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Bambini - Istruzioni per l'uso


Le caratteristiche Sanitarie di Una Filastrocca

La filastrocca è il primo contatto con il mondo.
"E' sulle ginocchia della mamma, accompagnato da una filastrocca, che il bambino tenta il suo primo viaggio alla scoperta del mondo, prima affascinato dalle cose, poi spaventato dalla loro terribile incomprensibilità.La Filastrocca è arbitraria come può esserlo la vita, ma rigida nello schema e nei confini come appunto è la vita stessa."


In pochi versi, ritmati e cadenzati, la filastrocca è capace di raccontare tutto un mondo, un mondo che a noi adulti può apparire fantastico, ma che invece ai bambini racconta la cruda realtà. Eppure la filastrocca è anche capace di rappresentarla con leggerezza e gioia.
E' questo che unisce la filastrocca all' operatore sanitario, cioè a chiunque desideri lavorare per la Salute: "Non nascondere mai dolore, malattia e morte, ma trasformarli in leggerezza". La filastrocca può essere definita come un fondamentale atto terapeutico: un farmalibro.

La Pillola dell'Obbedienza
Il Ministero della Salute, tra le prime dieci regole per i nostri bambini,indica: 'raccontare favole e filastrocche'.
In questa richiesta ci sono varie ragioni, non ultima è la apparizione di un nuovo farmaco: "la pillola dell'obbedienza."
Negli USA è stata diagnosticata una nuova malattia infantile, una sorta di sindrome depressiva unita ad eccessiva iperattività. Tale malattia viene curata, per protocollo, con una pillola che è una mistura di un tranquillante minore a un antidepressivo, in pratica una sorta di Tavor e Prozac. E' la famosa 'pillola dell'obbedienza',recentemente registrata anche in Italia.
Il problema maggiore non è il danno farmacologico, peraltro non trascurabile, ma il fatto che in questo modo il disagio non verrà mai espresso, e quindi elaborato, metabolizzato, superato. La domanda sorge spontanea: Cosa potrà succedere quando il bambino diventa adolescente e potrà esplodere?

"I bambini di oggi non dispongono di uno spazio protetto per il loro sviluppo. Senza alcun filtro essi sono esposti agli sconvolgimenti sociali, politici, ed anche ecologici, che devono accettare ed elaborare esattamente come gli adulti."
In campo sanitario le indagini rivelano come già in bambini adolescenti siano riconoscibili problemi di salute che in precedenza erano conosciuti solo agli adulti. "Quella dei bambini é l'unica fascia di popolazione in cui lo stato di salute sia andato enormemente peggiorando negli ultimi venti anni." Mentre in passato le classiche malattie infantili erano rappresentate da morbillo e parotite, oggi molti bambini soffrono di esaurimento, nervosismo, agitazione, disturbi alle vie respiratorie e all'apparato digerente, cattiva digestione e turbe del sonno, allergie... "che chiaramente hanno un qualche legame con l'eccessivo sforzo cui é sottoposto l'intero sistema immunitario … Spesso legati a stanchezza, irritabilità, stress, paura e senso di solitudine."
"I bambini reagiscono così ad un ambiente determinato dagli adulti, che suscita in loro paura e spavento e, di conseguenza, aggredisce il loro sistema immunitario.…."

Le paure dei bambini
I bambini hanno tanta paura,hanno le stesse nostre paure ed altre tutte loro. [….] Sentono la radio che parla di morti e feriti, vedono in TV catastrofi, bimbi che hanno fame, incidenti, cadaveri… Loro non possono rendersi conto del 'dove' e 'quando', non sanno nulla di geografia o statistica, tutto lo riguarda, tutto gli accade vicino, ed hanno paura.
Anche loro hanno paura del proprio corpo, dei pensieri, degli altri, del diverso, del futuro, di restare da soli, soprattutto hanno paura dell'abbandono, della separazione dai genitori, che è il loro modo di sentire la morte. [….]
La filastrocca, come la favola, parla di paura: "I galletti che cantano forte, volta la carta e si vede la Morte. La Morte che uccide la gente, volta la carta e non si vede più niente." Ma lo fa con leggerezza, con un ritmo di parole che invitano alla calma e ad un sorriso, indicando nel frattempo come superarla.
In essa la paura assume una valenza simbolica: un bosco pieno di pericoli, il lupo cattivo, la strega maligna, o semplicemente il passare sul ponte e non sapere cosa c'è dopo. Ma ecco che arriva il cacciatore, o una mollichina di pane, o una fata, un mago, un topolino e anche i problemi più insolubili sono meravigliosamente risolti.
"La filastrocca e la favola altro non fanno che rappresentare in uno spazio e in un luogo non definito le paure ancestrali di sempre." In esse le paure e le tensioni si affrontano a viso aperto, le avversità e le ingiustizie vengono affrontati a testa alta, con fiducia, e infine si esce sempre vittoriosi. [….]

