Le possibilità di lavorare in modo terapeutico in gruppo sono comprovate da tempo e trovano riscontro in un’ampia letteratura scientifica, grazie all’applicazione clinica che a partire dagli anni ’60 ha trovato grande sviluppo prima nella psicologia americana, poi pian piano anche in quella europea.
Tra i più conosciuti a livello mediatico, di immaginario cinematografico troviamo i gruppi di auto-aiuto, nei quali si riuniscono persone che vivono la stessa problematica, co-adiuvati solo in alcuni momenti dal professionista, e che, grazie soprattutto al clima di condivisione e alla sospensione di un giudizio negativo, trovano un validissimo aiuto da integrare con trattamenti individuali (es.: per gioco d’azzardo patologico, problemi di dipendenza).

Le applicazioni del lavoro di gruppo negli anni sono state numerosissime: gruppi di arte-terapia (musica, danza, arti pittoriche, teatro/psicodramma), training di rilassamento, gruppi psicoeducazionali, di orientamento, di lavoro nelle organizzazioni, psicoterapia di gruppo o in gruppo, gruppi tematici legati ad una patologia specifica (per malati oncologici, per persone con AIDS,etc), gruppi di crescita personale, di educazione socio-affettiva (con bambini o con adolescenti).
Diversi i riferimenti teorici (psicodinamici, della bioenergetica, etc) e gli strumenti usati, ma si possono individuare fattori terapeutici specifici della situazione di gruppo comuni a tutti gli approcci terapeutici: instillazione di speranza, universalità, somministrazione di informazione, altruismo, sviluppo di tecniche socializzanti, comportamento imitativo, apprendimento interpersonale, tendenza coesiva del gruppo, catarsi, fattori esistenziali (consapevolezza, cambiamento,etc)
Grazie all’individuazione di questi fattori comuni è sempre più evidente nella psicoterapia moderna l’efficacia di un modello pluralistico integrato, che renda flessibile e comunque valida la proposta terapeutica per l’individuo e per il gruppo, mettendo al centro sempre la persona come responsabile del suo cambiamento (il conduttore è soprattutto un facilitatore), ispirandosi alla visione umanistico-esistenziale di Rogers e integrandola con strumenti della Bioenergetica e della psicologia della Gestalt.

Applicazioni possibili con persone con Sclerosi Multipla
Le esperienze di gruppi di auto-aiuto con persone con Sclerosi Multipla, aperti anche ai familiari e agli amici, possono avere due obiettivi principali.
1) Favorire la consapevolezza di non essere soli nell'affrontare la vita con una malattia cronica attraverso l'alleanza e l'identificazione che avviene fra persone che hanno avuto esperienze simili.
2) Mettere in comune le conoscenze che riguardano una particolare esperienza, in modo che i membri del gruppo trovino insieme delle strategie che permettano di affrontare più efficacemente lo stress imposto dalla malattia (coping), in particolare per sintomi ed effetti ritenuti a volte secondari nei controlli neurologici di routine ma centrali per la qualità della vita (gestione della fatica, evoluzione delle relazioni in seguito alle disabilità acquisite, cambiamenti nel lavoro,etc.) Durante tale processo i membri del gruppo diventano "esperti" grazie all'aiuto fornito agli altri e si instaura un processo di modeling circolare.

Modalità di attuazione
La formazione di un gruppo di sostegno così specifico richiede l’avvio di un agevolatore esperto, che sarà presente per almeno 3- 4 incontri iniziali, offrendo ai partecipanti un modello di comportamento e di gestione del gruppo che sia efficace e rispettoso per tutti. Regole fondamentali di qualsiasi lavoro terapeutico in gruppo sono: la riservatezza sui contenuti condivisi, la partecipazione attenta e non giudicante rispetto all’altro, in modo che ognuno senta la libertà di esprimersi in modo autentico e nella misura in cui ritiene più opportuno; la puntualità e la gestione del tempo.
L’agevolatore oltre a instaurare un clima accogliente e informare i partecipanti sul funzionamento del gruppo, stimolerà le persone a responsabilizzarsi a turno sul ruolo del co-agevolatore (tenere i tempi, cercare di fornire spazi simili a tutte le persone, spronando senza forzare le più timide a dare il loro contributo); nei gruppi di questo tipo a livello emotivo si riceve nella misura in cui si da.
Il gruppo può anche decidere di stilare un decalogo interno (es. come gestire la partecipazione dei familiari e degli amici) o degli incontri tematici sugli argomenti che emergono come più interesanti-emergenti dove invitare degli esperti, autotassandosi su eventuale costo.
Affinchè si possa costruire un supporto efficace e costante il gruppo di auto-aiuto si incontrerà per due volte al mese per la durata di 90 minuti; dopo i primi due mesi di avvio il gruppo potrà procedere alla fase di autogestione, con la possibilità di contattare il terapeuta esperto in situazioni di criticità (es.: aggravamenti improvvisi di qualche membro, lutti, abbandono non preannunciato di qualche persona,etc.)

Agevolatore dell’attività: Dott.ssa Chiara Camperi, psicologa e psicoterapeuta, con formazione ad approccio umanistico-esistenziale integrato, abilitata alla conduzione di gruppi terapeutici
Sede: Sale PerlaArmonia dell'Hotel Touring Fiuggi, ogni giovedì pomeriggio 16.00-19.30