L'Artista e il Bambino

 

Dove nasce il fonema? Dove nasce il gesto?” Nella primavera del 2005 un artista, un poeta e un farmacista, con la scusa di una tesi di laurea, si sono incontrati per tentare una risposta a questa semplice domanda. Una ricerca che ha analizzando il gesto dell'arte, unendolo alle più recenti acquisizioni di neuro-plastica e alla antica pratica del Tai JiQuan ha evidenziato la assoluta importanza dell'arte nell'azione farmacologica. 

 

Quando una parola diventa poesia, quando un gesto qualsiasi diventa arte?
La storia che dobbiamo tracciare forse è diversa da quella cronologica, perché nella Poesia e nell’Arte gli stessi concetti di spazio e tempo si fanno relativi, come se fossimo in una ‘quarta dimensione’. Fino a che punto infatti può esserci di aiuto tracciare, sia pur sinteticamente, la storia della poesia e dell’arte, dalle origini dell’uomo fino ad oggi, quando la maggiore difficoltà consiste proprio nel ritrovare le origini di quel pizzico di energia che ancora oggi si fa verbo e gesto?

 

La poesia è nata con l’uomo stesso, nel suo primo attimo di emozione, in qualche modo diverso da altri attimi, una qualità che si aggiungeva alla sua capacità di sentire: per lungo tempo è rimasta solo fonema, poi si è fatta orale, tanto da poterla tramandare da padre in figlio Infine il gesto diventa scrittura per una presupposta sistemazione definitiva.

Antiche manifestazioni di questa ‘arte’ si possono trovare in tutto il globo; nel mondo mediterraneo le troviamo negli antichi popoli mesopotamici, egizi, ebrei.

“l’esercizio creativo fa crescere le menti” (Leonardo da Vinci)
E’ il Pensiero che produce il Movimento o è il Movimento che produce il Pensiero? 
‘E’ l’Io che produce il movimento creativo o è il movimento creativo a produrre l’Io’?

Abbiamo parlato del paradosso del linguaggio che più si fa complesso più rischia di allontanarsi dalla realtà, poi abbiamo accennato alla dicotomia tra il pensiero e l’imitazione, tutto questo ci porta direttamente ad indagare la natura della mente.


Le ricerche scientifiche dell’ultimo secolo, in particolare le scoperte sperimentali in neurofisiologia, stanno mettendo in seria difficoltà la nostra visione cartesiana della mente intesa come res cogitans contrapposta al corpo in quanto res extensa. Negli ultimi decenni del XX secolo una teoria, nota come ‘La teoria di Santiago della cognizione” pone come assunto principale la mente non più come cosa ma come processo.

“Nell’emergente teoria dei sistemi viventi, la mente non è una cosa ma un processo. Essa è cognizione, processo della conoscenza e si identifica con il processo stesso della vita… "


Nel corso di questa tesi, ricercando l’origine del fonema e del gesto, ci siamo addentrati nella storia, nella filosofia, nella scienza… e abbiamo incontrato parole come immaginazione, immedesimazione, intuizione, metafora, filastrocca, scarabocchio… Si è tentati ora di andare ancora indietro, ancor prima della storia; e se ciò fosse realmente possibile, tornare all’uomo delle caverne.
Immaginiamo allora l’uomo primitivo che lascia un sommesso segno su una roccia, lo guarda e ci si vede riflesso; o quando scopre che con un carboncino destato dall’ultimo fuoco era possibile lasciare un segno, che purtroppo si rivelava effimero, andava via alla prima pioggia, e “niente altro resta di sé”.

 

Passi esornativi e una palinodia
Parlare di poesia e di arte vuol dire, secondo quanto sinora riportato, parlare della stessa cosa: entrambe attivano un ‘moto’ d’origine descritto spesso come “l’anima di chi scrive-dipinge e l’anima di che legge-guarda”, quasi come un respiro respirato insieme, anche se in spazi e tempi diversi.
Anche per questo tanti artisti e poeti si sono trovati, nella storia, a lavorare insieme, a volte su idee apparentemente lontane tra loro, altre su canali e codici ben diversi, ma sempre sulla stessa lunghezza d’onda.

Bibliografia

1 Daniele Pieroni Scritti Shahespeare & C Milano 1984
2 Daniele Pieroni L'adagio Fontevraud (Francia) 1987
3 Daniele Pieroni Il libro di Ilaria Ripostes Roma 1991
4 Daniele Pieroni La festa dell'Universo (libretto d'opera) Civitella d'Agliano 1993


Caro Daniele, perché trumpete, perché “réjouissance”
Per me la creazione poetica ed artistica più in generale ha a che fare con il piacere: il poiein greco è imprescindibile da un godimento dell’animo. Ecco perché la poesia che tu hai scelto reca la parola “réjouissance” dopo i due trumpete di chiara origine onomatopeica e marziale.

Uomo pensante o animale istintivo? Poeta pensante o Poeta istintivo? Come intendi tu il discorso dell’istinto umano che spinge alla creazione artistica e, nel tuo specifico, poetica?
Io non parlerei tanto d’istinto.