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Il serpente che si morde la coda, come rompere il cerchio e spegnere il dolore.

C’è una vecchia storia di un serpente che si morde la coda; c’è un fenomeno neoplastico cerebrale che viene chiamato “wind up”. In pratica se sento una fitta alla bocca dello stomaco si attivano neuroni che inviano un segnale di dolore; questi a loro volta attivano di nuovo i neuroni che diventano sempre più sensibili. Può accadere che il segnale di dolore stimolino altri neuroni già connessi precedentemente, come ad esempio da un ricordo o da una emozione. Per fare un esempio,

quando seppi dell’incidente occorso a mio fratello sentii una fitta bollente allo stomaco, era un’emozione troppo dolorosa, per questo un ricordo rimosso, ma una connessione avvenuta. Una fitta allo stomaco potrebbe inconsapevolmente riaccendere il collegamento inconscio con quel ricordo-emozione-sensazione e  attivare il sistema “wind up”. La difesa immunitaria possibile è Intervenire su questo circolo vizioso trasformandolo in un circolo virtuoso. Sembra un gioco di parole, eppure è questo il segreto. Roberto Benigni ci disse: “Basta un sasso.” Poi si mise a fare la sua camminata alla maniera de ‘La vita è bella’: “Tu cammini, sei tranquillo, poi incontri un sasso… E oplà!... Si vola. Più grande è il sasso, più alto sarà il volo.”

Nel settembre 2001 stavamo cercando una frase adatta per la controcopertina de “Le filastrocche di Fata Ricotta” (farmalibri) per sintetizzare le caratteristiche sanitarie di nenie, mantra e filastrocche. Era stato infatti dimostrato che i bambini a cui si raccontano favole e filastrocche si ammalano il 50% di meno. Infine l’abbiamo trovata: “Non nascondere mai la malattia, il dolore, la morte, ma trasformarla in leggerezza”. Quando io penso al cerchio del serpente, mi viene in mente l’immagine di un serpente con la coda in bocca che poi si avvolge su se stesso, insomma non è come un cerchio ma come un nastro di Moebius, come se avessi avvolto uno zero che ora sembra il segno matematico dell’infinito, un otto allungato e trasversale. Per gli amanti della chimica è come un orbitale di tipo ‘s’ che assumendo energia diventa ‘orbitale p’, da sferico a ‘doppia clava’.Rompere il cerchio per me non significa agire con violenza tentando di soffocarlo, ma girarlo su se stesso per il trovare il leggero laddove c’è il pesante, non tornare indietro di fronte all’ostacolo, ma saltarlo: “… E oplà!... Si vola.”  L’immagine del nastro di Moebius ricorda quella dello Yin e Yang, “dove c’è l’alto c’è il basso, dove c’è il bianco c’è il nero e via discorrendo”.  Proprio ieri dicevo ad un malato di Parkinson che al solo pensiero era preso da tremore: “Stai tranquillo, il tremore c’è, c’è è basta, inutile contrapporsi, tanto vince lui. Accettalo. Non puoi rifiutarlo, cancellarlo, anche lui è parte di te. Se lo butti via fai come quello che butta il bambino con l’acqua sporca. Se c’è il nero, c’è il bianco. Se c’è il lupo cattivo ci sarà un cacciatore”

 Consideriamo ora che le connessioni che abbiamo stabilito nella nostra mappa cerebrale sono veramente un intrigo inestricabile. Ogni connessione mette in rapporto mente a corpo, e molte cose strane possono accadere. Chi ad esempio ha ricevuto una botta in testa tende a camminare curvo, chi ha ricevuto un pugno in faccia tende a camminare con il busto piegato all’indietro. Correggere una postura significa anche, sia pur involontariamente, operare su quelle connessioni cerebrali stabilite in precedenza che possono rivelarsi più o meno corrette. Abbiamo visto ad esempio come una strana connessione tra una emozione e una parte del corpo abbia creato in me un effetto “wind up” che mi stava portando verso la depressione.Torniamo al nostro esempio del tasto “On Off. Quando un Dolore Acuto spinge il tasto, se noi non lo ascoltiamo e non siamo in grado di accertare la causa, il tasto rimane sulla posizione “ON”. Il sistema nervoso si stressa, si affatica, e non è più in grado di reagire, in qualche modo si infiamma, si danneggia,e infine cronicizza. “Una volta instaurata al cronicità è molto più difficile trattare il dolore.” I medici dicono che per guarire occorre lo stesso tempo che i è voluto per ammalarsi.

