ho lavorato al Grill Motta per tre anni. Alla Fiat di Cassino ci si alzava alle 3 del mattino per attaccare alle 6. Alle 2 si staccava.

 

“Io amo fare la pipì sul prato”
La cosa che amo di più è fare la pipì sul prato. La sofferenza maggiore per me è restare concentrato a mirare una tazza, ne va di mezzo il mio senso di libertà, di quel lasciar fluire liberamente che è alla base della vita secondo natura.

 

"Chi è che canta? O’ core mio”!
 La mente fa confusione, vuole sempre comandare lei, fa di tutto per essere al centro dell’attenzione, utilizza mezzi e mezzucci. Ma ormai sappiamo che la mente... mente, lo dice la parola stessa, se no si chiamava dice la verità!