Io sono un farmacista, la mia è l’unica professione che viene retribuita con la vendita di un prodotto. Da quarantanni vivo in un tragico conflitto di interessi: se il paziente guarisce io perdo il cliente. Quando un amico viene con una ricetta con dei farmaci da prendere per tutta la vita io devo essere felice perché è così che ci pago gli stipendi. Si chiama schizofrenia professionale, l’unica terapia, visto che non è possibile conciliare impresa e professione, è cancellare uno dei due elementi. Indovinate quale?

È quello che è successo negli ultimi 40 anni. La storia è scritta meravigliosamente bene nella spilla che portiamo sul petto: il Caduceo. In verità nel Caduceo ci sono due serpenti (Yin e Yang) che si intrecciano armonicamente a spirale intorno ad un bastone con le ali. Filosoficamente stupendo!

Ma se guardiamo bene la Spilla del Farmacista si nota che il serpente è solo uno, che si gira su se stesso a far finta di essere due e si guarda il culo. Metafora stupenda della nostra vergogna, ma alla quale siamo stati obbligati per via della pagnotta, per sopravvivere, ridotti a sudditi cicisbei e non più professionisti della salute.

Nell’antica Cina l’Imperatore Giallo Huang Di chiese al saggio di corte Ch’I Po’ di instituire un sistema sanitario per la popolazione. Fu la prima riforma sanitaria della storia. Ogni saggio medico alchimista (a quei tempi si faceva un po’ di tutto) aveva in carico degli assistiti recependo una diaria. Tale quale come da noi, ma con una piccola differenza: il saggio prendeva i soldi finché il suo assistito stava bene, se si ammalava i soldi servivano per l’ospedale. Nacque così la Prevenzione nella Medicina Cinese nel tentativo di anticipare la crisi e combattere la malattia sul nascere.
La Medicina Preventiva ha una lunga storia, anche in Occidente, sin da Ippocrate, e non dimentichiamo che hanno fatto più gli ingegneri che i medici.
«Le terapie fondamentali sono quel che mangi, quel che bevi e gli esercizi che fai (Ippocrate)»

La schizofrenia odierna ci ha portato a dimenticare quel che siamo, da dove veniamo, la nostra arte. Diceva Aristotele: «L’arte è un mezzo per raggiungere la Salute, che a sua volta è un mezzo per raggiungere il bene supremo: la felicità» Se l’Arte è un mezzo di Salute allora vuol dire che è un farmaco. Se l’arte è un farmaco allora il farmacista è un artista.
Ed è vero. Lui possiede un’arte segreta, incisa nel Caduceo: l’arte di trasformare il pesante in leggero, il dolore in guarigione.
Voi direte: «Trasformare il mercurio in oro è da alchimista ». Lo so che parlare di alchimia di questi tempi è roba da galera, ma io l’ho già detto: dopo 40 anni di conflitto di interessi sono ormai uno schizofrenico. Una domanda: se venissi retribuito per combattere le malattie promuovendo un vero risparmio per le casse delle famiglie e dello Stato, guarirei? . 

Alleanza terapeutica

Yi-Qi-Lì. La regola del gatto