le lezioni in Cantiere Dispense

 

Oggi proviamo a fare la Respirazione Prenatale Inversa. Vi sembrerà un po' difficile, soprattutto per questa parola: 'inversa' che mette soggezione. Eppure è la respirazione che pratichiamo ogni giorno, per alzarci dal letto, per camminare, per saltare, per combattere, per dire “ti amo”. È la respirazione che abbiamo appreso nel grembo materno quando l’aria, il sangue, il mare, lo tiravamo su dall’ombelico.


Daniele ci ha chiesto di  poter "giocare con punti Chakra". Questa pratica in realtà non è molto facile perché innanzitutto occorre aver appreso la'esercizio della Respirazione addominale. Allora abbiamo fatto insieme il gioco delle 7 vocali localizzando un colore nel corpo progressivamente dal  perineo a terzo occhio,  unendoli ai 7 colori. Nella pratica, per semplificare, abbiamo infine inventato tutti insieme una storia e operato essenzialmente sulla immaginazione. Quindi la proponiamo in questa dispensa. 

Mettiamo il filo a piombo, facciamo come il bambù, ascoltiamo il respiro e immaginiamo una bella storia associando ogni quadro ad un colore e ad una sensazione. Facciamo una respirazione ad ogni verso inspirando dal naso e ispirando dalla bocca ripetendo le parole immaginandole. Vogliamo provare? 

 

“Tra tutti gli animali del mondo, solo uno cammina su due zampe, eretto, piedi a terra e testa tra le nuvole.”

La forza più naturale del mondo, la gravità, ci tiene attaccati alla terra. Una forza opposta ci spinge sù, in alto, verso il cielo. Tutto qui!. Basta che la nostra colonna vertebrale stia dritta, dura come la “spada nella roccia”. Con la punta conficcata stabilmente a terra. Si cominci da qui.

 



“La prima cosa che fa il muratore è mettere il filo a piombo. Poi non rimane a guardarlo, costruisce, qualsiasi cosa, purché dritta.” Mettere il filo a piombo è la prima regola per una corretta postura, sia fisica, sia mentale, sia relazionale.

 

“Mentre se stava steso a letto a riposare, Renato Cartesio si ritrovò con una mosca sul naso. Allora calcolò la distanza tra la mosca, le pareti, il pavimento e il soffitto. Scoprì così gli assi cartesiani." 

“La Croce di Cartesio”

Assumete la postura eretta, mettete il filo a piombo, e dondolatevi,

 

Se non si respira si muore, si dice, ma meglio si respira meglio si vive.
"Generalmente noi respiriamo con una frequenza media di 12/14 volte al minuto utilizzando solo la parte alta del torace. È una respirazione rapida e superficiale che provoca restringimento dei vasi arteriosi, riduzione della circolazione del sangue e un ridotto apporto di ossigeno, provocando quindi sensazioni di tensione, ansietà e irritabilità. “
La respirazione addominale profonda ripristina il corretto rapporto di ossigeno e dona sensazione di calma.

 

Mettiamo il filo a piombo, peso a terra, colonna dritta, corona sulla testa. Proviamo a fare la canna di bambù mossa dal vento. Ascoltate il respiro. Portate l’attenzione sulla schiena. Ci sono tensioni? Fastidi?

Ora State sull’attenti. “Pancia in dentro, petto in fuori” , mostrate il petto. State con le gambe dritte, sono belle dure e muscolose, stringete lo sfintere anale. Ascoltate la schiena. Ci sono tensioni? Fastidi?

Per piacere, rimanendo dritti così, guardate il soffitto piegando la testa. Ascoltate la schiena. Ora girate lo sguardo a destra, a sinistra e ascoltate la schiena. Ci sono tensioni?

 

“Solo se abbiamo i piedi ben piantati in terra possiamo mandare la nostra testa tra le nuvole”

È il più antico  Teorema conosciuto dall'uomo, grazie al quale è riuscito a rizzarsi su due piedi.

Sembra paradossale che Il segreto sia stato divulgato alla massa solo sul finire del secondo millennio da un grande artista ciociaro mentre gustava un caffè. Ancor più paradossale che, secondo tale:antico teorema, per andare in una direzione  si debba spingere la forza in direzione esattamente  contraria. Eppure è così, se ad esempio si desidera alzare la testa occorre sprofondare i piedi per terra. Oggi noi siamo in grado di sperimentare la correttezza.

 

“Puoi essere un Grande Cavaliere, forte e coraggioso, ma dove vai se il cavallo non ce l’hai?”

Il Maestro Delio Murru dice che il cavaliere ha sempre un buon cavallo. 
L’esercizio che facciamo oggi è andare un po’ a cavallo. Quale? Il nostro, a cavallo dei nostri pantaloni, o meglio sull’arco inferiore delle nostre gambe. Mi spiego: la nostra colonna vertebrale si poggia sul bacino, il quale è sorretto da un muscolo chiamato ‘psoas’.

