Questo sito web utilizza i cookies per fini statistici ed informativi, senza raccogliere dati personali. Consulta la sezione Privacy per approfondimenti.

Stampa

 

Il buon vecchio Aristotele era ben consapevole che la salute non può realizzarsi secondo una misura assoluta e quindi valevole per tutti gli uomini indistintamente. Pertanto spetta alla ragione di ciascuno adattarsi ad ogni situazione con equilibrio. 
“Se l’atleta Milone ha bisogno di nutrirsi con molta energia, dovrà mangiare molto più che un vecchio od un ragazzo poco attivo.”

 

La buona via  è quella della Sapienza,. virtù dianoetica. Consiste nell’esercitare la ragione, diànoia, nel modo migliore. Possono definirsi dianoetiche anche l’arte, la saggezza, l’intelletto, la scienza e la sapienza.

L’Arte è la capacità di ben produrre, ma più importante è la phrònesis, la Saggezza, senza la quale non è possibile individuare il giusto mezzo. Senza Arte e Saggezza non sono possibili virtù come la Salute. 

La Scienza consiste nella capacità di dimostrare a partire dai principi. La Sapienza è l’unione di scienza ed intelletto. 

‘Sapienza’ significa conoscere le realtà più importanti: la natura, il cielo, le cause prime, è la filosofia stessa, ed è la conoscenza il massimo esercizio della ragione,  la fonte di una consapevolezza che porta alla vera felicità dell’uomo.

“La sapienza è il fine delle nostre azioni più alte”.

 

Tratto da "La Spilla del Farmacista", libro secondo: "La Filosofia della Salute"

 

 

La Spilla del Farmacista

La Filosofia della Salute

 Aristotele e la Pratica

La Pratica di Salute