“Il Dolore Cronico non  indica solo un disturbo, è di per sé un disturbo”  Questo è ciò che viene definito “Dolore Acquisito”. (Moskowitz)  Il nostro computer non è altro che tutta una serie di tasti ‘on-off’, un sistema binario,  positivo e negativo, in cui si è installato un programma automatico che attraverso connessioni tra il mondo fisico, mentale, emotivo, spirituale, riesce a far scattare il “Dolore Acquisito”. Nella pratica è quel che chiamiamo “movimenti parassiti”.

“I movimenti parassiti” sono quelli che non servono alla funzionalità e alla economia del movimento, ma si attaccano al movimento stesso del corpo utilizzando energia e provocando fatica e dolore.

Mi posso spiegare con la pratica: noi abbiamo nove articolazioni, “le nove perle”, nove nodi funzionali che dovrebbero agire separatamente. Noi invece quando operiamo su un’articolazione, ad esempio il gomito, involontariamente ne muoviamo altre, ad esempio la spalla, facendo un movimento che non serve a nulla e provoca fatica. Tendiamo ad alzare il gomito ma anche la spalla, come se fosse un corpo unico, quando la spalla invece dovrebbe andare in basso secondo il teorema di Manfredi Lavazza:  “Più lo mandi giù, più ti tira su.

 Provate, per girarvi indietro, a ruotare la colonna vertebrale sulla sola articolazione dorsale 11, inevitabilmente girerete anche l’articolazione coxo-femorale ruotando il bacino. Risulta difficile separare due articolazioni, sono come connesse. Saper separare l’uso delle diverse articolazioni, essere consapevoli della funzione del movimento, rendere ‘intelligente’ ogni tendine, induce a staccare anche nelle aree cerebrali  alcune connessioni ormai automatiche.Solo quando avremo separate “le nove perle” potremmo utilizzarle con consapevolezza a seconda delle necessità del momento con il minimo di energia, e il nostro pugno sarà invincibile. “Meno fatica, massima efficacia” è la regola principe delle arti marziali interne.Come questo avviene nel Corpo, verosimilmente questo accade nel Cervello.  Nella nostra palestra partiamo dal “filo a piombo”, perché la postura è collegata a tutta una serie di connessioni corpo-mente, agire su una postura significa operare sulle connessioni che generano movimenti parassiti.Mettiamo allora che nella nostra mappa cerebrale abbiamo da anni connesso tra loro ricordi, esperienze, emozioni, sensazioni, dolori, paure.  Ecco, la Paura è forse l’emozione pesante, è collegata al buio, al vuoto, ai venti di tempesta, ti stordisce con tamburi e tromboni, ti fa venire la pelle d’oca e ti fa pisciare addosso. Penso che la Paura abbia stabilito connessioni un po’ dappertutto, che può attivare come vuole le aree del dolore, in un continuo feed-back che diventa Cronico. Forse il sistema wind up è un’arma della Paura. L’unica difesa possibile è diventare consapevoli del meccanismo mentale che lo genera. Cioè spegnere i tasti ON della sofferenza, accendere i tasti OFF della piacevolezza. “Intervenire su un circolo vizioso trasformandolo in un circolo virtuoso.” La difesa è semplice, per questo è un segreto: “Per spegnere il tasto della paura basta guardare in faccia la paura”. Il vero segreto consiste nel sospendere giudizi e opinioni, nello ”Svuotare la tazzina”, nel solo prendere nota. “Prendo nota e passo oltre.” Un vecchio saggio sufì ripeteva sempre ad ogni cosa che gli capitava: “Ah! E’ Così?

 

 

 

INTRO Le guarigioni del cervello

1 Spegnere il Dolore

2 Il Sistema Wind Up

3 L’Episodio Doloroso

 

 

 Norman Doidge: “La guarigioni del Cervello”, La Fonte delle Grazie. - Umberto Galimberti: “Il Corpo”, Feltrinelli. - A.Fuks: “ Moskowitz “Central Influence on Pean” Interventional Spire An Algorithmic Approach Philadelfia, 2008. – “The Military Metaphors of modern medicine”, Interdiscilplinary Press, 2010. Gabriele Carcano: “La spilla del farmacista”, i farmalibri, 2014. – Flavio Daniele: “Scienza, Tao, Arte del Combattimento”, 2008. Luni ed. – Gabriele Carcano, Eva Incocciati: “Le filastrocche di fata ricotta”, , i farmalibri,2001. – Eva Incocciati : “L’uomo primitivo, l’artista, il bambino”, il farmalibri, 2011. Gabriele Carcano, “Palomar e l’Onda, omaggio a Italo Calvino”, Appendice a “Il Viaggio del Signor Ernesto”, i farmalibri, 2009.