I bimbi e la televisione

Non ci andrebbe di parlarne, ma un accenno dobbiamo obbligatoriamente farlo, perché oggi si tende a dare troppe responsabilità a questo mezzo, che è un mezzo, e come tale può essere benefico o dannoso, dipende solo da come lo si usa. Anche la TV infatti, proprio come un farmaco, va usata in dosi e tempi opportuni. In realtà le responsabilità dei gravi danni provocati dalla TV sono essenzialmente dei genitori, ai quali nessun mezzo, più o meno tecnologico, potrà mai sostituirsi. Ma qualcosa dobbiamo dirla, almeno riguardo le filastrocche. Un problema che crea in questo campo l'uso di tv o di video è che questi mezzi propongono immagini, testo, suono, colori… contemporaneamente non lasciando spazio alla fantasia del bimbo. La Biancaneve di Walt Disney ad esempio non è la Biancaneve della favola letta o ancor meglio raccontata, perché nel video ha già un volto, una voce, un sorriso e il bimbo non ha più spazio per dare alla strega o al cacciatore i suoi volti, le sue voci, di rappresentare in essi le sue paure.
La fantasia ha assoluto bisogno dello spazio bianco tra una riga e l'altra, di pause, di vuoti e di silenzi.
Inoltre invitando i genitori a leggere e a raccontare si tende a recuperare un rapporto vocale indispensabile. La diffusione televisiva ha spezzato l'incanto della parola che narra e produce immaginazione, ma anche il rapporto generazionale di un padre, di un nonno,che offre al bambino la metafora della vita.
In più raccontando le nostre storie si spezza il conflitto tra finction e realtà. [….]
Si potrebbe anche creare il problema opposto, che cioè un'immagine reale possa esser interpretata dal bimbo come pura finzione. Si rischia di rompere il rapporto del bimbo con la realtà, con il dolore e la morte, tanto che alcuni possono persino interpretare alcuni suoi atti quasi come effimeri. Il rischio è grave, ma la soluzione è semplice: mai lasciare da soli i bimbi davanti alla TV se non in trasmissioni esclusivamente dedicate a loro e senza pubblicità.
Ecco: se c'è una colpa grave di chi fa informazione televisiva è che ci sono pochi spazi protetti per i bimbi, anzi, se ci sono, ad esempio il cartone delle venti, sono interrotti da spot pubblicitari, oppure, ad esempio, RaiSat Ragazzi, questi sono sul satellite, cioè a pagamento: non è certo questo un atteggiamento che promuove la Salute dei bambini, che eppure è un diritto.

La filastrocca e la Educazione alla Salute

Per far la differenza tra la Tv, giornali e filastrocche c'è ancora una piccola cosa da aggiungere: è una cosa 'tecnica' che riguarda la 'Educazione alla Salute'.
L'Educazione sanitaria è tanto importante da essere stata inserita nell'articolo uno della legge di riforma del '78, tra i principi fondamentali per la Salute, delegandola a medici, farmacisti e insegnanti, ma dimenticando che, comunque sia, i genitori restano i principali 'maestri'.
Purtroppo, nell'ultimo decennio, si è fatta gran confusione tra il concetto di 'informazione' e quello di 'educazione', limitando i vari interventi (con conferenze, documentari, spot, giornali e manuali) ad un mero atto informativo. Si informa, giustamente, su vitamine, integratori, aids, droghe e quant'altro (in farmacia sono apparsi manuali e riviste riguardanti malattie, alimenti ecc.),ma la differenza tra i due concetti resta comunque sostanziale.
L'informazione è la trasmissione che avviene da un 'mittente' ad un 'ricevente', diventa educazione solo quando si favorisce e si ottiene, da parte del ricevente stesso, l'elaborazione e il ritorno del messaggio' ('feed-back'). Solo in questo modo si promuove nel 'destinatario' un comportamento attivo e si instaura un rapporto interpersonale paritario e di fiducia.
Tv, giornali, manuali, manifesti e quant'altro tendono quindi ad un rapporto impersonale e passivo. Con la Tv infatti, a meno che non ci sia la presenza attiva dei genitori, non è possibile interagire e correggere eventuali distorsioni, né tanto meno far crescere quel dialogo che possa adattarsi di volta in volta alle reali necessità del bimbo. Questi non può chiedere 'perché' e dirigere il discorso laddove pensa sia giusto andare.Ma lo abbiamo già detto: la Tv è solo un mezzo, come del resto tutta l'informazione.
Perché allora la filastrocca (come la favola, il romanzo, il quadro… insomma l'arte)è diversa? Semplicemente perché la filastrocca non è immediatamente comprensibile, nasconde sempre un segreto,dentro c'è la richiesta di comunicazione tra 'mittente' e 'ricevente',non si rivolge alla nostra razionalità ma alla nostra 'globalità ', non è mai autoritaria richiede risposte 'filosofiche',invita alla rielaborazione del messaggio, invita 'giocare insieme ': la filastrocca induce ad un "rapporto personale, paritario, bi-direzionale e di fiducia", che è la caratteristica fondamentale della Educazione alla Salute.
L'informazione è un mezzo indispensabile, ma non il fine. Che cosa è allora l'Educazione Sanitaria? Per dirla con Alessandro Seppilli "è un intervento culturale che tende a modificare consapevolmente e durevolmente il comportamento dell'individuo nei confronti della Salute." Il suo obiettivo quindi non è semplicemente 'informare', ma è quello di promuovere una adeguata 'coscienza sanitaria ', ovvero "la maturità di un individuo capace di operare scelte coerenti e consapevoli nell'interesse della salute propria e altrui".
Per dirla parafrasando Kant:"Ciò che si può insegnare non é la Salute, ma l'attitudine alla Salute" Una filastrocca, una favola, un disegno, una canzone, una preghiera, una risata e tutta l'arte in genere se inducono alla riflessione, alla consapevolezza e al dialogo per una sana coscienza sanitaria possono definirsi 'educativi', se riescono a prevenire, riabilitare o persino ristabilire un sano equilibrio CorpoMentee Ambiente possono essere definiti 'farmaci' e dispensati in farmacia.

