Artearsi per Giocare

 

Applicazione delle pratiche artistiche nella elaborazione del dolore

il 7 febbraio 2016 presso la sede di MusicApolis ad Alatri si è svolto l’evento “Artearsi per giocare” dedicato ai trenta anni dalla scomparsa di Paolo Carcano, optometrista e musicista, che nel 1984 lo aveva proposto nel teatro comunale di Fiuggi. All’evento hanno partecipato varie associazioni creando così una rete spontanea di solidarietà con diverse competenze.

L’intenzione di UP CantiereSalute e di MusicApolis è stata di approfondire la ricerca sulle “Artiterapie applicate alla Educazione Sanitaria”  in particolare nella elaborazione del dolore cronico.  Nostro compito ora è tentare l'analisi di quanto è spontaneamente accaduto durante l'evento di "Artearsi per Giocare" con un’ottica ‘sanitaria’. Infarri,  benché a distanza di 30 anni, si trattava pur sempre di una ricorrenza non gradevole e condivisa, la elaborazione di un lutto. (Vedi Il Dolore Cronico)


Rapporto tra La fisica, l’arte e la Salute

“Non ci si può stupire se quando il corpo è rilassato i fluidi che compongono l’ottanta per cento dell’organismo scorrano più comodamente. Non ci si deve stupire se l’energia quando corpo-mente sono connessi viaggi sempre più libera. E quando l’energia si libera, in qualsiasi sua forma, è capace di alzare le montagne e di essere come un’onda travolgente.”

Questa massima del Tai Ji Quan è condivisa anche dai recenti studi di fisica e di neurologia. Il praticante di Tai Ji sa che deve innanzitutto raffinare la sua sfera interna perché è da lì che parte ogni movimento. Una volta creata tale sfera basta uno spunto di energia che il movimento prende forma. Nella filosofia taoista dal ‘Vuoto Assoluto’, WuWi, grazie ad una vibrazione, si crea lo ‘Yin’ e lo ‘Yang’, che poi trovano armonia nel ‘Tao’.


L’antica massima ‘Gnosi Teaton’ è ben rispettata dai giovani ragazzi di Alatri che hanno proposto la Break Dance.

In loro è tangibile l’approccio fondamentale di ogni arte. “Praticare praticare praticare … Guarda e copia.” Conoscere con la pratica ogni articolazione e tendine del porprio corpo, raggiungere la massima morbidezza che permette un movimento fluido e soprattutto Volontà, Attenzione, Concentrazione, per acquisire la Coscienza di fare, e la Consapevolezza del movimento naturale.
In seguito, 3 giugno 2016 durante l‘incontro con il Maestro Delio Murru, che ha dato loro una dimostrazione sulla forma del Baguà, i ragazzi della Break hanno confermato come non sia importante il cosa si fa, ma come la si fa, ovvero la consapevolezza interna insita in ogni movimento, marziale, terapeutico o artistico che sia. (Vedi)



Fabiano è il più piccolo ballerino di BreakDance del gruppo di Alatri

Durante la serata di Artearsi per Giocare del 7 febbraio nella Sala B di MusicApolis, ci ha dato una grande dimostrazione di agilità e leggerezza, di un istinto da piccolo animale che potremmo definire naturale da artista nato.

Una volta ho provato a fare il gioco del TuiShou con lui, stavo solo più basso. Ha insiato subito ad applicare i consigli che gli davo, il dorso della tartaruga, il filo in cielo… Tempo dieci minuti e Fabiano aveva perfettamente compreso i principi della pratica, applicandoli con attenzione ed esattezza, fino a fare il falco e il volo dell’airone, fino a che non mi ha sbattuto a terra facendo l’assalto della tigre.

 

Nel contesto di ‘Artearsi per Giocare’ non potevano mancare i bambini.

In occasione di eventi dolorosi, come ad esempio, quello che si stava festeggiando a trenta anni dalla scomparsa di Paolo Carcano, occorre assolutamente mantenere una lucina accesa verso l’ingenuità, il gioco e la gioia.  

Durante l’evento di ‘Artearsi per Giocare’, nella Sala C di MusicApolis, grazie a Daniela abbiamo creato uno spazio per ospitare i bambini lascianfodo liberi i genitori di partecipare o andarsi ad arteare in qualche altra sala.Daniela tra l’altro ha proposto i suoi “palloncini colorati e luminosi dal di dentro”, una meravigliosa metafora di un concetto asssai difficile da esprimere a parole.


Tutto è nato quando Silvia ha desiderato regalarci una sua canzone in ricordo di Paolo a trenta anni dall’incidente,

E' bastato questo per mettere in moto una Rete Spontanea che, stimolata soltanto  dalla intenzione di fare Musica ha creato un vortiche che ha coinvolto le altre arti.

“Ti ricordo così”, la canzone di Silvia ha coinvolto tanti altri musicisti che si sono adoperati per preparare qualcosa di proprio o per riproporre una delle canzoni che scrisse Paolo. Si è così acceso un un movimento di persone che non si è più fermato. Il bello di una tale rete è che quando infine tutto era al termine e ci è stato chiesto chi aveva mai organizzato un tal bell’evento, tutti noi ci siamo guardati con la consapevolezza di una risposta meravigliosa: “Non lo sappiamo. Nessuno può dire di averlo programmato e realizzato così”.


La gradita e attiva partecipazione degli utenti del Centro Diurno “La Bussola” e del “Gruppo Sclerosi-CantiereSalute”, ha reso evidente come il malato non dovrebbe mai separato dal vivere quotidiano, ma la assoluta necessità di integrazione e condivisione.

La loro presenza ha inoltre inviato un messaggio tanto chiaro quanto importante: è più facile combattere contro un nemico esterno in carne ed ossa, che puoi vederlo, toccarlo e magari darsela a gambe, che contro un infame nemico che ti corrode da dentro, che non si vede, che si nasconde, che ti attacca sempre quando sei più debole.

Il loro atteggiamento marziale è eroico, la loro volontà di continuare a combattere, la loro pazienza di ricominciare ogni volta da capo,