Film e Foto con Matteo e Marte

In tutto questo lo stupore vero è stata la attiva e convinta partecipazione dei giovani, che eppure non avevano conosciuto Paolo. Hanno arricchito la manifestazione di quei mezzi che nel 1984 non si immaginava potessero esistere.

I giovani hanno portato il cinema con corti di 5 e di 10 minuti, perfettamente montati ed elaborati, dalle luci ai testi, opera da professionisti. Matteo, Giacomo e Carlo si sono prodotti in un VideoRap scatenato e raffinato, hanno dimostrato capacità tecnica e fantasia. Ma soprattutto che questi nostri giovani non sono affatto superficiali e farfalloni. Sanno quel che vogliono, qualche volta lo ottengono.


E non sono avulsi dalla filosofia e dalla poesia. la storia VideoFoto di Marta dedicato alla figura di Paolo in famiglia e con gli amici, hanno raprresentato il momento del ricordo, la definizione di come Paolo fosse ancora presente engli animi come ‘persona viva’.
Questi sono stati i momenti capaci di scardinare con leggerezza quella commozione che eppure tutti noi non riuscivamo ad esprimere, magari aiutati dalle luci soffuse proprie del cinema. La loro poesia ha dimostrato l’esattezza della formula di Salute che vuole che non si nasconda mai il dolore, la malattia, la morte, ma che si tenti di trasformarla in leggerezza. Hanno dimostrato che anche i nostri giovani credono che la poesia, la filosofia e l’arte salveranno il mondo.

Hanno aperto le cataratte della commozione perché eravamo noi adulti a riconoscerci in loro, e a riconoscere in questo una storia che continua, in un’altra visione di ‘mancanza’, che poi, per dirla tutta, anche noi adulti prima o poi mancheremo. La commozione è anche sentirsi in qualche modo sovrannaturali ed eterni. Il sentire a pelle che, come diceva Luis Borges, “un morto non è un morto, è la morte.”

Ecco, la morte. Nel giorno di Artearsi il tema non poteva non essere affrontato. Ma noi non si festeggiava una sola mancanza, si festeggiavano tutte le mancanze. Ed eravamo tanti, con i fratelli, figli, cugini, nipoti, amici. E si sentiva la presenza di tutti, atmosfera condivisa, con leggerezza. Egidio ha letto, da professionista qual è, una poesia scritta da Chiara, che il caso ha voluto che perdesse il fratello minore Ivan, anche lui in un incidente stradale, lo stesso giorno di Paolo, 6 febbraio. Strane coincidenze.


la tuta di Paolo
Anche Daddo e Sasà, in quanto fratelli, non potevano evitare di parlare di Paolo, si sono adeguati allo spirito dell’Artearsi, proponendo il racconto di un viaggio sotto forma di poema epico, “la tuta di Paolo” facendo della ironia un’ulteriore opportunità di elaborazione del dolore.

 

Artearsi per Giocare

1 Sfera Interna per la Salute

2 I ragazzi della BreakDance

3 Il TuiShou con Fabiano

4 I palloncini di Daniela,

5 “Ti ricordo così”

6 Sclerosi e il Disagio Mentale

7 Il Teatro di Luca

8 L’Asso di Ippocrate

9 Paolo e la Visione.

10 “Fatti una foto”

11 Film e Foto

12 La Tuta di Paolo

13 Un modulo da ripetere