IL TAI JI

Tai Ji letteralmente significa “Principio Supremo”, Quan “Lotta” o anche “Battaglia con le ombre”, ad intendere innanzitutto una lotta interna con i propri nemici, Cong significa “Lavoro”, Qi “Energia” e Nei “Interno”. Quindi rispettivamente Qi Cong è un “Lavoro sull’energia” (vitale) e Nei Gong è il “Lavoro Interno”. Il Tai Ji (o ‘Tai Chi’ in occidente) è un’antica Arte Taoista che, unendo la conoscenza della anatomia e della fisiologia (Nei Gong’) alla circolazione dell’energia elettromagnetica nell’organismo (‘Qi Cong’), per giungere a dare una ‘forma’ ad una Intenzione (Yi – “la Buona Volontà”), fa parte integrante della Medicina Tradizionale Cinese per le sue potenzialità terapeutiche ed è attualmente utilizzato dal Ministero della Salute di Pechino in particolare in oncologia e neurologia.


Il Tai Ji, nei suoi aspetti di Arte di Combattimento (Tai Ji Quan) e di Pratica di Consapevolezza (Nei-Qi Cong), nasce essenzialmente dall’osservazione dello “Spirito Animale”, che si traduce nella comprensione dei principi e delle forze naturali che interagiscono con il nostro sistema corpo-mente. In pratica è il nostro “Gnosi Teauton” , il “Conosci te stesso” inciso sul Tempio di Deli. Un principio della termodinamica dice che “la natura tende al massimo dell’efficacia e al minimo sforzo”. Il Tai Ji, con i suoi movimenti fluidi, lenti e circolari, è in grado di favorire la consapevolezza e il coordinamento delle singole articolazioni, tendini e muscoli, in più di sciogliere, secondo Lowen, i nodi traumatici che si avviluppano nel corpo.
Il movimento diventa essenziale, dinamico, in equilibrio in ogni suo passaggio, così che un gesto quotidiano può trasformarsi in un gesto consapevole, artistico. Ad esempio quel che crea timori e traumi, metti ad esempio “raccogliere una forchetta da terra”, può trasformarsi in un gesto equilibrato. rapido e sicuro. Una sana ginnastica quotidiana, “Tre minuti al giorno”, è capace di ricordare al nostro corpo il giusto movimento, quello che comporta meno fatica e maggior divertimento. Il corpo infatti tende a ripetere sempre ciò che è piacevole, l’obiettivo è rendere consapevole e automatica una sana ginnastica quotidiana.
Un tale lavoro non comporta alcuna controindicazione, giacché, come si dice “Il vero maestro si chiama Limite”. La pratica insegna a riconoscere e non superare il proprio limite, e dona gran soddisfazione nello scoprire che lo si può superare, come ad esempio “ruotare la colonna fin dove si arriva”, con calma, e tornare indietro al primo minimo sforzo. Quindi niente pericolo di fatica e di traumi. Il primo passo, come vedremo è appunto “mettere il filo piombo” dal momento che la nostra struttura è autoportante, quindi “trovare l’equilibrio”.

 "Che cosa è il Tai Ji"

Che cosa è il Tai Chi Nei Gong

 

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La Salute è un'Arte

La Pratica di Salute

La Spilla del Farmacista