Osservazioni nel Test Pilota TaiJi/Sclerosi Multipla - maggio/luglio 2015

Nel primo test durato tre mesi, a cui si sono associati pazienti affetti da altre varie difficoltà psicomotorie, dal Parkinson alla Riabilitazione oncologica, o soltanto per problemi di età, abbiano osservato che tutti gli ospiti si sono dimostrati assai interessati all’applicazione pratica di movimenti e atteggiamenti che si ripetono nella vita quotidiana, dal raccogliere una penna, a rifare il letto, ad alzarsi dalla sedia…

L'idea di potersi rendere indipendenti nel movimento, di non dover chiedere aiuto, di superare il timore di cadute e traumi, si è rivelata una grande risorsa per la motivazione. Il riuscire a fare di nuovo alcuni movimenti 'normali’ senza avere timore di perdere l’equilibrio, di sentire dolore o di dover chiedere aiuto ad altri è stata per loro una piccola grande conquista. Ancor più dell'idea di poter un giorno 'guarire'

Ma la difficoltà maggiore è stata proprio nella 'Motivazione'. Il Dolore Cronico rende facilmente apatici, passivi, incapaci di affrontare la malattia con ottimismo. L'abitudine alla sofferenza, la pigrizia, l'inerzia, diventano allora il maggior nemico da affrontare, ma una volta che si decide di combattere allora il malato di Sclerosi e altre malattie Neuro-degenerative, falsamente ritenute 'incurabili', diventa un vero artista marziale. “Sono gran combattenti!”

Nel mondo facebook delle arti marziali si è svolto un accanito dibattito, i puristi della pratica infatti ritengono che l'applicazione "terapeutica" dell'arte del combattimento non fa altro che inquinare e superficializzare la pratica. La nostra esperienza invece ci stava dimostrando quanto sia più difficile e 'marziale' combattere contro un nemico che non si vede, un avversario infame che ti corrode dentro nervi e speranze. Quei 'malati' che hanno superato il primo grande ostacolo 'motivazionale' si sono infatti dimostrati combattenti allo stato puro.

Quel che ci ha aiutato in questo percorso è l'applicazione di una Auto Analisi Posturale mediante l‘ascolto e supporti informatici. In pratica foto (verticale di Barré e Video per valutare insieme errori di postura e di coordinamento.  E’ necessario sottolineare che il paziente-praticante ha liberamente deciso di prendere parte al test e di seguirne l’evoluzione (così come è stata garantita la privacy nel trattamento dei dati personali). Un tale approccio ha favorito la partecipazione  aumentando  la consapevolezza circa il funzionamento del sistema scheletrico-muscolare e neurologico.

Gli istruttori, già al termine dei primi incontri della durata di 90 minuti, prendevano nota, per ciascun paziente, delle condizioni fisiche e delle difficoltà rispetto ai movimenti proposti, seguendo un protocollo interno e attribuendo ad ogni elemento una scala da 1 a 5. Contemporaneamente il paziente compilava un’apposita scheda. Questo lavoro si è ripetuto a metà percorso (dopo 45 giorni) e alla fine del test (90 giorni). Abbiamo notato come i progressi registrati e evidenziati dallo stesso paziente abbiano favorito la motivazione e il miglioramento. 

Gli stessi pazienti hanno riscontrato miglioramenti nell’Equilibrio, nell’Ansia e nella Depressione, nella Fluidità e nella Sicurezza dei movimenti, nella Resistenza alla fatica, nella durata della camminata, nella resilienza psicologica, e nell'Autostima personale. "Ce la posso fare!" Posso vincere." Contemporaneamente si riscontra che la sospensione della pratica quotidiana (bastano 3 minuti di consapevolezza al giorno) rende invece tutto più difficile. "Dopo solo tre giorni di inattività si deve ricominciare tutto da capo". La paura che resta è quello delle 'ricadute' che si ha timore rendano vano ogni lavoro, "E allora meglio lasciarsi andare subito e basta!"