Wi-fi nelle scuole? No Grazie

“Scriverò al Ministro Gelmini-Brunetta per chiedere precise rassicurazioni per la salute di mia figlia". Perchè, dopo che la OMS ha avvisato del rischio di glioma per esposizione a campi elettromagnetic il mini Brunetta-Gelmini ha lanciato il progetto Wirless nelle scuole entro il 2012.
''Già da tempo i genitori sono in allarme per i rischi di una prolungata esposizione ai campi elettromagnetici. Adesso che l’Organizzazione Mondiale della sanità ha classificato un rischio di livello 2b, ossia potenzialmente cancerogeno per gli umani, è necessario seguire una linea di massima prudenza, soprattutto nei confronti dei minori. Ci aspettiamo dal Ministero dell’istruzione e dalle istituzioni scolastiche una scelta responsabile che metta al riparo da potenziali rischi per la salute dei nostri figli.
L’Agency for Research on Cancer (IARC), agenzia dell’OMS con sede a Lione, ha recentemente classificato il rischio basandosi sull’incremento di casi di glioma, una tipologia maligna che da sola ha rappresentato due terzi dei 237.000 nuovi casi di tumore al cervello verificatisi nel 2008. Gli studi mostrano un aumento di rischi per glioma per la categoria di forti utilizzatori. Poiché per forte utilizzatore si intende chi è soggetto a un’esposizione media di 30 minuti al giorno per più di 10 anni, il progetto Brunetta-Gelmini di dotare tutte le scuole statali di un punto di accesso Wifi gratuito entro il 2012 mette a rischio la salute degli alunni e anche quella degli operatori scolastici per l’eccessiva esposizione.
La riflessione non coinvolge solo le scuole, ma anche i genitori, perché non solo le reti di connessione senza fili sono a rischio, ma anche smartphone e cellulari. Conoscendo la propensione dei nostri figli per i nuovi media, è facile dedurre che il pericolo aumenta quando i fattori di rischio si vanno a sommare.
Da non trascurare infine una riflessione dal punto di vista pedagogico: sappiamo ormai che la consuetudine con i nuovi media ha modificato le modalità di apprendimento dei cosiddetti ‘nativi digitali’ e forse anche la loro struttura di pensiero. (devo scrivere un post, perché questo trincio è all’origine del nostro sito dal 2001 con Fata Ricotta) Bravissimi a trattare suoni, immagini, informazioni, manifestano difficoltà con ortografia, poesie e tabelline. C’è da chiedersi se non convenga riproporre gli strumenti tradizionali (carta, penna, memoria) da affiancare alle nuove tecnologie, in modo che facoltà importanti non vengano d’un tratto dimenticate, e riservare i nuovi strumenti multimediali, come le lavagne interattive, alle zone del Paese in cui internet è meno diffuso, in modo da offrire a tutti i nostri giovani le medesime opportunità.
Tenere conto delle indicazioni di Ministero dell’Istruzione e Ragioneria Generale dello Stato, rispettando la volontarietà del contributo dei genitori fino alla terza classe superiore e destinando i finanziamenti così raccolti al solo aumento dell’offerta formativa e non ad altre necessità amministrative.
Ultimo spunto di attenzione i rilievi relativi alla messa in sicurezza di immobili e impianti e all’utilizzo di fondi della scuola per spese di manutenzione, che sono invece a carico degli Enti locali''.
Una bozza di Lettera
Egregio Ministro Brunetta Ministra Gelmini
e p.c. Dirigente Scolastico
In quanto padre della alunna xxxxxxxx mi permetto di scriverLe questa mia raccomandata RR in merito alla intenzione ministeriale di installare il sistema Wirless Wi Fi nelle classi secondo il progetto: “Wi-Fi in tutte le scuole italiane”, dal momento che l’Organizzazione Mondiale della sanità ha classificato il rischio di esposizione ai campi elettromagnetici “un rischio di livello 2b, ossia potenzialmente cancerogeno”.
