Nei Gong Grammatica del Movimento – Giochi di Mutamento

Nei Gong è un’espressione cinese traducibile in “Lavoro Interno”.
Lavoro” non nel senso latino: “Labor = Fatica” , ma nel senso greco di “artigianalità”, “poiesis”, cioè di manipolare una materia con arte. Si dice nel mito che l’uomo sia stato creato manipolando l’argilla. Si può così comprendere meglio l’aggettivo “interno”, perché nel momento che noi operiamo sulla nostra struttura organica stiamo di fatto ‘manipolando’ la materia di cui siamo fatti, argilla appunto, proprio come un artigiano ceramista da ‘forma’ al suo vaso.


Il Nei Gong quindi è semplicemente ‘tecnica del movimento’. Infatti anche il lavoro interno, come ogni lavoro, abbisogna di una conoscenza ‘tecnica’, elemento essenziale ma non sufficiente. Purtroppo anche con questo termine occorre chiarire. “Tecnica” non nel senso di ‘tecnologia’ fine a se stessa, come purtroppo la conosciamo oggi, ma nel senso greco di ‘Tekné’, che i romani tradussero efficacemente con il termine “Ars”, “Arte”. Il Nei Gong infatti può anche essere definito “Arte del Movimento”.

La Pratica A tal proposito, spesso ci viene domandato perché ricorrere ad una pratica cinese. Noi vorremmo rispondere con un’altra domanda: “Perché l’occidente europeo non possiede una propria arte marziale interna?” Eppure siamo nati con il mito di Ettore e Achille! Con la forma del gladio abbiamo conquistato un impero, lo stesso Colosseo era un’Università del Combattimento.
In realtà i greci praticavano la “Tekné To Biou”, ovvero ”Tecnologia della Vita”, inteso ovviamente come “Arte di vivere”. Ce lo racconta Omero con la storia dell’arco di Ulisse. Ne parla Platone che racconta di Socrate che per tutta la notte praticò scalzo al freddo la ‘postura del palo’ per finire all’alba con il ‘Saluto al Sole’. La spiega Aristotele secondo cui la ‘Tekné’ è “il mezzo per raggiungere un fine, la Salute, che a sua volta è un mezzo per il bene supremo, la Felicità.”
Chi noi non desidererebbe di esser felice? A noi piacerebbe chiamare la nostra pratica “Giochi di mutamento”, o, per essere ‘tecnicamente’ esatti: “Grammatica del Movimento Poetico”.

La Grammatica “Grammatica” è un termine esatto, perché anche il movimento, come la fantasia, ha le sue regole: sostantivi, verbi, aggettivi, avverbi...
Questo è importante, perché l‘azione, il movimento, è nel verbo, il soggetto che la compie è il sostantivo. Poi penseremo all’avverbio, ad verbum, che completa e qualifica l’azione, e all’aggettivo che dona qualità al nome. Ma in principio, come si dice , fu il verbo.
Il lavoro del Nei Gong si concentra sul verbo e porta all’essenza dell’azione, mentre avverbi e aggettivi devono essere usati con molto cautela. Vige una regola di economia: “o ci guadagno o ci perdo”.
Questo è molto importate perché l’uso non consapevole di questi elementi porta spesso a limitare la potenza dell’azione, a renderla ridondante e nel nostro contesto persino pericolosa.
Ci basti un esempio: un conto è dire “Sono felice”, è bello, essenziale, assoluto, un altro è dire “Sono molto felice” che ne limita di fatto la potenza e crea ambiguità.
Così è nel movimento, si chiamano ‘movimenti parassiti’ e sono quegli aggettivi (movimenti) che si attaccano all’azione, che non c’entrano niente,che se inconsapevoli, ne limitano la potenza, creano fatica e portano inevitabilmente ad una perdita di equilibrio.

Giochi di Movimento Un ottimo modo per definire il nostro corso potrebbe essere: “Giochi di Movimento”. Ma anche la parola “Gioco” va ben definita.
Per un bimbo non c’è cosa più seria di un gioco, è giocando che si apre al mondo, giocando apprende, si immedesima e si rappresenta, giocando cresce, si ammala e guarisce.
Il bambino sa molto meglio di noi cosa vuol dire ‘immedesimazione ”. Lui ad esempio non gioca a fare l’astronauta, il cavallo o il dottore, lui “è” astronauta, cavallo, dottore.
Un’abilità che soprattutto nell’arte-terapia è fondamentale per evitare una pericolosissima immedesimazione nel dolore che porterebbe inevitabilmente ad una cronicizzazione irreversibile, causa principale di ogni patologia neurodegenerativa. E il bimbo sa, molto meglio di qualsiasi adulto, che “ogni gioco ha le sue regole”.
Il Nei Gong, ovvero la Grammatica del Movimento Poietico, o Teckné to Biou, intende proprio studiare le regole fondamentali della grammatica del movimento.

