"I batteri sono più intelligenti di noi? "
I batteri sono stati più intelligenti di noi. Per risolvere la prima crisi energetica trovarono soluzioni che noi uomini stentiamo ancora a comprendere. Utilizzare l’acqua. Possono ben darci una lezione.
Avvenne cinque miliardi di anni fa, durante la crisi più catastrofica che mondo ricordi. I batteri verde-azzurri la risolsero con due invenzioni geniali. Ora vi racconto. I batteri vivevano con un bassissimo livello energetico e con pochi problemi di respirazione. Consumavano idrogeno.
A quel tempo bastava loro la fermentazione di glucosio e idrogeno atmosferico. La respirazione era anaerobica. Era una pacchia. I batteri proliferavano, ma diventarono troppi. L’idrogeno gassoso non bastava più. Fu la prima crisi energetica globale. Una catastrofe.
Dopo mezzo miliardo di anni di raffreddamento graduale, il vapore che riempiva l’atmosfera era condensato e per migliaia di anni caddero piogge torrenziali fino a formare oceani poco profondi. Nemmeno l’idrogeno dell’anidride solforosa, (H2S), donata dai vulcani era più sufficiente. Insomma, non c’era più idrogeno, per tutti. Fu una carneficina, anzi, una procariotaficina. “L’H è di tutti” dicevano alcuni slogan di protesta. Fu allora che un batterio verde-azzurro ebbe un’idea geniale: “Prendiamo l’idrogeno dall’acqua!” E ci riuscì. Noi uomini stiamo ancora cercando di capire come si fa. In effetti non fu operazione facile. Ci riuscì utilizzando radiazioni solari a bassa lunghezza d’onda per dividere la molecola dell’acqua (H20) in idrogeno (H) e ossigeno (O). Da premio Nobel postumo.
E così i batteri impararono ad assorbire l’idrogeno dall’acqua. E fu tutta un’altra storia, anzi, fu la nascita della storia. I batteri si moltiplicarono, occuparono rocce, sabbie e stagni. Vivevano felici, sereni e tranquilli, eppure… C’era un problema, un gravissimo problema: si assorbiva idrogeno ma si rilasciava ossigeno, elemento di scarto assai tossico e pericoloso. Quando infatti l’ossigeno diventa troppo tutto brucia, tutto si ossida.
Questa fu la seconda catastrofe globale. Ancor più tragica della prima. La maggioranza di tutti i viventi finirono al rogo. “Cosa fare dei rifiuti pericolosi?” Questa fu la domanda. Era un gran problema. Noi uomini oggi ne sappiamo qualcosa. “Fare di necessità virtù” pensarono i batteri, non c’era alternativa. Ed ecco quindi la seconda geniale e straordinaria impresa evolutiva: i batteri impararono a respirare l’ossigeno, inventarono la respirazione aerobica. Geniale. Trovarono un sistema metabolico che utilizzava proprio la sostanza per loro veleno mortale. SI trattava di favorire una combustione controllata per demolire le molecole organiche ottenendo in cambio anidride carbonica, acqua e un quantità notevole di energia. Fu un grande salto di qualità. Il problema energetico fu risolto, così quello dei rifiuti. La vita terrestre si modificò per sempre. Noi uomini veniamo da lì.
I batteri ci insegnano che si può utilizzare l’idrogeno dall’acqua, ma che dovremo nel contempo saper cosa fare dell’ossigeno. Ci insegnano soprattutto che in natura è sempre necessario un giusto equilibrio. Prendiamo l’esempio dell’ossigeno: se la sua percentuale nell’aria è inferiore al 15 % niente brucerebbe, se fosse invece superiore al 25% tutto brucerebbe. Per questo la nostra atmosfera ha un equilibrio perfetto al 21%. Mia nonna, più vicina di noi ai batteri per motivi anagrafici, me lo ripeteva sempre: “Il troppo accompagna il poco.”
Penso di aver dimostrato la mia tesi seconda la quale i batteri sono stati più intelligenti di noi e dovremmo rispettarli. Finora sono stati loro ad operare il salto di qualità più importante di tutta la storia della evoluzione. Lo fecero grazie all’acqua non privatizzata.
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