| Il Mito di Atum |
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L'Uno viveva in armonia con Nun
“Sono l'Uno che si trasforma in Due, sono il due che si trasforma in quattro sono il quattro che si trasforma in Otto L'Uno c’è sempre stato, è sempre esistito, “al di fuori del tempo e dello spazio", ed era infinito, perenne. L'Uno viveva in armonia con "Nun", l’"Oceano Primordiale del Cosmo". Nun era il Caos incontrollato, un elemento liquido e turbolento, una enorme massa liquida immersa nell’oscurità, però era la materia che racchiudeva in sé la sorgente della vita.
Un giorno dalle acque primigenie del caos, nacque Atum, sotto la forma di una collina. Ad Atum venne la voglia di sputare in aria, così dette vita a Shu, l’aria, e siccome il suo sputo era umido ecco che nacque Tefnut, l’umidità, l’acqua. Shu e Tefnut generarono Geb e Nut. Questi ultimi però se ne stavano sempre insieme tra di loro, senza mai guardare oltre. Così impedivano alla vita di germogliare. Atum si arrabbiò, perché non era giusto. Allora ordinò al loro padre, Shu, di dividerli. Con le mani Shu spinse Nut verso l'alto facendole formare la volta celeste, il Cielo. Poi con i piedi calpestò Geb tenendolo fermo sdraiato. In questo modo Shu, l'aria, separò il Cielo dalla Terra. Geb e Nut capirono la lezione, continuarono a vivere sempre insieme ma separati, guardarono oltre e generarono quattro figli, due fratelli e due sorelle: Osiride, Iside, Nefti e Seth. i quali procrearono l'umanità. (T.P. 1587) "Lode a Atùm ! Lode a Khepri, colui che diventa da se stesso ! Tu culmini nel tuo nome di "collina", tu diventi con il nome di Scarabeo Khepri"; (T.P. 1652) "Atum-Khepri, tu culmini come collina, tu ti alzi come l'Uccello Bennu dalla pietra di ben-ben nella dimora della fenice a Eliopoli. Atum diviene dal ba di Ra,
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| Scritto da Sarah e Gabriele Carcano |
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