“L’Agency for Research on Cancer (IARC-OMS) con sede a Lione, ha recentemente classificato il rischio basandosi sull’incremento di casi di glioma, tipologia maligna che da sola ha rappresentato due terzi dei 237.000 nuovi casi di tumore al cervello verificatisi nel 2008. Gli studi mostrano un aumento di rischi per glioma per la categoria di forti utilizzatori. Poiché per forte utilizzatore si intende chi è soggetto a un’esposizione media di 30 minuti al giorno per 10 anni, il progetto Brunetta-Gelmini di dotare tutte le scuole statali di un punto di accesso Wifi gratuito entro il 2012 mette a rischio la salute degli alunni e anche quella degli operatori scolastici per l’eccessiva esposizione.” (Allego documento OMS - IARC Lione)
Chiedo quindi precise rassicurazioni scientifiche in merito: “Cosa accade al cervello di un ragazzo in crescita in caso di esposizione a campi elettromagnetici per circa 4 ore al giorno nello spazio chiuso di una classe scolastica per minimo 8 anni?”
Considerando inoltre che molte classi superano oggi il numero di studenti permesso dalle leggi sulla sicurezza, già aumentato “artificialmente” da 25 a 29 alunni; considerando che per la mancanza di supplenti spesso si uniscono più classi insieme, occorre che mi si dia una risposta chiara in quanto responsabile della salute di mia figlia: “Cosa accade al cervello dei nostri figli in una “classe pollaio”, spazio chiuso con 40-50 ragazzi magari tutti collegati con smart-phone e quant’altro?”
Chiedo di avere chiarimenti circostanziati sull’aiuto che il sistema WIFI può dare alla didattica, dal momento che una lavagna elettronica è più che sufficiente. Chiedo che venga categoricamente impedito l’ingresso di cellulari e simili in classe. (Noi genitori saremmo disposti a tassarci per realizzare armadi protetti esterni alla classe.)
Caro Ministro, caro Preside, nel caso io non riceva risposta ‘scientifica’ a questa mia doverosa richiesta, le chiedo di essere avvisato in caso di adesione “Progetto Gelmini-Brunetta. “Wi-Fi in tutte le scuole italiane “. Mi riservo di procedere ad eventuali esposti cautelativi per probabili futuri danni alla salute di mia figlia per ottenere il dovuto risarcimento civile e penale.
Le chiedo infine di destinare tali inutili finanziamenti all’offerta formativa, magari assumendo qualche precario ormai disoccupato, garantendo ai nostri ragazzi il diritto alla continuità scolastica, alle ore alternative, alle supplenze e alla loro salute mentale. In fede Gabriele Carcano
IARC CLASSIFIES RADIOFREQUENCY ELECTROMAGNETIC
FIELDS AS POSSIBLY CARCINOGENIC TO HUMANS
Lyon, France, May 31, 2011 ‐‐ The WHO/International Agency for Research on Cancer (IARC) has classified radiofrequency electromagnetic fields as possibly carcinogenic to humans (Group 2B), based on an increased risk for glioma, a malignant type of brain cancer1, associated with wireless phone use.
Over the last few years, there has been mounting concern about the possibility of adverse health effects resulting from exposure to radiofrequency electromagnetic fields, such as those emitted by wireless communication devices. The number of mobile phone subscriptions is estimated at 5 billion globally. From May 24–31 2011, a Working Group of 31 scientists from 14 countries has been meeting at IARC in Lyon, France, to assess the potential carcinogenic hazards from exposure to radiofrequency electromagnetic fields.
These assessments will be published as Volume 102 of the IARC Monographs, which will be the fifth volume in this series to focus on physical agents, after Volume 55 (Solar Radiation), Volume 75 and Volume 78 on ionizing radiation (X‐rays, gamma‐rays, neutrons, radio‐nuclides), and Volume 80 on non‐ionizing radiation (extremely low‐frequency electromagnetic fields).
The IARC Monograph Working Group discussed the possibility that these exposures might induce long‐term health effects, in particular an increased risk for cancer. This has relevance for public health, particularly for users of mobile phones, as the number of users is large and growing, particularly among young adults and children.
The IARC Monograph Working Group discussed and evaluated the available literature on the following exposure categories involving radiofrequency electromagnetic fields:
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