Cefalea a grappolo

 

La Signora Lea, che di cognome fa Cefà

La Signora Lea mi perseguita, non mi abbandona più. Ho pensato di denunciarla per stalking. Io mi metto a letto, mi addormento, e dopo una, massimo due ore, lei mi sveglia con un colpo tremendo sulla tempia. Mi alzo, scendo in cucina, preparo un caffè lungo, nero e bollente, faccio una chiacchiera con la Signora Lea e se lei si accontenta, se mi lascia in pace, posso tornare a dormire. Passano due ore e di nuovo la Signora Lea mi sveglia con un pugnale puntato alla tempia, quella destra. Ho intenzione di denunciarla per stalking.

 

La Signora Lea ritorna ogni notte, puntuale, non mi abbandona mai. Ieri ho raccontato la mia storia a Gino, un amico che per anni ha fatto la guardia giurata, gran lettore di Tex. Lui di avversari se ne intende: “Il nemico lo devi guardare dritto nelle pupille degli occhi, conoscerlo, assorbirne la forza, mirare in alto e colpirlo al cuore.” Così mi son ritrovato, di notte, in cucina, nella classica postura del pistolero, Tex, pronto a sparare ad un nemico invisibile.

 

La Signora Lea ritorna ogni notte, puntuale, con il suo pugnale alla tempia, ormai è una ossessione. E’ l’anima dannata di una strega bruciata sul rogo ai tempi dell’inquisizione che vaga e vaga ancora in cerca di pace, quindi di una vittima sacrificale, che sarei io. Ritorna, ogni notte, alla stessa ora, come in un rito da messa nera. Infilza un chiodo del diavolo, arroventato di sadismo, dritto dritto dentro la mia tempia, quella destra, a far leva nell’orbita, a scardinare l’occhio, quello destro, provocando un dolore lancinante. Ogni notte mi possiede, sono invasato e trafitto. Eppure è così: ho per amante una strega dannata.



“Occhio per occhio, Dente per dente”. E’ una citazione biblica, l’ho letta letta su un Libro Sacro. Mi chiedo cosa voglia dire nel mio contesto di cefalea a grappolo peri-orbitale destra. Vuol dire forse che occorre cavare un occhio alla Signora Lea perché lei cerca di cavarlo a me?
La questione, dice Padre Giulio, è matematica: “Occhio per Occhio” è uguale a “Occhio al quadrato”. I



Il problema non è la morte, ma come si presenta la morte, se con un chiodo lentamente infisso nel cervello o se sotto forma d’impatto improvviso contro un Tir sull’autostrada. Chissà se la Signora Lea è in realtà l’anticamera di un passaggio. “Meglio grattarsi le palle.” Inutile pensarci.

 

La Signora Lea all’ I.C.C. (International Cefalee Center”
Mi sono deciso, sono andato al Centro International Cefalee XP20000 S.P.A, via delle Cefalodie 5bis. Dovevo sapere qualcosa di più sulla Signora Lea. “Conoscerla vuol dire poterla combattere!” Così dice Giò-Sué, un vecchio maestro in pensione che ama giocare a Risiko da solo per tutta la notte. “Non puoi sconfiggere un nemico che non conosci”.

 

La Signora Lea e la sua amica AmiTripLina.
AmiTripLina è sicuramente amica della Signora Lea, ma ancor più infame. Ho sgamato il suo gioco solo grazie al fatto che ogni settimana faccio il volontario in un Centro Diurno di Salute Mentale, sono istruttore di Tai Ji Salute. Con gli amici del Centro, gli ‘Autori vari e mezzi matti” di “Via Casilino 3620”, mi lamentavo della loro reazione estremamente ritardata.

 

Un marchio al centro della fronte, un segno verticale, netto, una linea rossa a segnare il mio stato di ‘sofferenza’, ufficialmente ‘malato’, quindi ‘diverso’, quantomeno ‘distratto, comunque improvvisamente relegato in serie D, perché chi soffre rompe quel precario equilibrio del ‘tutti felici e contenti’ costruito con tanti slogan e sacrifici. “Che cosa hai fatto sulla fronte?”.

 

Ora non vorrei dire, ma la Signora Lea ti fa diventare pignolo, ti costringe a cercare sempre il pelo nell’uovo e a spaccarlo in quattro. E cercando la via di uscita dal labirinto di un ospedale, di corridoi e di scale tutte uguali, su e giù tra gironi d’inferno, tra cardiopatici, neuropatici, nefropatici e infermieri dottori antipatici, è facile che ti venga da fare il pignolo anche riguardo l’uso delle parole.

 


Sono cambiato, oggi mi sono accorto che sono cambiato. Ogni tanto ci ripenso. Perché mi sfugge qualcosa. Mi sembra che questo non abbia importanza riguardo la Signora Lea, che comunque continua a spiarmi, a colpirmi ogni volta che abbasso la guardia, che mi abbandono al sogno, come stanotte, ogni due ore, cattiva. Si cambia continuamente, cambiano tutti, non è una novità, è anzi un saputo molto antico. Soltanto che finora avevo sempre desiderato, o temuto, di cambiare, non avevo mai accettato il mutamento così come si presenta, come è.