Sclerosi Multipla


Le possibilità di lavorare in modo terapeutico in gruppo sono comprovate da tempo e trovano riscontro in un’ampia letteratura scientifica, grazie all’applicazione clinica che a partire dagli anni ’60 ha trovato grande sviluppo prima nella psicologia americana, poi pian piano anche in quella europea.
Tra i più conosciuti a livello mediatico, di immaginario cinematografico troviamo i gruppi di auto-aiuto, nei quali si riuniscono persone che vivono la stessa problematica, co-adiuvati solo in alcuni momenti dal professionista, e che, grazie soprattutto al clima di condivisione e alla sospensione di un giudizio negativo, trovano un validissimo aiuto da integrare con trattamenti individuali (es.: per gioco d’azzardo patologico, problemi di dipendenza).

 

Osservazioni nel Test Pilota TaiJi/Sclerosi Multipla - maggio/luglio 2015

Nel primo test durato tre mesi, a cui si sono associati pazienti affetti da altre varie difficoltà psicomotorie, dal Parkinson alla Riabilitazione oncologica, o soltanto per problemi di età, abbiano osservato che tutti gli ospiti si sono dimostrati assai interessati all’applicazione pratica di movimenti e atteggiamenti che si ripetono nella vita quotidiana, dal raccogliere una penna, a rifare il letto, ad alzarsi dalla sedia…

 

Questo lo schema di una lezione di 90 minuti negli incontri con la Sclerosi Multipla

1) Il "filo a piombo”, lavoro posturale e di atteggiamento, rilassamento e respirazione. (Peter Gabriel, Zaar – ‘L’Esercizio Principe’).
2) il “Nei Gong” lavoro interno e coordinamento articolare, ‘equilibrio nelle 6 Direzioni’ (Lana Rey ,Ride – ‘Raccogliere le stelle’)

 

“Non è importante quel che si fa, ma come lo si fa.” Gli esercizi vengono adattati momento per momento alle abilità e alle necessità dei singoli praticanti. Possono essere fatti in piedi, seduti o anche solo immaginati (essendo più difficile ‘immaginare’ il movimento finisce che i pazienti ‘pigri’ preferiscano praticare in posizione eretta).
“Prima cosa mettere il filo a piombo.” - La capacità di imitazione e di immedesimazione è fondamentale per produrre un movimento coordinato e globale. “Affondare i piedi nel fango come un contadino, mettere la cesta sulla testa come un’antica ciociara.”

 

Unendo tali pratiche di Medicina Tradizionale Cinese ad una visione ippocratica, a noi più congeniale, abbiamo sviluppato un metodo didattico efficace non solo nei confronti degli ospiti del Centro Diurno “La Bussola”, ma anche in pazienti affetti da disagi psico-motori nelle varie forme in cui questo si manifesta. Seguiamo le indicazioni di Ippocrate: “Non esiste la malattia, esiste il malato”. Nei nostri incontri non ha importanza se si è pazienti, assistenti, volontari, operatori, istruttori o dottori, si pratica tutti insieme, senza distinzioni, scoprendo regolarmente che il malato è più bravo del sano.

IL TAI JI

Tai Ji letteralmente significa “Principio Supremo”, Quan “Lotta” o anche “Battaglia con le ombre”, ad intendere innanzitutto una lotta interna con i propri nemici, Cong significa “Lavoro”, Qi “Energia” e Nei “Interno”. Quindi rispettivamente Qi Cong è un “Lavoro sull’energia” (vitale) e Nei Gong è il “Lavoro Interno”. Il Tai Ji (o ‘Tai Chi’ in occidente) è un’antica Arte Taoista che, unendo la conoscenza della anatomia e della fisiologia (Nei Gong’) alla circolazione dell’energia elettromagnetica nell’organismo (‘Qi Cong’), per giungere a dare una ‘forma’ ad una Intenzione (Yi – “la Buona Volontà”), fa parte integrante della Medicina Tradizionale Cinese per le sue potenzialità terapeutiche ed è attualmente utilizzato dal Ministero della Salute di Pechino in particolare in oncologia e neurologia.

 

L’arte e i suoi linguaggi rappresentano un elemento indispensabile per l’esperienza educativa: essa supera i limiti del quotidiano, genera stupore e permette di aprirsi al mondo in maniera piena e profonda; per questo svolge un importante ruolo nello sviluppo della persona e della società. Ma l’arte può anche essere strumento per il benessere individuale e collettivo, non solo per quanto concerne gli aspetti estetici, ma anche per quelli psicofisici, emotivi e sociali, tanto che lo stesso Ippocrate consigliava come pilastri per la salute pratiche di consapevolezza (arte) e “meditazione” (rilassamento).

 

Il Tai Chi è stato valutato in uno studio tedesco con praticanti affetti da Sclerosi Multipla.  

La pratica del TaiJi (per dirlo come desiderano in Cina) combina insieme tecniche di rilassamento e respirazione con esercizi di consapevolezza partendo dalla conoscenza del proprio corpo.

Il Tai Ji Quan e il Qi Cong, nella Sclerosi Multipla, hanno dimostrato benefici nell’equilibrio, nella coordinazione e anche sul benessere psicologico relazionale