Eravamo tre amici al bar

Eravamo tre amici al bar e si parlava di ‘pomodori’, valutando l’ultimo incontro, gli entusiasmi e gli errori, dicendo e discutendo eravamo in realtà sin troppo seri, il nostro ruolo e la paura del passato: “non siamo nati ieri”.
Ma la parola ‘pomodoro’ ricorreva spesso tra le righe Noi non ci preoccupavamo del seme ma solo delle spighe Come se ogni idea fosse già un OGM per un raccolto garantito Come se stessimo organizzando una campagna di partito
Alla parola rinnovata “pomodoro” si avvicina un avventore“Di cosa state parlando con cotanto entusiasmo, gioia e ardore?” Gli spieghiamo “il giorno del pomodoro” pescando due-tre perché All’inizio lui è perplesso, poi ci pensa, sorride e dice “Ci sto pure me!”
Eravamo tre amici al bar, Qui, Quo e Qua Qui racconta: Ieri sono entrato in un bar, un amico commerciante mi ha parlato della situazione politica, è un casino, dice, son tutti uguali, si presenta pure Rotondino. Parliamo di politica e alla fine gli dico che se guardiamo la situazione come fa un bambino sembra che stiano giocando tutti. Ma che almeno sia un gioco consapevole, mentre invece fanno tutti finta di esere seri. Si ride e si scherza, poi alla fine gli butto lì che si potrebbe fare “il giorno del pomodoro”. All’inizio resta perplesso. Poi gli spiego in due parole qualche perché. E quindi il come: “Si tratta di regalare o vendere delle piantine di pomodoro spiegando le regole del gioco”. Lui si illumina: “Oh c... ! Veramente una idea simpatica!” L’importante è fare una cosa tanto per divertisi insieme, come in un gioco. ”Bella idea. Io ci sto, famola tutti insieme.” Nel frattempo si era avvicinato un amico e poi un altro ancora, amico dell’amico, e tutti a dire "Che Bello il Pomodoro!" c
Quo racconta: Ho incontrato una maestra e parlando del più o del meno le ho accennato che si potrebbe indure i bambini a curae una piantina personale di pomodoro, sia per un bisogno didattico che salusitico, iovviamente con riferimento alla nutrizione e all’importanza dell’orto biologico che tanto oggi va di moda con la signora Obama. La maestra risponde entusiasta: “Caspita che idea carina, perché non lo facciamo nella mia classe, anzi, uniamo più classi, facciamo un bell’incontro, regaliamo le piantine ai bambini e facciamo tutti un orto biologico anche sui balconi della scuola! Dai! Voi ci aiutate?” Certo che si può fare, non ci vuole niente, basta vederci una mattinata, veniamo a scuola, buttiamo il sasso e lasciamo fare ai bambini, così organizziamo insieme un bel gioco. I bambini sono molto più esperti di noi a giocare!”
Qua racconta: “Ieri mio fratello e mia cognata sono andati a Roma e passando per piazza di Spagna ad un certo punto hanno visto una moltitudine di gente arrivare di corsa saltando e ballando. … Alla fine erano più di mille in tutta la piazza che saltellavano su e giù. Pure loro si sono mesi a saltare, ballare e cantare con le due bimbe, non sapeva perchè erano felici. Si chiama ‘flash mob”, è una nuova moda, si danno appuntamento su internet in una piazza, stazione eccetera, e iniziano a fare cose che nel contesto non c’entrano niente. Poi improvvisamente si disperdono senza altra motivazione che quella di rompere la quotidianità. Ora immaginate un po’ un’apetta rossa che si ferma in piazza, davanti al liceo, o magari davanti un bar alla happy hour, una apetta rossa tutta vibrante, con un tipo alto dotato di megafono verde in una mano e innaffiatoio bianco nell’altra, che propone piantine di pomodoro, saltando, ballando, ridendo… coinvolgendo. Eravamo tre amici al bar che ad un certo punto hanno smesso di prendersi sul serio pensando: “ tra tanti perché, che quelli non ci mancano, perché no? Si potrebbe fare,nel modo più semplice del modno: giocando, tanto per divertirsi, e basta. Ci sentivamo come bambini, e ridevamo, scherzavamo, fantasticavamo... Evidentemente era una energia contagiosa, tanto ch ei n breve rideva e scherzava tutto il bar. Allora ci siamo chiesti: “I bambini giocano senza un perché! O il loro perché è così grande da non poter essere nominato?”
E' tutto semplice: facciamo insieme Il Gioco del Pomodoro TOMATO’S PLAY
Ciao a tutti Qui Quo e Qua
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