Le caratteristiche 'sanitarie' della filastrocca.
Ritmo, Respiro, Ripetizione, Rito.


E' nel ritmo che la filastrocca trova il suo respiro. I bambini più piccoli, soprattutto i neonati, sono affascinati dal ritmo, probabilmente perché ricorda loro il battito del cuore della mamma, e pur non capendo nulla ti guardano con gli occhi sbarrati e grande attenzione, oppure si lasciano andare alla risacca di quel vocione cupo di papà addormentandoglisi sulla spalla. Ogni filastrocca ha un suo proprio ritmo, che può cambiare a secondo dell'occasione, che può essere anche cantato, e sempre va ricercato, compreso e fatto proprio.
Il significato della filastrocca in realtà interessa noi adulti, al bambino importa poco. A loro serve magari qualche parola chiave da riconoscere e da usare per immaginare e metaforizzare chissà cosa. La filastrocca cresce con lui, vi troverà sempre qualcosa in più, e quando sarà adulto magari la ricorderà, ripetendola con un sorriso, forse pensando a noi, allora la capirà. Per il momento è solo una nenia, dove c'è una parola, insieme ad un suono, e una strana immagine salta su un cavallo bianco e comincia a galoppare dondolandosi verso altri mondi e seguendo il ritmo del suo respiro. Una filastrocca si respira. Ripetendo i suoi versi si è portati a regolarli con il ritmo della propria respirazione. Lo si sa: non c'è nulla di più salutare e vitale di un sano respiro. Lo facciamo continuamente, da quando siamo nati, quasi senza accorgercene, tanto da dimenticarne l'importanza. Tutti sanno che se non si respira si muore, non tutti che meglio si respira meglio si vive.
Secondo una statistica di Jacopo Fo "il 50% delle persone non riempie i polmoni fino in fondo, l'altro 50% non li svuota fino in fondo", in pratica nessuno sa respirare. Lui esagera, però è vero che ci hanno insegnato a leggere, a scrivere e a far di conto, ma non come si respira. Perché non si respira solo con i polmoni, ma con tutto il corpo, con ogni cellula: si può respirare con la pancia, con l'ombelico, con i polmoni, con la testa… Dice il saggio Zen: "Un mendicante respira con i polmoni, il re respira con gli alluci."
"Il respiro è ciò che ci mette in continuo contatto con l'Universo".Se ci domandassimo che cosa è la 'psiche' ricercandone l'origine scopriremmo che proviene da un verbo antico, 'Psikéin', e che questo significa 'Respirare', ma viene tradotto anche come 'Soffio Vitale' o meglio 'Energia Vitale' (in pratica è il 'Qi' dei cinesi, da dove nasce l'agopuntura).
"Psiche significa respiro. Questo respiro è qualcosa di fisico, che finché l'uomo è in vita vive con lui, ma senza identificarlo perché la psiche non coincide nemmeno con l'io dell'uomo."
Ecco: la filastrocca, con il suo ritmo e il suo respiro è quasi come una preghiera o un mantra: induce ad un rapporto impersonale con il tutto. Un minuto di respirazione profonda apre lo spirito e chiude il cervello, libera il flusso dell'energia vitale, dà forza alle proprie capacità, rende sopportabile la paura, allevia la tristezza, cura il panico, incentiva il buonumore e non a caso si dice: "tirare un sospiro di sollievo".
"Ancora, ancora!" E' questa una classica espressione che il bimbo apprende subito. Quando si fa un gioco che gli piace, quando sente una filastrocca che lo interessa ecco che "Ancora, ancora !"La filastrocca va ripetuta più volte e, come un mantra, come una preghiera, riesce a far si che "il quotidiano sia un brusio al di fuori della finestra."
La filastrocca favorisce il rito. I bimbi lo amano e ne hanno assoluto bisogno. La filastrocca può ben accompagnare dei classici momenti di una giornata facendoli godere come un rito. C'è il rito del risveglio: 'Buongiorno principessa, bentornata al mondo d'oggi…'. C'è il rito della ninna nanna: 'C'è una mamma bella bella, partorisce il cielo in terra…' C'è anche il rito della cacca: "Serenella sul vasetto ha poggiato il suo culetto". Lo Zen consiglia di vivere come un rito il lavare i piatti, disporre i fiori, cucinare, guidare, 'camminare come chi cammina, respirare come si respira'. Vivere serenamente il momento, prendere consapevolezza di se e del mondo, è forse un comportamento filosofico di chi cerca la saggezza, ma è certo attitudine alla salute.
E per finire aggiungo un'altra R: ridere.
Il potere curativo della risata è ormai dimostrato, la comiterapia è già entrata negli ospedali: ridere fa bene alla salute. "Mentre per piangere usiamo 20 muscoli, per ridere ne usiamo più di 60.
La risata sollecita le cellule cerebrali e ghiandolari, mobilita il diaframma , tonifica gli intestini, ossigena i polmoni, aumenta la sintesi delle encefaline, aziona la secrezione delle endorfine che rendono vispe le funzioni cellulari e ringalluzziscono il sistema immunitario." Ridete e fate ridere i vostri figli, la filastrocca può aiutare.
Non dimenticare mai il tono scherzoso o ironico di una filastrocca, non dimenticate che è un gioco e che per i bambini non c'è cosa più seria del gioco. Infine non dimenticate che, anche se solo semplicemente con il tono adatto,ogni favola finisce con la formula del 'vissero felici e contenti…Ridevano come pazzi!'.