La SintassiIo credo che la grammatica sia una via di accesso alla bellezza”, così dice Muriel Barbery nell’Eleganza del Riccio, un’espressione veramente felice. Se poi ci mettiamo che per Nietzsche il pregio del riccio è la “coerenza” ecco che già abbiamo una regola fondamentale della nostra grammatica.
Quando infatti si assume la postura iniziale, vuoi nel Qi Cong, nel TaiJi o nel Tango, (è sempre la stessa cosa!) è assolutamente essenziale che si resti coerenti, cioè che gli elementi che abbiamo messo in armonia da fermi lo restino durante tutta la forma o la danza. Per questo, accanto alla grammatica, abbiamo bisogno di una Sintassi, ovvero di essere consapevoli della struttura della frase.
L’analogia con il Nei Gong è superlativa: definire la struttura della frase significa andare all’essenza della stessa, al suo asse centrale, che per la nostra struttura personale corrisponde alla colonna vertebrale. Da questa infatti, dalle sue tre chiavi di controllo, (soggetto, predicato, complemento) parte e si gestisce ogni frase movimento.
In seguito potremmo analizzeremo i complementi, che possono arricchire la nostra forma-danza, ma per ora vengono dopo.” Andare a… Andare con… Andare su… Andare per…”
Prima di tutto impariamo ad andare sulla via.

Il gioco Il nostro gioco consiste nel comprendere l’essenza di un movimento per poi usare con arte i vari complementi solo se necessari.
Si parte da cose semplici: dai nostri stessi movimenti quotidiani: spengo la sveglia, mi alzo dal letto, mi lavo la faccia, mi faccio la doccia, mi asciugo la testa, le spalle, le gambe, mi allaccio le scarpe, poi scendo le scale, vado in cucina, stringo la caffettiera, raccolgo un cucchiaio, sposto una sedia
E non è un paradosso quando si dice che un portatore di un disagio psico-motorio è molto più bravo a comprendere l’essenza di un movimento di quanto lo sia chi crede di essere sano (solo perché il suo disagio non è apparente).
Il disagiato sa cosa può far perdere l’equilibrio ed è portato ovviamente a cercare una soluzione, impara a cascare e a rialzarsi. Sa già che il problema non è cascare, ma non farsi male. Il disagiato sa già che è possibile compiere un’azione con la minima fatica e la massima efficacia, non c’è bisogno di dirgli che questo è lo scopo principale del Nei Gong. Mentre i finti sani stentano a capire, son duri di corpo e di testa. Guardano il disagiato con commiserazione per non accorgersi che son loro che dovrebbe essere commiserati.
Questo è un guaio, lo diciamo per esperienza personale, per tutto il tempo che ci piaceva dire di esser sani come un pesce. Ma l’età avanza e l’umiltà infine arriva.

Le regole del gioco Ogni gioco ha le sue regole.
Tre le abbiamo già dette: “Movimento consapevole, eliminare i movimenti parassiti, coerenza nella pratica.”
La quarta è proprio questa: “Praticare, praticare, praticare”, ovvero “Praticare consapevolezza almeno 3 minuti al giorno” (meglio se 3 volte al dì).
Vi sembra facile? Non lo è. Al di là dei nostri settimanali (corso trimestrale), il nocciolo della pratica è questa ripetizione quotidiana di singoli movimenti esatti per almeno 3 minuti. Attenzione, si tratta dello 0.20% del nostro tempo. Anche ciò risponde a precise risultanze scientifiche.
Si sa bene infatti, e possiamo confermarcelo ogni giorno, che il nostro organismo tende a ripetere ciò che è piacevole, insomma ciò che da piacere. Se un movimento non fa fatica, se risulta efficace e soddisfacente come un gioco, se in pratica diverte, il nostro corpo tende a ripeterlo autonomamente. Per insegnarglielo però dobbiamo fargli prima dimenticare falsi luoghi comuni a cui abbiamo dedicato, complice la scuola, decenni di addestramento.
Questa è la parte più difficile, inutile nasconderlo, otto su dieci rinunciano per non perdere false certezze, anche rendendosi conto che fanno male. Ci vogliono almeno tre mesi in cui occorre praticare e praticare per installare nel nostro sistema neurologico, un software consapevole e un buon antivirus per compiere azioni in maniera naturale, fluida e rilassata, efficace quanto economica.

