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Farmacia Olistica: la Casa della Salute M. Elisabetta Calabrese, ottobre 2009 - anno XVIII
Farmacia Olistica: la Casa della Salute
Entrare in farmacia e trovare tutto ciò che può servire alla ricerca dell’equilibrio tra ‘mente, corpo ed energia’ e scoprire che esiste una Mappa del Tesoro, il Tai Ji Tu, la mappa che gli antichi medici cinesi usavano per studiare la Salute.
Quale luogo migliore delle Fonti di Fiuggi, avrebbe potuto incorniciare il lavoro che Gabriele Carcano insieme a Maria Rosaria Carcano sua sorella e a tutto lo staff di collaboratrici (Maria Grazia Quatrana, Stefania Riccardi, Lemma Antonella, Franca Cataldi, Paola di Capua, Marina Scardella, Denis Cera, Francesca Proietti, Emi Dellacorte) svolge nella farmacia ‘olistica’ Cataldi – Carcano, in cui lavora dal 1977?
Descrivere Fiuggi significa, infatti, descrivere l’energia silenziosa della natura che sgorga spontanea come l’acqua dalle sue sorgenti, ricca di benefiche virtù: una cornice ideale, per chi professionalmente, da farmacista e da scrittore come il dottor Carcano, si dedica alla salute e all’educazione alla salute. Fonte di benessere globale della persona, le terme di Fiuggi esprimono l’immagine di un luogo dove immergersi per ricaricare la mente prima ancora che il corpo. Ed è proprio nella ricerca continua di questo dinamico equilibrio fra mente, corpo ed energia, quello che gli antichi saggi della medicina tradizionale cinese disegnavano come la Mappa del Principio Supremo, il TaiJiTu (ovvero la Mappa della Salute) che, per il dr. Gabriele Carcano, la professione in farmacia ha assunto un profilo peculiare, quella di farmacista ‘olistico’.
Dr. Carcano, entrando nella sua farmacia si legge: Farmacia ‘olistica’. Cosa s’intende?
‘Olistico’ viene dal greco ‘Olos’ che vuol dire l’intero, il ‘tutto’. La Farmacia è la Casa della Salute. Quando si entra in Farmacia, lo si fa con un atteggiamento aperto alla salute e ci si trova in un ambiente dove tutto viene scelto per la sua funzione preventiva, curativa e riabilitativa. La farmacia è il luogo dove si trova tutto quello che può servire all’equilibrio mente, corpo ed energia nella ricerca dinamica della salute.
Come viene accolto in questa filosofia, il cliente?
Non è semplicemente un consumatore, è una ‘persona’. L’uomo non è un numero, o una sterile somma di organi sparsi…fegato di qua e milza di là… E’ un insieme, un tutt’uno, un ecosistema, una persona appunto, nella sua interezza, il cui primo valore, almeno nel momento in cui entra in farmacia, è la salute e magari anche un po’ di serenità e consapevolezza.
Prendendo atto di questa visione d’insieme del cliente-utente-paziente, chi è il ‘farmacista olistico’ che si propone al suo cospetto?
Un professionista che tenta di conoscere tutte le possibilità terapeutiche disponibili (dall’allopatia all’omeopatia, dalla fitoterapia alla cosmesi, dalla dietetica alla galenica, alla sanitaria…) senza pregiudizio, per poterle poi consigliare nel modo e nel tempo più giusto ed opportuno per ciascuno.
Sia che ci si trovi di fronte ad una persona in salute che malata?
Comunque la persona si senta, sana o malata che sia, quando entra in farmacia lo fa per parlare di salute. Ecco perché bisogna guardare la persona nella sua interezza, in una visione globale con i suoi problemi fisici, i suoi stress mentali e il suo bisogno di comunicare.
Un bisogno, a cui vuole rispondere proponendo “cultura della salute?”
Del farmacista si è detto che è un “professionista che vende cultura della salute” (Marcello Marchetti). Il farmacista olistico cerca di andare oltre la malattia per parlare appunto di Salute. Solo in Farmacia ogni prodotto viene arricchito dal plus-valore di una corretta educazione sanitaria che dall’esperienza e dalla competenza professionale di ciascun farmacista passa, attraverso la comunicazione, alla persona che domanda salute.
