Anteprime


Datemi il nome che volete, poi dimenticatelo, perché quello che vi sto per raccontare è storia di magia, e non c’è nulla, oggi, di più disdicevole. Non vorrei, sia chiaro, rendervi complici di un tale misfatto, che poi si dica «voi lo sapevate». Bruciate queste pagine se per vigliaccheria o curiosità continuate a leggere. E dimenticatele. Un segreto è tale solo se resta segreto.

Mi è accaduto la notte del 10 agosto, alle pendici della Monna, dalle parti dell’Osservatorio. Mi ero allontanato solitario in una sterrata oscura, tra antiche querce e faggi secolari, verso valle del Roveto. Occorre il buio per veder le stelle.



Cosa è un Errore?

Si dice che l’Errore sia l’orgasmo dei matematici. «La vera Verità – dicono – non potrò mai averla, ma se trovo un Errore, vuol dire che c’è, che ci son più vicino». Forse hanno ragione: non c’è nulla di più erotico che la luce della perfezione.

Punti di vista? Non tanto. Il buon maestro di TaiJi ti permette di capire l’Errore prima di sbatterti a terra. Se per caso ti dice: «Bravo! Tutto bene, sei proprio in gamba» , dal momento che nemmeno lui si ritiene perfetto, vuol dire che «sei una capra, inutile che te lo spieghi, tanto non distinguerai mai un fico da una fica.»

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Occorre cambiare il nome delle malattie in difesa di intere generazioni di giovani

Gesuino Nemus è pure venuto a Fiuggi, peccato che quel giorno io ero da ricovero. Mi dispiace, il caso ha voluto così, ma tra me e lui c’è affinità elettiva, entrambi partiamo da un manicomio e anch’io sono un nessuno. A dire il vero adesso lui lo è un po’ meno, Nemus è bravo, è giustamente famoso, un vero scrittore (e di questi tempi…) ed anche se noi dei farmalibri/farmacia olistica ci occupiamo da anni di malattie, ADERIAMO TOTALMENTE ALLA SUA PROPOSTA di cambiare il nome delle malattie in difesa di intere generazioni di poveri bambini condannati alla esclusione sociale.

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19 Agosto. Leggo un giornale. La solita giornata di ordinaria follia. Cronaca di una fine del mondo annunciata.

Barcellona, le vittime sono 14: due italiani. “Tutti i terroristi ricercati uccisi dalla polizia” (3 su 4, sembra)

Madrid 80mila fazzoletti bianchi allo stadio Bernabéu contro la squalifica di Ronaldo.

Milano, 73enne trovata morta nel bagno di casa sua con gola tagliata

Nizza, a fuoco lo yacht dell’imprenditrice Diana Bracco

Italia Incendi Carabinieri o vigili del fuoco solo 8 aeromobili su 32 sono operativi

Venezia, omicidio-suicidio a Mira: poliziotto spara alla moglie e poi si uccide


«Questa è l’Apocalisse», titolano i giornali di sinistra. «Non è l’apocalisse», rispondono quelli di destra. Gli uomini della maggioranza sono ottimisti, l’opposizione è pessimista. «Non c’è più la mezza ragione». Siamo tutti vaccinati alle false notizie. «Fake or Not Fake this is the question». Scolla Lancia è un troll italo-inglese diventato virale, scrive: «A forza di gridare Al Lupo Al Lupo…» Paradossalmente comprendiamo di essere soltanto personaggi di un videogioco, tutto è finto, anche l’Apocalisse. E fa caldo, troppo caldo, quando è caldo. Troppo freddo quando è freddo. Il maggioritario funziona così.

Il Grido

Quel che mi capita, e non più solo negli incubi notturni, è il ricordo improvviso di un famoso quadro di Munch che occupa tutto lo spazio visivo e lascia senza fiato. L’incubo è precipitare nel vuoto e non potersi fermare, restare incatenato, tentare un grido ma l’urlo si blocca nel gozzo.
Mi capita sempre più spesso, anche di giorno. Ma non mi fermo, continuo a camminare nel terrore dell’abisso. Pensavo fosse una mia malattia di depressione e stress, poi l’ho rivisto per strada nello sguardo di tanti, nel loro incedere indifferente, nel vuoto dei loro occhi senza orizzonti, nelle voci senza più parole.


Oggi, quando sono entrato, era stracontento. Vorrei dire ‘felice’ se non fosse una parola grossa. Eppure quel volto sereno, quel largo sorriso, la brillantezza del suo sguardo, dovrebbero essere descritti proprio con quella parola ormai irrimediabilmente spot-tanata.
Arturo mi accoglie facendo un balzo dalla sedia e predisponendosi all’abbraccio. Mi assalta con un fuggevole bacio di lato, come suo solito, ma stavolta scivola con le labbra verso il mio orecchio. Poi con un lieve sussurro, allargando la lettera ‘a’ come un vento fugace: “Ci siamo!”

«L’Arte è l’arma migliore contro ogni disintegrazione»

 Un’ottima dimostrazione di questo assunto ci è stata offerta da Francesco, Luca e tutti i componenti del gruppo ScuolaTeatro con la rappresentazione di Medea, tragedia di Euripide, in seno ad un progetto del Liceo Dante Alighieri. Il MIUR, ministero dell’istruzione, in concerto con la UE, stanno oggi proponendo il tema della “integrazione” e della “inclusione” per favorire progetti a breve e lungo termine.