Il gioco del Mutamento è semplicemente conoscere le regole del gioco per applicarle, niente altro. Ma qui abbiamo detto una parola catartica: “Conoscenza” e di nuovo torniamo in Grecia, “Gnosi seaton” era scritto sul tempio di Delfi, “Conosci te stesso.”
Se non c’è conoscenza non ci sarà mai consapevolezza, è così e non si scappa. Ma conoscere come funziona un’articolazione, come avviene un movimento, cosa è la fisiologia di un’azione, è un gioco da bimbi, come quando gattonano, saltano, fanno capriole… Allora ben venga, non c’è cosa più divertente e farlo insieme è stupendo. Intanto si impara. Chiamiamolo Nei Gong, Teckné to Biou, Grammatica del Movimento Poietico, sempre e solo di Giochi di Mutamento si tratta.
Quando sappiamo usare verbi, sostantivi e complementi siamo in grado di scrivere poesie d’amore, racconti comici, lettere commerciali, quel che volete, a noi, ad ogni scuola se è vera scuola, non importa, (Ora occorrerebbe anche spiegare agli Invalsi cosa significa scolé, lasciamo stare, non pensiamo che il virus della ‘cultura’ li abbia mai intaccati).
Il nostro corso, come scopo primario è insegnare le basi di grammatica per mettere in grado il discente di scrivere quello che vuole. Noi lo chiamiamo il filo a piombo.

Il filo a piombo è la prima cosa che fa ogni muratore, poi costruisce qualsiasi cosa, purché sia dritta.
In parole chiare, una volta appresa la postura di base e le regole fondamentali del movimento, ognuno può scegliere la pratica che lo diverte di più.
Nella nostra Scolè, dove uno più fa sempre tre, proponiamo basi di pratica di Tai Ji Quan, Qi Cong e Tango, (li riteniamo i più adatti al nostro scopo ‘arteterapeutico’ grazie alla loro fluidità, morbidezza e analisi del movimento), ma ognuno può scegliere la sua pratica o semplicemente di muoversi con sicurezza ed eleganza nelle pratiche quotidiane.
Tra il Tai Ji e il Tango c’è un importante tratto comune: l’arte non è nelle posizioni da acquisire, artisticamente stupende, ma nel passaggio da una postura all’altra, nelle pause, nei rapidi e inaspettati cambiamenti di ritmo, nell’ascolto, insomma nel mutamento, perché è in questo che è indispensabile mantenere un corretto equilibrio e si rischia di cadere.

Equilibrio Pensiamo di non dilungarci sul concetto di Salute che è Equilibrio Corpo-Mente- Energia, ma quando si parla di Movimento si intende allenare questo continuo rapporto tra mente, corpo e altro. Ogni movimento infatti è legato ad un equilibrio psico-fisico-relazionale. Ecco perché nei nostri esercizi è importante valutare non solo il lato organico ma anche quello psichico, e ambientale, compreso quello, se permettete la parola, “spirituale”, nel senso latino di ‘spiritus’, che significa niente altro che ‘respiro’.

Il corso base consiste di un incontro a settimana con l’indicazione di ripetere alcuni esercizi 3 minuti al giorno.
I nostri istruttori di movimento (tutti certificati) sono: Gabriele (Istruttore NeiDan, Educazione Salute, farmacista), Eva (istruttrice Nei Dan, Disegno sinestetico, insegnante), Chiara (Istruttrice Sperimentanto Trossero, psicoterapeuta). CantiereSalute collabora con Raimondo (Globalità dei Linguaggi Gdl La Bussola), Ileana (Dietista Alimentazione)…… Può indicare anche altre attività artistiche con insegnanti qualificati nelle singole Arti.

(a titolo di esempio)
La struttura del corso è diviso in tre parti: 1 grammatica del movimento, lavoro sulla struttura, (Nei Gong). 2 La danza degli elementi, Lavoro sull’energia, forma Yang 8 (Qi Cong) 3 Pratica marziale, la forma Yang 108 (TaiJiQuan)
O anche 1) Grammatica del movimento (Nei Gong), 2) Pratica dell’ascolto (tuiShou) 3) passi di tango.

Per i soggetti affetti da patologie di disagio psico-motorio sono possibili 3 lezioni individuali o in piccoli gruppi, su appuntamento, con uno/due/tre istruttori del corso. Consulenze gratuite con Ileana dietista, Chiara psicoterapeuta, Maria Rosaria galenica. Sconti e facilitazioni CartaSaluteORO per esenti patologia.
Per gli aspiranti operatori. In seno a questo corso base, integrando per altri sei mesi fino al raggiungimento delle 50 ore accademiche è possibile richiedere la Certificazione di Opertore Tecnico del Benessere ASI DBN DOS (Discipline Olistiche per la Salute) e l’iscrizione all’ablo nazionale operatori, qualifica minima per operare nel campo delle Arti-terapie.

Incontri
Martedì sera, Hotel Touring Fiuggi, info: Eva ::::::::::::::
Mercoledì mattina, La Bussola Ferentino, info Gabriele 3475882981
Giovedì pomeriggio, MusicApolis Alatri, info Chiara ::::::::::::::
Collaborazioni con GlobalArt, MusicApolis, TeatroDanza, info: Darisney ::::::::::::::


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