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SSSSSSSSSSSSSSilenzio…
Ai vostri figli insegnate a perdere tempo Noi adulti in genere abbiamo anche timore del silenzio. Quando siamo in compagnia non riusciamo a star zitti più di due minuti: ci si sente sempre in dovere di dire qualcosa.In questo mondo così "vitale, aggressivo e rombante" si sta perdendo il valore del silenzio. Eppure i bambini, per crescere, ne hanno assoluto bisogno.
"Sssssssss… Facciamo un po' silenzio!".
I nostri bimbi ormai sono piccoli adulti, abituati a ragionare, a elaborare e correre come gli adulti. Essi crescono presto: una bimba diventa donna tre o quattro anni prima di quanto accadesse solo venti anni fa, un bimbo di dieci anni 'lavora' al computer molto meglio di noi, a sette anni hanno un'agenda degna di un manager, ormai girano come trottole: ora in piscina, ora alla scuola di danza, ora davanti alla TV, ora a pallavolo, ora al videogioco,ora a musica, ora il rientro a scuola… Non si fermano mai, perché bisogna socializzare, essere bravi e competitivi, essere, in una parola, produttivi.
Il processo di maturazione è cosa assai complessa, e se lo sviluppo 'biologico' è molto più precoce di un decennio fa, se anche la sfera 'cognitiva' ha subito sicuramente una forte accelerazione, questo non significa che i nostri bambini siano nel complesso più maturi, anzi, da più parti si alzano grida di allarme: per dirla solo con Ingmar Bergman i nostri bambini sono "Analfabeti delle Emozioni". Infatti se la sfera 'organica' e 'cognitiva' negli ultimi decenni sono cresciute,quella 'emozionale' e quella 'relazionale' si sono oltremodo rallentate. I bimbi non hanno più il 'silenzio', cioè il 'tempo' di elaborare le emozioni, di risolvere le loro crisi esistenziali, di metabolizzare il dolore, "a volte non diventano 'maturi' e indipendenti nemmeno a trent'anni". Intanto se per caso vediamo un bambino che se ne sta zitto zitto a non fare niente gli diciamo subito che sta perdendo tempo.
"Un bimbo ha diritto di vivere il proprio tempo, non come un incubo, ma con divertimento, gioco e gioia.Ha diritto di perdere tempo, di isolarsi, perché quel tempo non è tempo perso." Perdere tempo non significa alienarlo, ma declinarlo secondo la propria dimensione, ascoltare il lento fluire delle emozioni. Il tempo è il luogo della comunicazione, transito di affetti, crocevia di emozioni, è silenzio, sguardo, ascolto. E' il regno dei sensi, dove tatto, gusto, manualità tornano a dare coscienza di esistere, "consapevolezza del sé."
Il tempo perso è curiosità, rispetto delle diversità, è immaginazione, è quel riempire il vuoto con la propria fantasia, è il passaggio segreto di sogni e desideri. Ma è anche disincanto, il vivere la delusione, il convivere con il dolore, a volte purtroppo con la malattia e la morte. E il tempo perso è anche solitudine...e per stare in Salute è importante saper vivere serenamente, senza angoscia,la propria solitudine. PS Si consiglia di recitare la filastrocca del Silenzio respirando profondamente, guardandosi con un sorriso e dicendo ogni verso ad ogni espirazione.
Paolo Crepet racconta di una sua inchiesta in cui solo il 2% dei genitori riesce a stare più di due minuti in silenzio davanti ad un tramonto con il proprio figlio. La filastrocca del silenzio può essere utile per cominciare questo bel gioco.
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