Sindrome da deficit di natura

Ultimamente stanno sorgendo in vari policlinici dei reparti dedicati alla cura di ‘videodipendenza da internet’. Sembra quasi assurdo ma la sindrome è molto più estesa di quanto si pensi e viene trattata come una vera e propria malattia. C’è da pensarci, Ne parla anche Valerio Pignatta su Scienza e Conoscenza n.31 nell’articolo ‘il tasto dell’off’ e lo collega direttamente ad una sindrome ancora più pericolosa chiamata : Sindrome da deficit di natura”. Cito alcune frasi dell’articolo per rendersi conto che effettivamente è cosa sconvolgente che richiede una presa di consapevolezza da parte di tutti e in primis dei genitori:
“La maggior parte dei bambini del mondo occidentale passa ormai la stragrande maggioranza della propria vita in ambienti chiusi, artificiali che non conservano alcuna traccia della natura e dei suoi abitanti: animali, piante, insetti, sassi, terra, fiori ecc. Il mondo naturale viene veicolato nella vita di questi poveri orfani cosmici mediante documentari porno-ecologisti o film d’avventura dove, nella migliore delle ipostesi, i protagonisti lottano con mostri a venti zampe affamati di essere umani che fuggono in preda al panico.” Questo tipo di ‘avventure sono soprattutto presenti nei videogiochi più gettonati sui quali i ragazzi di oggi passano ore. “I ragazzi occidentali passano in media 44 ore settimanali davanti ad uno schermo.”
“Nella generazioni giovanili attuali l’ambiente naturale è quindi sempre più qualcosa di esotico ed estraneo, spesso vissuto come pericoloso. Alcuni ricercatori sono arrivati addirittura alla conclusione che questo distacco dalla natura scatena nei bambini un vero e proprio disturbo che provoca sintomi e malesseri ben precisi, riassunti in una cosidetta sindrome da deficit di natura. Nella fattispecie il disordine in questione è legato soprattutto alla mancanza di contatto con gli ambienti naturali e con gli spazi all’aperto, talvolta vissuti dai soggetti in questione con ansie e senso di minaccia.”
“I ricercatori sono sempre più convinti che alcune malattie in rapida ascesa tra i giovani come obesità, asma, allergie, depressione, alcune manifestazioni dell’autismo e persino la fantomatica ADHD siano in correlazione con queste dimaniche sociali per cui i ragazzi passano la quasi totalità del loro tempo seduti, a scuola, in auto o davanti ad uno schermo”
In questi casi va da se che l’uso del Ritalin (la pillola dell’obbedienza) tanto di moda negli USA dell’ultimo decennio non può assolutamente risolvere o affrontare il problema. Già nel 2001, con la pubblicazione de ‘Le Filastrocche di fata Ricotta’ i farmalibri fecero presente come più di una pillola può fare un semplice filastrocca, tanto da risolversi a proporle in farmacia come vero e proprio farmaco. (Vedi prossimo post: "Il libro è farmaco")
Ma continuiamo a leggere l’articolo citato: “Con questa castrazione sensoriale non possiamo pensare di evolvere né come individui né come collettività. Se la natura non verrà reinserita nell’ambiente urbano o quest’ultimo non si disintegrerà a favore di una realtà abitativa e produttiva più mimetizzata nella natura stessa restano poche speranze di una umanità serena e centrata.”
Una bella prospettiva per il futuro se consideriamo l’indifferenza della cultura ufficiale nei confronti della Natura. Però la conclusione dell’articolo è per noi entusiasmante:
“Piantiamo invece tanti alberi su cui i nostri ragazzi possano arrampicarsi, coltiviamo nei nostri giardini e balconi, fiori o piantine da toccare annusare e ammirare. Corriamo e pedaliamo per le strade di campagna… Togliamoli dal freddo dei megaschermi dove la vita non ha nulla di vivo e realmente pulsante. Checchè se ne dica l’unica vera utile manifestazione pulsante’ del regno virtuale è il tasto dell’off.”
Per questo ci siamo convinti di proporre il “Pomodoro Play”, o partecipare ad altre simili iniziative, anche per le sue evidenti capacità terapeutiche.
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