Il Gioco del Pomodoro nel Borgo in Fiore

Malgrado la pioggia un grande successo. Che bello vedere bambini sorridenti che trascinano per mano il loro papà avvicinandosi al tavolo di ‘Quelli del Pomodoro’ per ritirare, felici, la loro piantina! Beh, solo questo ci ripaga di tutto.
Malgrado la pioggia… Ma proprio la pioggia ha fatto di difficoltà occasione, concetto tipicamente taoista e circolare. Ovviamente non avevamo a disposizione un gazebo per ripararci. Per fortuna alcuni espositori vivaisti hanno rinunciato e così si è liberato lo spazio nel portico del palazzo comunale.
Insieme alla Proloco lo abbiamo occupato: al centro abbiamo messo il loro tavolo, a destra ’Quelli del Pomodoro’. Appena la prof di arte ci ha portato i disegni dei ragazzi delle Scuole Medie e del Liceo Scientifico, per una mostra-concorso sul tema ‘il paese’, il gioco era scontato: la parte sinistra del portico comunale si è d’incanto tappezzato di quadri.
Ottima idea: la parte destra è stata immediatamente coperta dai manifesti del Pomodoro e da quadri su cui i bambini scrivevano i loro perché: “Perché il papà è contadino.”, “Perchè il pomodoro è frutto della terra”, “Perché il Pomodoro non ha soltanto bisogno di acqua ma anche si soooole!” (involontario il consiglio alla nuova amministrazione comunale?) In tutto quel grigio di nuvole e pioggia il comune è diventato ridente, gaio, gioioso, ha acquisito quel carattere infantile dove il gioco è veramente la cosa più seria. Intanto Danilo, un ragazzo di Acuto, sfidando la pioggia, è giunto con la sua motozappa rossa con rimorchio, è lì che abbiamo sistemato le piantine, da una parte le ‘ciliegine’, che daranno un frutto piccolo e tondo, dall’altra i ‘San Marzano’, e il richiamo alla santità del pomodoro in fondo non ci stava male, d’altronde anche Gesù nelle sue parabole parlava spesso di ‘orto biologico’.
Nel frattempo sono arrivati gli amici di Fare Verde, una associazione che sta lavorando molto per istruire al riciclaggio dei rifiuti. Anche loro erano oppressi dalla pioggia. Li abbiamo quindi invitati a sistemarsi con noi. Abbiamo appeso i loro manifesti che sono diventati una piccola mostra sui cicli naturali. Il bar Martini ci ha prestato un tavolo e così, una volta scelta e ritirata la loro piantina, i bimbi assistevano ad una simpatica lezione di compostaggio e ricevevano in omaggio una bustina di ‘compost’. Quant’è vero che l’unione fa la forza!
Ad un certo punto ecco la sorpresa: Giampiero è arrivato con la sua asina Sissi e il carretto, ha caricato a turno i bambini e ha fatto far loro un bel giro intorno alla piazza infiorata, con in mano ben strette le loro piantine e la bustina di "terra magica". Potete immaginare il loro sorriso? Fatelo perché noi non siamo assolutamente capaci di descriverlo. Siamo però capaci di dire che questo miracolo è avvenuto involontariamente, perché ognuno ha portato del suo, con un semplice gesto di cuore, e come avviene in natura un gesto si è unito all’altro senza sforzo. La fisica quantistica spiega che da più elementi può sortire quel che chiama ‘forza emergente’, una forza che prima non c’era, ma che si crea naturalmente quando più organi lavorano sinergicamente insieme. Sapevate che in natura 1+1 è uguale a 3?
Poi siamo andati a fare un giro nel borgo come giuria per “il balcone più fiorito” e, obbligati a valutare la bellezza dell’ambiente abbiamo osservato il centro storico con occhi diversi, distaccati, scoprendo che nella nostra storia, sia pur umile, è nascosta una grande ricchezza, quindi una grande opportunità. Abbiamo premiato il balcone n.13, che in realtà è un piccolo portico in via dello Spregato, e scoperto che i residenti del borgo rendono bello l’ambiente in tutto l’anno e non solo per un giorno di festa e concorso. La cosa simpatica è stata che gruppi di turisti stranieri passando di lì e apprezzando la bellezza del borgo hanno dato un loro voto, istituendo di fatto un’altra giuria e dichiarando un altro vincitore: il balcone n.9. Ciò dimostra che se lavoriamo per un ambiente vivibile questo può diventare d’incanto una seria offerta turistica. In pratica possiamo vendere il nostro amore e cura per l’ambiente.
Il giorno è finito in bellezza. All’istituto alberghiero, aperto appositamente per l’evento, dove venivano effettuate le premiazioni, Bruno ci ha accolto con opere gastronomiche di eccellente bellezza: tartine dai cinque colori, con frutta e fiori. Avete capito bene: fiori! “Ma che si mangiano?” “Certo – dice Bruno – E tranquilli, un mese di lavoro su internet per garantirvi non solo il gusto ma anche la totale commestibilità di ogni singolo fiore. Masticatelo bene e lentamente, apprezzatene l’esplosione di tutti i vari sapori dei fiori.” Caspita! Avete mai mangiato e gustato un Picasso?
Quando l’arte diventa gusto, e il gusto si fa sguardo, e lo sguardo si fa tremito lungo la colonna, e quando il fremito giunge alle labbra per un sorriso, quando tutto si mischia all’odore di mille colori, e quando tutto questo è un gesto condiviso.. bene, questo è “il borgo dei fiori”
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