Bisogna prendere a volare
Quando 'aspettavo' mia figlia (con terrore, perché non sapevo cosa dirle, cosa avrei potuto mai insegnarle) un'amica maestra mi regalò una poesia che in pratica faceva così: "Molti dicono che è faticoso stare dietro ai figli, bisogna tenerli in braccio per ore, piegarsi, camminare a quattro zampe, stare bassi alla loro altezza. Hanno ragione. Ma hanno anche torto: veramente faticoso è stare in punta dei piedi all'altezza dei loro sentimenti."Da allora, io che son sempre stato un problematico, cominciai a chiedermi: "Ma io sarò capace di imparare?".
Poi un giorno il Piccolo Principe mi consigliò di fare attenzione: "I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta."
I nostri bimbi, i loro riti e le loro filastrocche potrebbero insegnarci "l'agile salto improvviso del poeta-filosofo che si solleva sulla pesantezza del mondo, dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza, mentre quella che molti credono essere la vitalità dei tempi, rumorosa, aggressiva, scalpitante e rombante, appartiene al regno della malattia e della morte, come un cimitero di automobili arrugginite."
"L'agile salto del poeta filosofo…" Roberto Benigni deve aver letto questo passo quando ha scritto "La vita é bella". La sua grande scommessa è stata la scommessa dei leggeri: opporre come difesa alla pesantezza assoluta (all'orrore del nazismo)il coraggio e la leggerezza del gioco. "Serviva un male assoluto, surreale, indicibile, per descrivere un amore altrettanto assoluto. L'amore é un volo. Ma nasce sempre da un ostacolo. Non dico il fascismo o la guerra tra Montecchi e Capuleti. Basta un sasso, un inciampo. E oplà, c'é il salto, si vola. O che si salti la morte o che si salti un tavolino, bisogna prendere a volare."
Ed eccoci qui: genitori, insegnanti, medici o farmacisti, pittori, scrittori, cantanti o saltimbanchi, se vogliamo operare per la salute, di fronte alla malattia, al dolore, alla paura, alla morte, non possiamo far altro che opporre un approccio di leggerezza:"Sovvertire il clima del dolore, pur senza mai negare il dolore stesso, bensì rovesciandolo in filastrocca."…. Il dottore si ammalò… Ambarabà ciccì coccò.

 

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