 

 “Oggi vi insegno una filastrocca, un’antica filastrocca che i nostri nonni usavano per giocare insieme.”

Il gioco e le filastrocche sono le prime cose che si usano per imparare. Basta essere un pò bimbi. O un po’ matti. Spesso la parole si uniscono ai gesti. Così ne esce una specie di gioco e di danza, Chi di voi non ricorda “Palla Pallina, dove sei stata…” che si giocava battendo una palla sul muro, battendo le mani e facendo lo zigolozagolo?

La Filastrocca che facciamo oggi insegna come stare dritti, come camminare, come saltare, ballare, giocare con la palla... Ottimo per insegnare ai nostri bambini la postura. E per tornare un po’ bambini anche noi che ce lo meritiamo.

 

Oggi con gli amici della Bussola ci siamo proprio divertiti, abbiamo fatto il gioco delle Vocali a Colori, è venuto da solo, istintivamente, ed ora ve lo posso raccontare solo così. Ma è sicuro che lo ripeteremo presto, già mi hanno detto che sarebbe bello faro coi piedi, il discorso si fa interessante.

In pratica stavamo facendo il gioco delle Sette Vocali, perché al Centro abbiamo scoperto che le vocali sono 7 e non sono 5. “Sette come i giorni della settimana”, dice Michela, “Come i sette Charkra”, dice Daniele, “Come i colori dell’arcobaleno”, dice Paoletta.

 

“Dimmi quanto ti fa male da uno a cinque”La scienza della neurologia ci dice che il dolore può essere percepito anche cinque volte di più. Noi come percepiamo un nostro dolore. Oggi è proprio il caso di dire che chi di voi ha un bel dolore è fortunato, perché così è più facile valutarne la percezione. Purtroppo, per chi ora non ha un dolore è più difficile perché se lo deve inventare.

“Dimmi quanto ti fa male da cinque a uno”. Rilassiamoci, mettiamo il filo a piombo e facciamo un po’ il bambù. Il Qi COng ci insegna a distendere il nostro corpo e ad ascoltare il dolore. In questo modo diventiamo in grado anche di localizzarlo, indicare il punto dove si concentra e valutare dove si posiziona sulla nostra scala.

 

Oggi giochiamo a Svuotare il Petto e Riempire i Reni, che è un bel gioco di parole, ma anche un trucco che mi ha insegnato  mia figlia che va scuola di teatro. Insomma: facciamo con la Voce di Petto.

Oggi facciamo uscire la voce, così: “AAAAAAA” Lo so, non è facile, a cacciare la voce così perché ci si sente un po’ ridicoli. Ma a noi che ce ne importa, facciamo finta di cantare e lo possiamo fare di nascosto chiusi al bagno quando a casa non c'è nessuno. Ma tanto perchè dobbiamo sentirci ridicoli se facciamo qualcosa utile per la salute e il divertimento? Ah! I bambini quando stanno avanti! 


Oggi facciamo un lavoro semplice: disegniamo una ‘X’, cioè una piccola croce che si regge su due gambe. Questo esercizio è molto importante per quando ad esempio andiamo a votare. Basta fare una ‘X’ su un quadratino di carta e la scelta è fatta. Il problema però è nella scelta, a volte è così difficile che molti preferiscono evitarla lasciando il compito ad altri. Ma ci sono momenti in cui essere consapevoli di ciò che riguarda il futuro di noi stessi e della nostra famiglia è un dovere, oltre che civile,anche morale.

Questo tipo di scelta è un fatto personale, intimo, in qualche modo ‘sacro’ e non può, per legge divina, essere delegato ad altrui coscienza. Per quel che compete al nostro sito, in quando Scuola di Salute, il referendum del 17 aprile riguarda principalmente la Salute dei cittadini oltre che alcuni interessi economici. Quindi il nostro consiglio è allenarsi a fare il gesto della ‘X’ mantenendo il filo a piombo, cioè coi piedi a terra e la testa rivolta alla serenità futura della nostra progenie.

 

Nessuno di noi immagina quanto fa bene lo stiracchiamento del gatto, magari con un bello sbadiglio. A volte lo facciamo meccanicamente, quasi di nascosto, quando siamo stanchi o non ancora ben svegli.

In quel momento, in quel movimento, il nostro corpo, che non è stupido, cerca di portare ossigeno ad ogni cellula, anche fino a quelle della punta dei piedi. Ogni tendine si tende, ogni legamento lega una vertebra all’altra e sostiene ogni articolazione.

Al Centro La Bussola "nessuno può dirci di farci ricoverare, siamo già ricoverati."

Sospendiamo temporaneamente la pubblicazione delle dispense settimanali perché ci siamo messi in testa un’idea stupenda: disegnare con i piedi.

Lavorare le cose coi piedi è sempre un lavoro lungo e difficile, la nostra opera d’arte comporterà almeno altre quattro lezioni e sarà difficile raccontarla a parole. Prima di tutto occorre una “supposta pediatrica”, si deve supporre cioè che siamo come bambini che