"Papà, Dio è come Tao?"

Lei aveva cinque anni e mezzo. Eravamo appena rientrati da una vacanza in Grecia. In serra trovammo un povero passerotto morto. Decidemmo di fargli un bel funerale. Scavammo una piccola buca, ci posammo l’uccellino, la coprimmo di terra e incrociammo due bastoncini a mò di croce. A quel punto dovevamo dire una preghierina: “Ave Maria, Piena di Grazia, il Signore è con Te….” “... Prega per noi pescatori…” Rimasi perplesso ma decisi di soprassedere. Come si fa a spiegare ad una bimba l’idea di peccato?
E forse, visto il mestiere di Pietro e compagni, il termine ‘pescatore’ ci stava anche bene. D’altronde la figura di Gesù è spesso collega alla costellazione dei pesci.
Pensai che fosse arrivato il momento di recuperare dalla mia biblioteca un libro che a suo tempo avevo messo da parte: il Vecchio e il Nuovo Testamento spiegato ai bambini. Lo sfogliammo insieme guardando le figure. Quando vide Abramo che stava per uccidere suo figlio, inorridì. Cercai di spiegarle la storia. Stava sul punto di mettersi a piangere. Per cambiare argomento le feci vedere l’arca di Noè, una storia tutta piena di animali, grandi e piccoli, quindi di suo totale gradimento. Ma quando vide Noè che per ringraziare Dio immolava un agnello rimase assai perplessa: “Perché papà, questo signore prima salva tutti gli animali e poi uccide un agnellino per donarlo a dio?” Preferii passare al Nuovo Testamento. La storia di Gesù le piacque tantissimo. Lui bambino, con mamma e papà, che nasce in una mangiatoia riscaldato da un bue e un asinello. Lui che da lezione ai sacerdoti del tempio. Lui che gioca, che ride, che aiuta il papà falegname. Poi nel vederlo con tutto intorno una frotta di bambini dai colori di pelle diverso, emise gridolini di gioia. “Oh Si, Papà! Questo si che è un Dio buono, quello di prima era proprio cattivo!”
Nella sua intuizione di bimba aveva assolutamente ragione. Se leggesse nella Bibbia i Proverbi di Salomone laddove dicono: “La stoltezza è legata al cuore del fanciullo, ma il bastone della correzione la allontanerà da lui.”, o anche il saggio Ben Sira. “Hai figli? Educali e sottomettili fin dall’infanzia. Hai figlie? Veglia sui loro corpi, ma mostra loro un viso severo”, si renderebbe conto in quale considerazione venivano tenuti i bambini nel Vecchio Testamento. E quale rivoluzione culturale abbia provocato Gesù quando nel rimproverare i discepoli disse: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso.” Ma lasciatemi essere onesto: non è che io queste cose le sapessi, mi stupii anzi della mia ignoranza, le ho comprese dopo, solo grazie alla sua ingenua libertà di bambina.
Ora viene il bello, ovvero uno di quei momenti che cambiano la vita, o almeno la visione delle cose. Fu per questo che, pur essendo già praticante di Tai Chi Chuan, mi avvicinai allo studio del taoismo, fino alla riscoperta di Cristo, passando per tutt’altra via. Devo premettere che si tornava dalla Grecia, eravamo stati a Cefalonia e avevamo soggiornato ad Agia Ephimia. Mangiavamo solitamente in una trattoria che si chiamava ‘il Paradiso’, ottimi dolmates, squisita moussaka, piccante tzatzichi. Dal Paradiso si godeva un’ottima vista sul golfo, e davanti a noi c’era Itaca, quella di Ulisse. E non vuoi, sul far della sera, raccontare miti greci a tua figlia? Con Zeus che fulmina tutti, con Vulcano zoppo, con Crono il tempo che mangia i suoi figli, Atena, Aphrodite, Dafne e Apollo padre d’Apelle che fece una palla di pelle di pollo? Altra premessa: mia moglie è medico, specializzata in medicina cinese, io, come ho detto, pratico il Nei Dan, una sorta di alchimia interna, è ovvio che ogni tanto ci trovavamo a parlare di Yin, Yang e di Tao. E i bambini assorbono tutto.
Fatte queste dovute premesse ecco il fatto. Lei vuole il libro, lo prende, lo sfoglia attentamente. Poi lo chiude, mi guarda e chiede: “Papà. Io sono d’accordo con te: Geova è come Zeus, però Zeus gioca ! ….” Il carattere ludico di Zeus mi era fino allora sfuggito. “Però dimmi tu… Dio è come Tao?” Il giorno dopo già stavo con il “Tao Te Ching” in mano, “il libro della Virtù e della Verità”, la Regola Celeste di Lao Tzu, un vangelo del taoismo. Apro e leggo i primi due versi: “Il Tao che viene nominato non è il vero Tao. Il nome che può essere chiamato per nome non è il vero nome eterno.” Mi ricordava qualcosa. Non era forse la storia che non bisogna mai nominare il nome di Dio invano? Pensando a questa domanda mi misi a sfogliare il libro. Il mio sguardo cade sul numero 42: “Dall’Uno nasce il Due, dal Due nasce il Tre, dal Tre nascono le Diecimila cose.”v Mi ricordava qualcosa. Non è forse la storia che Dio è Uno e Trino? Cosa si poteva rispondere in quel tragico momento ad una figlia? “Un giorno ti risponderò, te lo prometto. Giuro!” Ogni promessa è debito, devo ancora pagarlo.
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