Anteprime


Quando eravamo piccoli i nostri genitori ci raccontavano un sogno che non era una favola. Dicevano che con la democrazia e con il progresso tecnologico ci sarebbe stato da mangiare per tutti, che tutte le famiglie avrebbero potuto vivere con un solo stipendio, che noi avremmo lavorato solo dieci ore a settimana.
Noi ci chiedevano cosa avremmo fatto con tutto quel tempo libero ed eravamo contenti perché di sicuro lo avremmo dedicato a giocare coi nostri figli. La tecnica ci avrebbe reso tutti liberi e tutti uguali, niente più povertà, scarsità di cibo e di mezzi, sofferenze finanziarie, niente più guerre.
Che cosa ne è stato di quel sogno, che non era una favola, ma una reale verità scientifica?

Una Testa tra le nuvole

Sono d’accordo con voi, sono un distratto, ho sempre la testa tra le nuvole.
A me fantasticare è sempre piaciuto, sin da ragazzino, quando nonna mi raccontava le storie davanti al camino. Un giorno mi disse che “non è peccato avere la testa tra le nuvole, l’importante è stare coi piedi per terra. Vedi quell’albero? Più le radici sono in terra, più i suoi rami vanno in cielo.” Aveva ragione, da allora non ho più avuto problemi ad avere la testa in aria, purtroppo ho spesso dimenticato di restare coi piedi a terra.

 

"Sognare la Pace non è politicamente corretto, ma non ancora vietato"

Dal 15 Settembre, su questo sito e sul gruppo facebook "Il Cavalluccio a Dondolo, rito di indignazione creativa della domenica", solo per divertimento e totalmente gratuito: IL BLOG DI OSCAR BRILLI, il brill-andante

Oscar Brilli, il generoso e fantastico autore de "La Formula di VinJi", Spy Story Quantica in 52 capitoli, distribuiti gratis su questo sito, ogni settimana per tutto l'anno 2016, ora si incazza e si diverte, se la canta e se la suona, in splendida solitudine, dando vita a un Blog demenziale sempre su www.farmalibri.it  dal 15 settembre.

 Nuove albe in un’unica aurora al tramonto. Per tre giorni il tempo fu come sospeso. Tre giorni, un secolo, e le stelle stanno a guardare. Un secolo durò la prima notte di nozze tra Era e Zeus ed Era, tanto ci volle per accettare un cambiamento. Ma nei tempi di internet le cose andavano più veloci. Tre giorni, come un secolo, per rendersi conto. Terremoti, cicloni, alluvioni, tsunami, eruzioni, tempeste globali, guerre, bombe, carestie, non erano ancora bastati ad insegnare all’uomo che è conveniente essere saggi.


Nel dicembre 2013 il filosofo Emanuele Severino ha rilasciato un’intervista al Fatto Quotidiano. Mia figlia aveva 16 anni. Il filosofo aveva messo il dito nella piaga: "abbiamo prodotto un generazione "orfani di padre", “abbandonati dal mondo”. In quel periodo stavo scrivendo gli appunti per la "Formula di VinJi" e sentii il bisogno di dare forma ai miei pensieri.  Detti quindi voce al professor Severino attraverso il protagonista del romanzo, il Maestro Alfredo Pulselli. Il ragionamento del filosofo era talmente duro da digerire che dovevo toglierlo dal mio quotidiano.

Da  “La Formula di Vin Ji”. 

“L’Abbandono del Mondo”

5.2.2 -  Quando Fabio lesse la notizia sul giornale, ricordò il suo Maestro Alfredo Pulselli. Erano su in grotta, davanti al fuoco in una notte senza luna e piena di stelle. Stavano in silenzio a guardare il cielo.

 da "La Formula di Vin Ji", Capitolo 32

32.1 – Caro Lettore

Un lettore, più di ogni altro, può comprendere che cosa stava accadendo. Tra tutti i personaggi della storia, compreso il narratore, è il solo che può avere un’idea precisa della situazione. Il lettore ha la possibilità, negata a tutti gli altri, di vedere le cose dall’esterno, senza le sofferenze di Tano, il coma di Smith, la rabbia di Tramontano, le indecisioni dell’abate Giovanni, la curiosità di padre George e il guazzabuglio mentale di chi narra. Ma la parte del lettore è anche la più difficile: guardare il mondo dal di fuori, con disinteresse, immedesimarsi nella storia e immaginare un lieto fine.

 

Sin da bambino mi hanno detto che nella vita bisogna combattere. Ed ogni volta ho dovuto dar loro ragione. Ma una cosa non ho ancora capito: perché per combattere si deve per forza soffrire.

A volte, se il dolore serva a qualcosa, sento dentro un’incontenibile gioia, da cui parte un moto di vergogna: “Non si deve trovare piacere nel dolore.” Sono entrato in un centro Mentale.

 

Il volo metafisico è per Platone l’immagine stessa dell’Eros.

Racconta Roberto Galasso che gli antichi Spartani, popolo guerresco, essendo l’Eros una cosa bella stabilirono che fosse obbligatoria per legge: “Cedere all’amante è prescrizione dello Stato.” Ma gli ateniesi, come sempre più complicati, non avevano l’impudenza di dichiarare l’amato terra di conquista e di tradurre in obbligo un atto d’amore. Allora cosa fanno? Che cosa vanno ad escogitare? Inventano una parola: “Metafisica”.