Comunicare in questo senso, significa che, nella consapevolezza di essere un farmacista educatore, non c’è solo un gesto passivo di consegna di una scatolina?
Non limitiamoci ad un gesto, diamo significato ad ogni gesto. La medicina non è tale e non ottiene i risultati sperati, se non è partecipata. La nostra difficoltà di comunicazione è chiedere alla persona di partecipare: se guarisce, è perché lo vuole da persona partecipe. Io come farmacista posso dare i mezzi. Il farmaco è un mezzo, non è un fine. Queste sono nozioni fondamentali della nostra professione.
Tutto ciò è valido in ogni settore in cui si articola la Farmacia come Casa della Salute?
In farmacia esiste il lavoro di gruppo. Ogni reparto ha il suo plus-valore se nel servizio offerto c’è la competenza di un professionista. In questa farmacia, come farmacisti, siamo in cinque ed ognuno di noi sta seguendo una sua strada, dall’omeopatia alla dietetica, dalla cosmetica alla fitoterapia, fino alla medicina tradizionale cinese e al TaiJi Nei Gong. Mia sorella ora ad esempio ha legato la sua specializzazione alla cultura sui Fiori di Bach. Non dimentichiamo gli addetti ai reparti di sanitaria, bambini, magazzino, contabilità… siamo tutti sulla stessa barca. Nella farmacia olistica sono diverse le responsabilità, diversi i ruoli, ma tutti godono della stessa dignità professionale, siamo farmacisti innanzitutto, e si lavora per un unico obiettivo: la tutela del benessere e della salute della ‘persona’ in quanto tale. Oltre ovviamente c’è che ci piace lavorare divertendosi.
Così anche la cosmesi in farmacia, va oltre un semplice modo di apparire e diventa terapeutica?
La pelle è un organo emuntore, tutto è bene fino a che la negatività si dirige verso l’esterno, perché se invece va verso gli organi interni sono dolori. La cosmesi in farmacia sta prendendo sempre più spazio perché è in effetti, e comunque, un atto terapeutico già consigliare una crema idratante in un modo che non è legato solo all’apparire.
Se non è il caso di usare il cortisone senza consiglio medico perché non cercare di stimolare le difese della pelle con altre creme naturali ad esempio. Oltre tutto ci guadagna anche l’immagine del cortisone, che è un farmaco, una buona arma che deve restare a nostra disposizione. In questo senso nella farmacia olistica, anche il reparto cosmetico ha la sua dignità ai fini dell’educazione alla salute.
Ma che cosa è la salute secondo il Tai Ji Tu cinese, assunto a simbolo dei farmacisti olistici?
Curiosamente è la stessa definizione che l’O.M.S ha indicato a Yalta nel 1948: un ‘equilibrio, un dinamico equilibrio mente-corpo con l’ambiente che ci circonda, che poi è energia. Non è assenza di malattia, come erroneamente si crede, ma un “dinamico equilibrio mente corpo energia” o, se vogliamo più filosoficamente, “cielo, terra e spirito”. Solo l’uomo cammina dritto con i piedi a terra e la testa tra le nuvole, è con il respiro (‘spirito’) che egli collega la testa ai piedi, soprattutto quando respira con la pancia. Siamo dunque tre parti in una sola, il trucco sta nel tenerle unite insieme in equilibrio.
Abbiamo pubblicato la mappa della salute sul nostro sito interattivo: www.farmalibri.it . In realtà creato da una Associazione Culturale di medici, farmacisti, artisti e maestri che intende promuovere la Salute in quanto Equilibrio. Si chiama ‘il Cantiere della Salute’ perché la salute si costruisce giorno per giorno, ed è più facile e divertente farlo insieme. Perché la salute non è un posto da raggiungere, ma un momento da vivere, qui e ora, in continuo divenire, un cantiere continuo.
Se questa è la definizione di salute, cos’è allora il farmaco per un farmacista olistico?
Con un salto nel tempo, approfondendo l’origine delle parole, si scopre che il termine farmaco viene dal greco farmacon (farmacòn) che significa ‘freccia velenosa’. Ed ancora che la parola ‘Bios’ significa Vita solo se si legge con l’accento sulla ì, perché se l’accento cade sulla ò, si legge biòs ed assume un significato diverso: ‘arco che da la morte ’. Il farmaco è la sua freccia.
