Paolo Carcano era un optmometrista

quando subì l’incidente stava andando a Roma a far lezione, lui studente dell’ultimo anno dava infatti lezione gli alunni di prima. Paolo è stato un antesignano della Optometria in Italia, alla sua morte gli è stato dedicato l’Istituto ISSO di Optometria in via Portuense, poi in seguito la Optometria è stata accettata come pratica sanitaria dal Ministero e la scuola è diventata pubblica.

Tecnicamente, avendo già parlato dell’elemento immedesimazione, giungiamo subito al concetto di Visione.
Paolo diceva che a forza di guardare a breve distanza, distratti da segnali, manifesti, spot e scritte luminose, sare

mmo presto diventati tutti miopi perché avremmo perso la capacità di guardare l’orizzonte. Consigliava già di mettere affianco del computer un poster con un orizzonte sul mare, magari sotto una palma, consigliava già di fare esercizi di movimenti muscolari e disperdere lo sguardo a 360°.
“Guardare l’orizzonte”. Si tratta nella pratica di creare sempre quella postura di rilassatezza già descritta: “Occorre guardare il mondo, sospendendo il giudizio, occorre guardarlo anche da ottiche diverse, persino con la percezione di un pipistrello, solo così si potrà ottenere una visione perfetta della realtà vera”.

“Faremo gli occhiali così”. Questa è la canzone di Fabrizio De Andrè, l’ottico di Spoon River, che i ragazzi di MusicApolis hanno voluto dedicare a Paolo. Era la sua canzone preferita. Per raccontare la sua opera era necessario sottolineare che per comprendere l’essenza di un oggetto occorre guardarlo da diverse direzioni, alto, basso, di lato, ma si deve vedere anche da diverse ottiche, bisogna insomma cambiare ottica alla nostr fotocamera. Tutto, persino il dolore, può essere guardato in diversi modi e in diversi atteggiamenti. “E se per conoscere bene la Visione, diceva Paolo, occorre essere anche un po’ visionari, ben venga. Non rubateci i sogni.”

(Ecco allora che si può guardare anche il Dolore e la Mancanza sotto ottiche diverse, con quel pizzico di curiosità dei bimbi che aiuta a superare la immedesimazione alla malattia e usare un poco di ironia.)
Alberto, suo amico e maestro, è intervenuto con il desiderio di ricordare Paolo nella sua veste professionale, ma ha subito ceduto alla commozione e alla passione scientifica che lo univa a Paolo come in un gioco.

“La grande abilità di Paolo”, ci ha detto, “è stata quella di trasferire il concetto ‘optometrico’ di visione in molti altri contesti, come ad esempio nella sua ricerca musicale e nei progetti di Educazione alla Salute in Farmacia. Era inoltre in procinto di effettuare ‘depistages optometrici’ nelle scuole in provincia, come aveva appreso in precedenti esperienze nelle scuole di Roma. Questa sua abilità comunicativa e armonizzatrice era stata anche trasferita dall’esterno alla scuola, partecipando attivamente alla fondazione di una nuova disciplina, la Optometria, appunto.”
La commozione di Alberto esplosa infine nel dire che questa abilità, non ha arricchito solo la Optometria, ma ha arricchito personalmente in una ‘visione comune’ un rapporto che ancora stenta a ritenere che sia finito.”

Artearsi per Giocare

1 Sfera Interna per la Salute

2 I ragazzi della BreakDance

3 Il TuiShou con Fabiano

4 I palloncini di Daniela,

5 “Ti ricordo così”

6 Sclerosi e il Disagio Mentale

7 Il Teatro di Luca

8 L’Asso di Ippocrate

9 Paolo e la Visione.

10 “Fatti una foto”

11 Film e Foto

12 La Tuta di Paolo

13 Un modulo da ripetere