Confesso: a me piace scrivere con la penna perché posso ricordare il momento in cui l’ho scritto, se stavo passeggiando, se ero al tavolo, in auto o seduto in bagno, se ero calmo o se andavo di corsa. Il quaderno conserva l’emozione, la sorpresa, la rabbia di quel momento, un accessorio 'uomo' che il mio computer non conosce.

Così quando ti rileggi resta tra le righe lo stupore, la sorpresa, che dopo la prima volta non ti  sorprendi più, ormai la battuta la conosci.

I nostri ragazzi non sanno usare la penna, il pennello, la zappa, non sanno più scrivere in corsivo, non sanno la pratica del corpo. I nostri ragazzi non sapèrenno più comunicare, esprimersi come da sempre ha fatto l’uomo, uno sguardo, un gesto, un con-tatto.

La Montessori amava dire che “l’intelligenza dell’uomo è nelle dita di una mano”, nel pollice opponente.  Ora stiamo creando la generazione mono-dito da touchscrinne, stiamo finalmente evolvendo verso il neolitico.  (Tra breve pubblicheremo un post in difesa del corsivo: "L'Homunculus creativo".) La vita, mi spiace, è una matassa di complessità, non un quiz vero o falso, si o no, prendere o lasciare.  La filosofia della vita è dinamismo, mutamento, panta rei, non è un pensiero unico. 

Offensivo per un genitore che il proprio figlio venga valutato come una macchina. Come quando si va a fare il tagliando dell'auto, il meccanico la collega al computer e esce la valutazione. Lo stesso schema del Quizzzzzzzzzz  ("zzzzzz Fate silenzio ragazzi, fate addormentare l'immaginazione, la fantasia, altrimenti vi può capitare la dannata idea che si può anche desiderare un mondo migliore!"). Il QUIZZ, vero o falso, non c'è alternativa, non c'è da argomentare alcunché. 

Adesso è diffusissima la pratica delle ‘domande aperte’ a cui viene data validità di voto orale. Massimo 140 caratteri per la risposta, giusto, è il meccanismo del twitt. Non si potrebbe fare, ma sai com'è? I programmi son tanti e il tempo è poco, ascoltare ventiquattro ragazzi per almeno 15 minuti per interrogazione fanno la bellezza di sono la bellezza di 6 ore buona. Con il Quiz con uuna sola ora me la cavo. "Produttività ragazzi. Produttività.

Mettiamoci l’animo in pace, i nostri giovani sono Polli d’allevamento, sempre con la lucetta accesa con il loro inseparabile Smart. Perché l'obiettivo non è la cultura njé l'educazione, ma l'addestramento e l'automazione. Ed è giusto: occorre un consumatore che non si ponga domande, che non sappia leggere tra le righe una pubblicità, che sappia reagire come una macchina. E' giusto, occorre standardizzare, omologare per facilitare la produzione. E' giusto! Ma intendiamoci, questo è il mestiere dell’imprenditore, compito della economia. Il problema nasce quando è la scuola dovrebbe essere Scuola: "Scholé ".

La non è una Azienda. Il suo compito sociale sarebbe creare Cultura a beneficio di Politica ed Economia. L’Economia ha dimostrato più volte di non saper prevedere nemmeno l'andamento a tre giorni. Noi genitori abbiamo pensato bene di delegare alla Economia tutto il futuro dei nostri ragazzi. In conclusione è giusto impedire loro di usare una penna per scrivere in corsivo, perché se per caso capissero l'andazzo sarebbero cazzi nostri. 

 

 

La Fantasia è Salute (di Giacomo Leopardi)

L'Abbandono del Padre

5 L’uomo primitivo e il bambino

 

La Razza in Estinzione

Report Scuola@Salute

 

Prossimamente sul Blog: "l'Homunculs Creativo"