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Appello contro l'Arsenico nell'Acqua

L'Isde (associazione dei medici per l'ambiente) lancia un appello  a tutti gli operatori della salute per un'azione di pressing verso le istituzioni perché vengano al più presto predisposti interventi per ridurre l'esposizione all'arsenico nell'acqua, riconosciuto come elemento cancerogeno certo.
«L'arsenico è classificato dall'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (Iarc) come elemento cancerogeno certo di classe 1 e posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche, in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute.

L'assunzione cronica di arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, è indicata inoltre quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche, diabete di tipo 2, e così via».

Particolare attenzione deve andare a donne in gravidanza e bambini: secondo la normativa comunitaria, ripresa anche dall'Italia, il limite di arsenico nell'acqua è di 10 microgrammi per litro.
«La letteratura scientifica evidenzia il legame tra l'esposizione cronica ad acque e alimenti contenenti arsenico, in donne in gravidanza e bambini, e molte patologie del neurosviluppo - autismo, disturbo da deficit dell'attenzione, disturbo dell'attenzione da iperattività, riduzione del quoziente intellettivo, patologie dell'apparato respiratorio, perdita fetale e così via».

«È quindi urgente ogni nostra azione affinché le istituzioni preposte facciano tutto il possibile per la dearsenificazione di tutta l'acqua destinata a consumo umano nelle aree interessate e per la predisposizione di forme alternative di approvvigionamento idrico».



Riportiamo l'appello del presidente dell'associazione Medici per l'Ambiente.

 

Al Presidente FNOMCeO
Ai Presidenti degli Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
Ai Referenti FNOMCeO – ISDE Italia
Al Comitato Direttivo ISDE Italia
Ai media in indirizzo

Gentili Colleghi,

torno a scrivervi in merito al problema sanitario derivante dalla presenza di arsenico nelle acque distribuite ad uso potabile.
Come a voi noto, la Commissione Europea, con il documento n. C (2010) 7605 del 28 ottobre 2010 e il documento n. C (2011) 2014 del 22 marzo 2011, ha ribadito che il contenuto massimo e provvisorio di arsenico nelle acque destinate a consumo umano non deve superare i 10 microgrammi per litro come già stabilito anche dalla legge italiana sin dal 2001 con il Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001.
In questi due documenti si prescrive, in forma assolutamente vincolante per l'Italia, che alle donne in gravidanza e ai bambini fino a tre anni di età non siano somministrate acque con un contenuto di arsenico più elevato di 10 microgrammi per litro, e che le industrie alimentari debbano utilizzare per le loro preparazioni acque con questa stessa caratteristica di parametro.
L'Organizzazione mondiale della sanità ricorda ed auspica come obiettivo di qualità un contenuto di arsenico pari a zero (o al più e in via transitoria di 5 microgrammi/litro) nelle acque destinate a consumo umano come vera e sicura tutela della salute pubblica.
L'arsenico infatti e' classificato dall'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (Iarc) come elemento cancerogeno certo di classe 1 e posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche, e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute.
Sempre più segnalazioni inoltre lo correlano anche ai tumori del fegato e del colon.
L'assunzione cronica di arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, e' indicata inoltre da una cospicua e rilevante documentazione scientifica anche quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche, diabete di tipo 2, lesioni cutanee, disturbi respiratori, disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.
Particolare attenzione deve essere posta, come fatto presente dalla comunità scientifica internazionale e nei due già citati documenti della Commissione Europea, quando acque contenenti arsenico ed alimenti preparati con le stesse, sono assunti da donne in gravidanza e bambini.
Molte sostanze tossiche, e tra queste l'arsenico, possono, attraverso l'esposizione materna ad alimenti, aria e bevande contaminati, superare la barriera placentare e quella emato-encefalica e interferire in modo negativo con lo sviluppo del feto, soprattutto delle sue strutture cerebrali.
Come noto, da un punto di vista strettamente biologico il feto e il bambino sono organismi in rapido accrescimento con una complessa e delicata differenziazione ed organizzazione di tessuti, organi ed apparati. O
gni interferenza o alterazione di questo processo armonico di sviluppo, causato ad esempio da infezioni, dismetabolismi, esposizione a droghe, alcool, sostanze tossiche (metalli pesanti, pesticidi, inquinanti ambientali etc.), possono creare le condizioni di successive e gravi malattie nell'infanzia e in età adulta.
I bambini inoltre posseggono un sistema immunitario ancora in fase di maturazione, un caratteristico e peculiare sistema metabolico, consumano quantitativi di liquidi, aria e alimenti maggiori rispetto ai soggetti adulti e questa condizione li rende più vulnerabili all'azione di molte sostanze nocive.
La letteratura scientifica internazionale, con sempre maggiori riscontri, evidenzia il legame tra l'esposizione cronica ad acque ed alimenti contenenti arsenico, in donne in gravidanza e bambini, e molte patologie del neurosviluppo (Ndd) - autismo, disturbo da deficit dell'attenzione (Add - attention deficit disorder), disturbo dell'attenzione da iperattivita' (Adhd - attention deficit hyperactivity disorder), disturbi dell'apprendimento, della memoria, della capacità di lettura, riduzione del quoziente intellettivo, patologie dell'apparato respiratorio, perdita fetale, aumento dei casi di morte infantile e neoplasie.
Il Registro tumori italiano (www.registri-tumori.it) rileva che i tumori infantili nel nostro paese sono in costante aumento ed e' sempre più evidente il nesso causale tra queste patologie e fenomeni d'inquinamento ambientale. E' quindi urgente e necessaria ogni nostra azione affinché le Istituzioni preposte facciano tutto il possibile per ridurre subito l'esposizione delle popolazioni, e in particolare delle donne in gravidanza e dei bambini, ad ogni sostanza inquinante.
Relativamente al problema arsenico nelle acque destinate a consumo umano, per quanto sopra esposto e prescritto anche nei due documenti della Commissione Europea, e' necessario che si dia una informazione completa, ampia e chiara ai cittadini e che si solleciti la rapida attuazione di interventi efficaci e definitivamente risolutivi per la dearsenificazione di tutta l'acqua destinata a consumo umano nelle aree interessate da questo problema.
Nel frattempo e' necessario, per una concreta tutela della salute pubblica, come più volte raccomandato anche dalla nostra Associazione, che si predispongano subito forme alternative di approvvigionamento idrico, anche mediante autobotti, per tutta la popolazione e in particolare per le donne in gravidanza, i neonati, i bambini, i malati e le industrie alimentari.

Presidente dell’Associazione Medici per l’Ambiente
(International Society of Doctors for the Environment ) ISDE

 
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