Eppure Eraclito la scrisse senza alcun accento…
Proprio per questo ha assunto un significato uguale e contrario. Giorno notte, chiaro scuro, vita morte… Nell’Universo tutti gli elementi contrari sono dinamicamente uniti e si alternano continuamente secondo la legge degli opposti. La salute sta nel mezzo, nel loro giusto equilibrio. Grande Eraclito, il suo Logos somiglia tanto al Tao.
Il farmaco allora è visto come una freccia velenosa?
Una freccia velenosa che usata in dosi e tempi opportuni può dare enormi benefici nel curare la malattia o addirittura salvare la vita. Ma se viene usata incautamente può arrecare danni anche irreparabili. Noi farmacisti siamo i depositari di questo segreto, il nostro simbolo è la bilancia, il nostro logo è un intrecciarsi a dna di due serpenti, il caduceo, con le ali perché messaggero. Dunque, educhiamoci ad educare alla salute.
Nasce da qui una delle iniziative che caratterizza questa farmacia: la Biblioteca della Salute?
“Leggere, scrivere, disegnare, immaginare… fa bene alla salute”. Devo citare, scusami, mio fratello a cui devo molto e non c’è più. Confesso che il mio primo libro “Gin Aureo Stafilococco dei Gram Più”, una favola sanitaria del 1989, la scrissi dopo il suo incidente, ed è stato per me un farmaco eccezionale. E’dimostrato ad esempio che favole e filastrocche aumentano del 50% la capacità immunitaria nei bambini. Per questo nel 2001 abbiamo pubblicato “Le Filastrocche di fata Ricotta”, il primo lavoro de ‘i farmalibri’. Da qui è nata la biblioteca della salute. Non immaginavo però il suo plus-valore: seppure su cento persone tre sole si avvicinano ad un libro, le altre 97 li vedono ed associano l’idea farmacia alla cultura, l’idea del farmacista alla professionalità, comunichiamo cultura della salute, è un messaggio ben chiaro.
Particolarmente evidente tra i testi da Lei firmati come autore, è l’attenzione ai bambini…
L’attenzione ai bambini trasmette una forza particolare: è la forza vitale del bambino che induce alla gioia e alla speranza. Per questo motivo abbiamo anche creato una succursale tutta colorata, che si chiama: Farmacia del Girotondo, in cui anche i malati entrando, traggono dall’ambiente la forza vitale del bambino.
Tutto dunque, dal farmaco al libro, può essere finalizzato alla salute?
Il farmaco, dicevamo, è un mezzo utile alla Salute. Quando un libro è capace di inviare ‘energia’ verso tale obiettivo, allora possiamo anche definirlo un farmalibro. Ecco che il nostro intervento è a tutto campo: dal gioco al libro, dall’omotossicologia all’omeopatia, dalla medicina funzionale alla grammatica del movimento … e, con particolare attenzione e competenza, al ‘farmacòn’. Tutti i nostri prodotti possono avere una connotazione ‘preventiva’, ‘terapeutica’ o ‘riabilitativa’.
In questa visione olistica della farmacia quale futuro vede delinearsi?
Il farmacista, insieme al maresciallo e al medico, è sempre stato un punto di riferimento. Oggi la gente, come dopo un terremoto, nella frammentazione delle informazioni, non ha più punti di riferimento certi per rispondere all’evoluzione dei propri bisogni di salute. Il farmacista ha un ruolo, è il conoscitore e il dispensatore del farmaco, conosce il rapporto consumo-salute, è quello insomma del bilancino e del mortaio. Dobbiamo riacquisire il nostro ruolo di intellettuali del farmaco perchè la stessa industria ha bisogno di mettere plus valore nei propri prodotti. Consideriamo poi che l’unica banca che non è andata in crisi è la banca etica. Ecco: in una Farmacia Olistica, impresa e professione non sono elementi contrari, ma sono dinamicamente uniti, secondo la legge degli opposti, dal respiro della salute, proprio come il respiro unisce la nostra mente al corpo, così che un gesto qualsiasi può ben diventare un gesto di cuore.
http://www.tecnichenuove.com/riviste/collane/farmacia_news.html
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